Pola, nuova ondata di violenza contro lavoratori stranieri e tassisti

Condanna da parte delle istituzioni e di Možemo!: clima sempre più preoccupante

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Pola, nuova ondata di violenza contro lavoratori stranieri e tassisti
Foto Srecko Niketic/PIXSELL

Nella tarda serata di sabato, 27 dicembre, a Monte Zaro si è verificato un nuovo e preoccupante episodio di violenza contro lavoratori stranieri. Due dipendenti nepalesi del supermercato Studenac sono stati aggrediti da un gruppo di cinque-sei persone che, dopo aver chiesto loro in inglese da dove provenissero, li hanno insultati e poi aggrediti fisicamente. A raccontare l’accaduto è stato un giovane della Slavonia, collega e coinquilino delle vittime, che lavora con loro nello stesso punto vendita e condivide un appartamento destinato ai lavoratori. “Uno dei nepalesi ha l’occhio completamente chiuso sul lato sinistro del viso a causa dei colpi ricevuti. Non so come stia ora, non l’ho visto, lavoriamo in turni diversi, ma ieri non era in buone condizioni. Anche l’altro ha ricevuto dei colpi, ma senza ferite visibili”, ha dichiarato.

I due aggrediti inizialmente non volevano recarsi al pronto soccorso e probabilmente non avrebbero nemmeno denunciato l’episodio, temendo per il proprio posto di lavoro. La denuncia è stata possibile solo perché un altro collega e coinquilino, che si trovava casualmente nei pressi al momento dell’aggressione, ha assistito alla scena e ha chiamato la polizia insieme al testimone principale. Le vittime e il collega che ha visto l’accaduto hanno poi fornito le loro dichiarazioni agli agenti, un uomo e una donna, secondo quanto riferito dal testimone.

La Questura istriana ha confermato che “la polizia ha ricevuto una segnalazione secondo cui il 27 dicembre, intorno alle 23, in via Gaj, si è verificato un episodio in cui diverse persone hanno aggredito verbalmente e fisicamente due cittadini stranieri”. La Questura aggiunge inoltre che le forze dell’ordine stanno accertando tutte le circostante e sono alla ricerca degli aggressori.

Il supermercato Studenac di Monte Zaro è dotato di telecamere di sorveglianza, che potrebbero rivelarsi decisive per identificare gli autori di questo atto definito da molti come vile e codardo.

La condanna del Municipio

Nel corso della serata di domenica è arrivata anche una dura condanna da parte dell’amministrazione cittadina. “Pola è una città in cui ognuno è sempre stato e continua a essere benvenuto, un luogo di pace, tolleranza e convivenza. Proprio per questo la Città condanna con la massima fermezza l’atto di violenza avvenuto la sera del 27 dicembre a Monte Zaro. Nella nostra città ogni persona, soprattutto chi lavora con responsabilità e impegno, deve sentirsi sicura e protetta. Ogni forma di violenza, soprattutto contro persone che alcune menti evidentemente percepiscono come diverse, è inaccettabile. Ci aspettiamo che la polizia reagisca prontamente, identifichi rapidamente i responsabili e che questi vengano severamente punti!”, si legge nel comunicato ufficiale rilasciato dall’amministrazione Grbin.

Anche Možemo! Pula ha condannato con la massima fermezza l’aggressione ai lavoratori stranieri avvenuta nella tarda serata di sabato a Monte Zaro, così come i sempre più frequenti episodi di violenza e intimidazione nei confronti di lavoratori stranieri a Pola e in tutta la Croazia. “Ogni forma di violenza fisica, minaccia e discorso d’odio è inaccettabile e deve essere chiaramente sanzionata”, è il commento dei rappresentanti della formazione politica, che aggiungono come questi eventi non possano essere considerati episodi isolati, ma un preoccupante trend di crescita dell’odio, dell’aggressività e della normalizzazione della violenza nello spazio pubblico, soprattutto verso persone percepite come “diverse”.

A rischio la sicurezza di tutti

“Un clima del genere mette a rischio la sicurezza di tutte le cittadine e di tutti i cittadini e mina i valori fondamentali di solidarietà e convivenza su cui Pola ha costruito la propria identità per decenni”, continuano i vertici di Možemo! Pula, aggiungendo che Pola è una città aperta, antifascista e multiculturale, tutti valori da vivere e da difendere, soprattutto in tempi in cui la società affronta nuove sfide. “L’aumento del numero dei lavori stranieri in Croazia è la conseguenza dei movimenti economici globali e delle esigenze del nostro mercato del lavoro. Queste persone arrivano qui in cerca di sicurezza e di una vita migliore e meritano rispetto, protezione e condizioni di vita e di lavoro dignitose”, si legge più avanti nel comunicato rilasciato dalla formazione politica, che tiene a ricordare come proprio i cittadini croati sono tra i più numerosi migranti economici nel mondo. “Empatia, solidarietà e comprensione dovrebbero essere il nostro punto di partenza, non paura e odio”, continuano i rappresentanti di Možemo! Pula, i quali ritengono che la lotta contro il razzismo e la violenza debba essere collettiva e sistematica. “Essa – aggiungono – richiede una condanna chiara e inequivocabile di ogni aggressione e una sanzione coerente dei responsabili, ma anche investimenti a lungo termine nell’educazione, soprattutto dei giovani, alla tolleranza, all’antirazzismo, ai diritti umani e alla non violenza. Sono inoltre necessari programmi seri e coordinati per l’integrazione dei lavoratori stranieri nella comunità locale”.

“A Pola non c’è posto per la violenza. Come società – recitano il comunicato – abbiamo la responsabilità di reagire in modo chiaro e deciso affinché paura, odio e violenza non diventino normali. Možemo! Pula continuerà a sostenere con coerenza una politica di inclusione, solidarietà e sicurezza per tutti coloro che vivono e lavorano in questa città”.

La denuncia dei tassisti

Poche ore dopo l’aggressione ai due cittadini nepalesi, un altro episodio di violenza ha scosso la città. Intorno alle 00.30 del 28 dicembre, in via Laginja, alcune persone hanno aggredito fisicamente un tassista di 21 anni. Il giovane, nel tentativo di allontanarsi, è salito in macchina e ha poi guidato verso via Vergerio, ma gli aggressori lo hanno seguito e hanno iniziato a colpire il veicolo con calci e pugni. Quando sul posto è arrivato un secondo tassista, un uomo di 39 anni, il gruppo ha iniziato a lanciare contro il suo veicolo bottiglie e pietre, danneggiandolo. Entrambi gli autisti hanno denunciato l’accaduto alla polizia, che ora sta ricostruendo le circostanze dei due episodi e cercando di identificare i responsabili.

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