Pola. Parte della Riva intitolata a Luciano Delbianco

Il tratto che va da Molo Fiume verso Vallelunga porterà il nome dell’ex sindaco che giocò un ruolo chiave durante l’addio dell’APJ

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Pola. Parte della Riva intitolata a Luciano Delbianco

La Riva di Pola non è soltanto lo storico tratto che costituisce la parte principale dell’insenatura, ma è quella che grazie agli interventi d’estensione della banchina va da Molo Fiume in direzione del Mandracchio e di spiaggia Sthengl verso Vallelunga. Ebbene, la nuova Riva del futuro si fregerà di un nome: quello di Luciano Delbianco che per due mandati (non consecutivi), fu sindaco della città prendendo le sue difese nel delicatissimo e quanto mai pericoloso momento della ritirata dell’Armata popolare jugolasva da Pola, negli anni della Guerra patriottica croata. L’iniziativa di nomina era arrivata su proposta del gruppo di cittadini rappresentato da Branko Kijurko, Ester Buić, Denis Mikolić che all’epoca delle trattative con l’APJ, furono stretti collaboratori del primo cittadino. Il sindaco Filip Zoričić e il Comitato per le denominazioni dello stradario cittadino hanno inoltrato l’iniziativa di nomina in sede di Consiglio cittadino che a sua volta l’ha promossa all’unanimità. Poi applausi dei consiglieri, tutti in piedi in segno di riconoscimento e rispetto. A nome del club della Dieta democratica istriana, Ardemio Zimolo si è detto felice di trovare all’ordine del giorno una proposta così gratificante: “Luciano Delbianco – ha detto – è iscritto nelle pagine della storia di questa Città da uomo che ha sfruttato la propria funzione e la propria responsabilità per il bene dei cittadini di Pola. Fu un personaggio carismatico che ebbe ben presenti i propri obiettivi: salvaguardare la Città dalla distruzione e da soggetti cospiratori che avrebbero voluto provocare la guerra. Grazie Luciano”. Per l’assegnazione del nome di Luciano Delbianco alla Riva, soprattutto in virtù di questo ruolo altamente diplomatico assunto alla testa del Comando di crisi nelle trattative tra civili e militari, era stato richiesto il permesso della famiglia, ma anche del CQ Arena nel cui territorio si trova questo braccio portuale.

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