Pola. Ricordato il bombardamento di 82 anni fa

Il 9 gennaio del 1944 l’operazione aerea condotta dalle forze alleate distrusse diverse zone della città

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Pola. Ricordato il bombardamento di 82 anni fa
Foto: Sasa Miljevic/PIXSELL

Con la posa di corone di fiori dinanzi al Monumento ai caduti nella Seconda guerra mondiale di Gualtiero Mocenni in via Jeretov a Pola, è stato ricordato questa mattina, venerdì 9 gennaio, l’82° anniversario del primo bombardamento di Pola, avvenuto il 9 gennaio del 1944.

In rappresentanza della Città di Pola alla ricorrenza ha preso parte il vicesindaco Siniša Gordić, accanto ai rappresentanti dell’Associazione dei combattenti antifascisti e degli antifascisti della Città di Pola, nonché del Comitato di quartiere di San Policarpo – Sisplaz.
“82 anni fa Pola ha vissuto uno dei più pesanti bombardamenti nella sua storia plurimillenaria. – così il vicesindaco durante la commemorazione –. Le squadriglie di bombardieri degli Alleati, a causa della scarsa visibilità sopra il cielo di Fiume in quel giorno hanno bombardato Pola. In quel tragico evento a perdere la vita sono stati più di un centinaio di nostri concittadini. Con il tempo la città è stata ricostruita, la vita è continuata, però rimane a noi l’obbligo di rendere onore ogni anno alle vittime, e di non scordare questa tragedia che ha colpito la nostra comunità. Purtroppo, oggigiorno le guerre generano vittime in diverse parti del mondo, e addirittura in Europa, il che ci ricorda che simili tragici avvenimenti non sono solamente storie del passato, bensì anche un ammonimento per il presente. Proprio per tale motivo queste commemorazioni hanno un significato particolare”, ha detto il vicesindaco.

Il vicesindaco di Pola Siniša Gordić depone una corona di fiori. Foto: Sasa Miljevic/PIXSELL

Va ricordato che nel più devastante bombardamento di Pola avvenuto il 9 gennaio del 1944 ben 109 bombardieri B-16 hanno distrutto intere zone della città, inclusa la scuola Alessandro Manzoni, uccidendo un centinaio di persone. I bombardamenti sono continuati sino a marzo del 1945. A subire le peggiori conseguenze sono state le strutture civili e le persone nelle quali vivevano. Sono stati colpiti i Giardini, le vie Zagabria, Antico, Flacio, dell’Abbazia benedettina, nonché l’intera zona tra Monte Zaro, Monte Cappelletta e Monteparadiso, le vie Radić, Tartini e Marulić.

Delle zone civili a subire le distruzioni maggiori è stato il comitato di quartiere di San Policarpo, e le vittime di questo terribile bombardamento sono state sepolte al Cimitero della Marina. Il motivo principale del raid degli Alleati era dovuto alla posizione strategica della città, quale grande porto militare che allora era sotto l’ingerenza militare tedesca.

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