Pola. Progetto Dolcevita: salvati 64 palazzi

Dopo il recupero lo stabile al civico 35 di via Zagabria risplende a nuovo

Lo stabile in via Zagabria 35 prima...

Da brutto anatroccolo a meraviglioso cigno. Questo palazzo d’epoca al civico 35 di via Zagabria, poco distante dal centro storico, è stato ristrutturato da cima a fondo e salvato da un ulteriore deperimento grazie agli incentivi a favore del patrimonio storico del Programma Dolcevita. In questo caso il finanziamento pubblico è del 43 per cento del valore complessivo dell’opera: su 290.000 kune investite nel suo recupero, la partecipazione della Città di Pola ammonta appunto a 125.200 kune.

 

Gli ostacoli da superare
Il recupero dei palazzi storici abitati procede a passo di lumaca per due motivi di fondo: generalmente si tratta di edifici che risalgono al periodo austriaco o italiano con una longevità media pari o superiore ai cent’anni, e il più delle volte si tratta di palazzi con scarsa densità abitativa, per cui le famiglie sono poche e i metri quadrati da aggiustare tanti. In più bisogna mettere in conto lo scarso potere d’acquisto delle famiglie e le molte esigenze di conservazione degli elementi storico-architettonici di valore richiesti tassativamente dalla Soprintendenza ai beni culturali del Ministero della Cultura. Presi e considerati insieme tutti questi fattori d’intralcio, non è un caso che il recupero dei palazzi storici nel centro e nella periferia urbana proceda a passo di lumaca come appunto procede. Nel caso dello stabile in via Zagabria, l’amministratore di condominio Eki inženjering ha fatto lo sforzo di convincere tutti gli interessati del buon esito dell’iniziativa e per ricostruire tetti e facciate è stata ingaggiata la società Chianti.

… e dopo l’intervento di recupero

Lo specchio della città
Intanto il Progetto Dolcevita ha compiuto dieci anni e in questo periodo sono stati salvati dal deperimento 64 palazzi storici di cui 41 nella zona di priorità assoluta e altri 23 nella fascia esterna. Il sindaco Miletić non smette di parlarne: “La cura delle facciate è principalmente un obbligo dei condomini, ma si dà il caso che l’amministrazione municipale riconosca l’importanza delle opere di recupero perché lo stato in cui versano le abitazioni è uno specchio della città presa nel suo insieme. La cura delle facciate è un problema che a conti fatti tocca tutti, appunto, perché incide sulla visione d’insieme, specie nel centro storico. La buona manutenzione delle abitazioni è un ingrediente chiave dell’identità urbana polese e un interesse pubblico di non indifferente portata”, ha dichiarato in proposito il primo cittadino.

Il sostegno municipale
Le condizioni a cui è necessario assolvere per avere un sostegno municipale all’opera di recupero delle facciate sono tassativamente elencate nelle delibere municipali che trattano la questione. Generalmente sono gli amministratori di condominio a spiegare ai condomini le condizioni e le modalità di partecipazione al bando. L’importo massimo che la Città di Pola investe in un’opera di recupero è di 178.000 kune per immobile nella fascia prioritaria, o 133.000 nella fascia esterna, più il contributo pubblico che la Città deve assumere quando possiede quote di proprietà nel condominio in parola (per esempio, se risulta a sua volta proprietaria di un locale commerciale o di uno degli appartamenti della costruzione). Ma la partecipazione pubblica all’opera di recupero può crescere ulteriormente se la facciata storica presenta elementi architettonici o artistici di rilievo, tali da dover essere conservati secondo i parametri fissati dalla Soprintendenza ai beni culturali. In questo caso, è ancora una volta la Municipalità a sostenere la spesa della ristrutturazione. Non bastasse, il progetto Dolcevita assicura anche un fondo speciale per la rimozione dei graffiti dalle facciate. Dopo via Zagabria, Dolcevita si trasferisce nuovamente nel centro storico e precisamente in via Sergia 13, mentre un’altra ristrutturazione è appena terminata al civico 19 di via Negri.

Facebook Commenti