Pola nord: una periferia in rapida evoluzione

Il cantiere del nodo stradale settentrionale è in fermento con grande movimento di persone e mezzi, opere di sbancamento, muratura e potenziamento reti al costo di 18,5 milioni di euro al netto dell’IVA

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Pola nord: una periferia  in rapida evoluzione
Scavi di sbancamento e protezione pareti. Foto Marko Mrdenovic

Il cantiere del nodo stradale di Montegrande – l’entrata nord di Pola – è in fermento. Complice il bel tempo e il calo sensibile dei veicoli in circolazione dopo l’alta stagione (in questo periodo si viaggia solo in autobus e in aereo, con comitive organizzate), le macchine movimento terra stanno rivoluzionando la periferia settentrionale dell’area urbana al punto che non siamo più in grado di riconoscerla. Escavatori, pale cingolate e ruspe si muovono con una rapidità impressionante per abbassare, elevare, allargare e spianare il tracciato delle statali D-66 e D-75, la Pola-Fiume e la Pola-Trieste che s’incontrano appunto in città con via delle Brigate d’Oltremare (la tangenziale) come anello di congiunzione.

La carica dei 35mila
Già in luglio ma soprattutto dopo l’estate, l’ente strade (Hrvatske ceste) preme sull’acceleratore per fare prima perché il cantiere è esteso e complesso, investe le zone industriali, commerciali e direzionali delle periferie urbane, influisce su tutta la viabilità urbana e i collegamenti interurbani, e la vita deve pur continuare. Tra il Mandracchio e Montegrande, nella zona di Vallelunga è in corso la costruzione dei pilastri portanti che sosterranno il secondo cavalcavia sulla strada costiera e la ferrovia. Due ulteriori corsie vanno ad affiancare l’attuale viadotto che non basta più per assorbire tutto il flusso del traffico in entrata a Pola dalle località occidentali della penisola: tra giugno e settembre fiumi di automobili con targa straniera scendono ogni giorno da Umago, Orsera, Parenzo, Rovigno e Valle per raggiungere Pola o Medolino e altre località balneari dell’Istria meridionale, anche solo per andare a visitare l’Arena. In estate sulla Pola-Dignano passano 35.000 veicoli al giorno ed è chiaro che la tangenziale col vecchio cavalcaferrovia non poteva più reggere il peso del traffico dei mesi caldi.
Sparisce l’arachide
Ma il viadotto non è l’unica opera di edilizia stradale del vasto cantiere che si snoda dall’area portuale fino all’incrocio con la strada di Fasana. L’arteria in costruzione sarà scandita da nuove isole rotazionali, sottopassaggi e sopraelevate, lavori, insomma, di lunga durata perché affiancare una nuova carreggiata all’attuale per avere quattro corsie invece di due significa anche riconfigurare gli incroci e le rotatorie tradizionali, compresa quella di recente costruzione a forma di “otto” in cui confluiscono le vie Cherso e Paduli. Ebbene questa rotatoria allungata a forma di guscio d’arachide che l’è valso il nomignolo “kikiriki” (noccioline), sparirà completamente di scena, perché la strada principale in futuro scenderà ben al di sotto di quella attuale, a una profondità di 10 metri, mentre le vie Cherso e Paduli s’incontreranno sulla sommità con una sopraelevata di nuova costruzione. In questa maniera la strada veloce non fenderà più Montegrande in due zone praticamente prive di comunicazione minando seriamente l’unitarietà del rione. Va detto a questo titolo che la Statale non seguirà nemmeno il percorso odierno fino al distributore di benzina con area di servizio INA, ma un nuovo tracciato: oltre a scendere di dieci metri sotto terra, si sposterà anche più a ovest per congiungersi con la Pola-Fasana in un’altra rotatoria a due corsie a una cinquantina di metri più in là (verso Fasana) rispetto all’attuale isola spartitraffico situata davanti al distributore INA.

Lavori di potenziamento del sistema di drenaggio urbano. Foto Marko Mrdenovic

Paesaggio lunare
Lavori di movimento terra e scavi di sbancamento sono in corso su tutto il tracciato del futuro nodo stradale. Il paesaggio è lunare: una distesa infinita di roccia in frantumi ha semplicemente inghiottito il primo tratto della Pola-Dignano che non esiste più. Si lavora su tutti i fronti ma manca ancora l’asfalto, benché s’intravedono i lineamenti delle arterie in costruzione, già delimitate da muri di contenimento e cordoli autostradali. Inoltre proseguono in ogni dove gli scavi e la costruzione di impianti di drenaggio urbano con posa di tubazioni, pozzetti e collettori fognari o canali di raccolta di acque meteoriche. Frattanto l’ente, l’appaltatore GP Krk e i subappaltatori hanno aggiornato il calendario delle scadenze per cui è possibile prevedere gli sviluppi del cantiere nel prossimo anno e mezzo, fino al termine dell’opera. Il secondo cavalcaferrovia sarà edificato entro il marzo 2026 e dopo seguirà il restauro completo del cavalcavia esistente. La rotatoria in corrispondenza dell’attuale incrocio con via Vallelunga verrà edificato entro il maggio del 2026, ma già nel mese di dicembre di quest’anno una sua parte sarà transitabile in regime di circolazione provvisorio. Gli scavi di sbancamento con asporto di roccia per creare la depressione necessaria ad accogliere la strada allargata a quattro corsie inizieranno a giorni mentre in novembre si darà il via ai lavori in muratura e consolidamento delle pareti rocciose. A quel punto si vedrà chiaramente che tipo di panorama avremo a settentrione di Pola dopo la rivoluzione della rete viaria nord.
Costi e appalti
Complessivamente, grazie al progetto dell’Ente nazionale strade saranno ricostruiti complessivamente 1,4 chilometri di strada. Alla GP Krk, azienda responsabile del cantiere, è stata affidata anche la realizzazione dei marciapiedi e delle piste ciclabili. L’Ente nazionale energia elettrica (HEP) approfitta del cantiere per potenziare la rete elettrica della periferia nord in funzione delle aree smilitarizzate di Santa Caterina, Monumenti, Vallelunga e Carsiole. Lo stesso vale per le aziende controllate o partecipate dalla Città di Pola, che provvederanno alla costruzione di una nuova rete fognaria e alla posa dei gasdotti, finora completamente assenti nella periferia settentrionale. Il costo complessivo delle opere ammonta a 18,5 milioni di euro al netto di IVA. La gran parte (18 milioni) è a carico dell’ente strade e quindi del Governo, una parte minore (mezzo milione di euro) è a carico della Città di Pola, delle sue controllate o partecipate (Vodovod Pula-Labin, Plinara) e dell’Ente nazionale energia elettrica (HEO ODS – Elektroistra).

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