Pola. Piccolo teatro romano: inizia il recupero

Finanziato dai fondi europei, dalla Città e in minima parte dalla Pro loco sta per prendere forma l’ambizioso progetto di rivitalizzazione dell’area afflitta dal degrado

Un’area di grande pregio storico-ambientale: il teatro e le mura del Castello

Festival del teatro antico, programmi aggiuntivi della rassegna cinematografica, concerti, spettacoli del mapping tridimensionale di Visualia, giochi gladiatori, concerti di elevato pregio musicale: Pola potrà offrire questo e altro dopo avere guadagnato il suo terzo più grande palcoscenico all’aperto oltre alle suggestive, storiche ambientazioni dell’Arena e del Castello veneziano. La complessa planimetria di una struttura architettonica più che imponente come quella del Piccolo teatro romano ubicato dietro all’edificio del Museo archeologico istriano, ai piedi del pendio del Colle Castello deve, e può, guadagnare la meritata rivalutazione. Per fare tutto ciò è stato necessario mettere in campo l’imperativo di una buona governance del patrimonio storico-culturale: ci vorranno esattamente 17 milioni e 852mila kune con cui riportare in vita un ambiente straordinario ora afflitto dal degrado e dalle deturpazioni provocate da scellerati atti vandalici notturni.

Il finanziamento dell’opera
La rivoluzionaria metamorfosi è già riservata al prossimo futuro grazie a uno spiegamento di forze dotate di finanza: l’Europa, che ha assegnato 8,5 milioni di kune, il Museo con altri 9,1 milioni e la Pro loco cittadina che ha aggiunto 165mila kune. La domanda del come e quando partirà il recupero ha trovato risposta ieri in conferenza stampa all’aperto sul retro dell’edificio museale in fase di ristrutturazione, che sfoggia la sua spettacolare struttura gigante in vetro, coprendo per tre quinti la superficie posteriore e racchiudendo ben sei terrazzi costruiti a nuovo, pronti al rientro delle attività in questa sede. Il direttore del Museo, Darko Komšo, affiancato dal sindaco di Pola, Boris Miletić e dalla direttrice dell’Ente turistico di soggiorno cittadino, Sanja Cinkopan Korotaj hanno ufficializzato il prossimo avvio del progetto varato grazie ai meccanismi ITU (investimenti integrati nel territorio), che dopo il concorso pubblico “Recupero del patrimonio culturale nell’area urbana di Pola”, ha permesso al Museo di accedere ai finanziamenti del Fondo per lo sviluppo regionale. Trova così applicazione il programma operativo “Concorrenza e coesione 2014 – 2020“ finalizzato al potenziamento dell’impiego nel turismo e del consumo da parte del visitatore anche in senso culturale.

Nel prossimo futuro l’area dovrebbe presentarsi così

Concorso, è questione di giorni
“Il concorso per la ricostruzione e recupero ambientale dell’area del teatro romano, monumento compreso – così Darko Komšo – verrà pubblicato la prossima settimana, dopo di che seguiranno tre mesi di anticamera per l’esamina delle offerte, dare spazio a eventuali ricorsi, per la sottoscrizione del contratto e quant’altro necessario. I lavori potrebbero partire alla fine del 2020 o all’inizio del 2021, giacchè l’intero progetto va attuato entro il 15 febbraio del 2022. Sarà questo un grande obolo da dedicare al Piccolo teatro romano di Pola, che a parte quello di Lissa e l’odeon andato distrutto sul colle di Monte Zaro, rappresenta una rarità sul territorio di Croazia. Fino a una decina di anni fa era stato palcoscenico per numerosi eventi, poi, causa i danneggiamenti e il deterioramento è diventato zona abbandonata e turisticamente parlando non valorizzata. L’intenzione è salvare dalla decadenza un’area zeppa di resti archeologici, dal grande valore storico-ambientale“.

Finalmente si esce allo scoperto
Si procederà a tappe con la ricostruzione parziale di strutture architettoniche originali e la collocazione di gradinate in stile con il monumento con parti in pietra artificiale e metallo, fino a creare una disponibilità di 2mila posti per il pubblico spettatore. Non per nulla, per il completamento dell’opera e l’allestimento di requisiti tecnici necessari allo svolgimento degli spettacoli, sono state ingaggiate diverse ditte. Tra queste vi è la pluripremiata Lumenart di Skira che realizzerà l’impianto d’illuminazione dell’area. Seguirà la realizzazione di cinque vie d’accesso all’area monumentale che creerà un tutt’uno con l’edificio museale archeologico e il Museo storico e navale ubicato al Castello. La prospettiva è quella di fornire un esempio di recupero eccellente e sostenibile, mettendo l’eredità storica-monumentale a disposizione dei suoi ammiratori, ospiti e locali. L’integrazione di questo bene monumentale nell’offerta turistica – tra l’altro rendendolo inaccessibile ai vandali – è stato salutato da Sanja Cinkopan, mentre il sindaco Boris Miletić si è detto orgoglioso della prospettiva che rappresenta anche un investimento per la crescita economica. “Abbiamo perso molto tempo in grandi opere infrastrutturali sottoterra e adesso è ora di uscirà allo scoperto, con un opera di enorme visibilità che renderà Pola più bella, attraente e unica”.

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