Pola. Meno soldi e il Consiglio deve ricucire le tasche

Il Preventivo 2021 lascia credere in un superamento della crisi, ma è tempo di elezioni

Il 2020, un anno da buttare. Cauto ottimismo per il prossimo

Poco spazio di manovra o piuttosto nessuno per le impoverite casse municipali in seguito alla crisi (economica, fiscale, sociale) scatenata dalla pandemia SARS-CoV-2. Bisogna dunque procedere con un ulteriore scostamento di Bilancio, il secondo dell’anno in negativo. Così propongono di fare l’Assessorato delle finanze e il sindaco in persona, che la prossima settimana (il 10 dicembre) presenteranno in aula la dovuta rendicontazione dell’anno fiscale, il Bilancio di previsione per il 2021 e le proiezioni per l’imminente triennio.

 

Si parte fiduciosi…
Vediamo di riassumere. L’anno scorso in questo periodo il Consiglio municipale varava, in piena fiducia nel buon andamento dell’economia, il Preventivo 2020 nell’importo di 553.620.134 di kune. La quiete prima della tempesta, si potrebbe dire, col senno di poi, che è una scienza esatta. C’era già nell’aria il fermento della nuova pandemia, come si sarebbe visto da lì a poche settimane. In primavera, come si ricorda bene perché gli eventi sono ancora freschi, il mondo si è fermato. Dopo il collasso del gettito fiscale del primo semestre, il Consiglio municipale ha dato il via libera al primo scostamento di bilancio del 2020 perché ormai chiaro che i soldi realmente disponibili durante l’anno sarebbero stati 444.802.156 kune e non più. Immediatamente sono cessate le opere pubbliche: il primo settore a subire la scure della pandemia è stata l’edilizia pubblica. Il tempo di finire i lavori in corso e poi basta. Tutti a casa. Betoniere e operai in pacchetto. Il solo Assessorato della Pianificazione ambientale e dei lavori pubblici ha perso la bellezza di 80 milioni di kune. Ma hanno pagato di tasca propria anche i dipendenti degli enti locali, delle municipalizzate, delle istituzioni ecc, chi con un taglio e chi con due sulla busta paga.

Quando si tornerà ai livelli di prima?

… si chiude in apprensione
E ora? Ora che l’anno sta per finire si vede con chiarezza anche maggiore che il pessimismo della prima metà dell’anno non era stato esagerato, anzi. La stagione turistica non è bastata per parare i colpi inferti dalla pandemia nella sua prima ondata: è finita in fretta, è stata piuttosto tiepida e non ha consentito di mettere in tasca la valuta necessaria per “svernare”. Il resto è storia dei giorni scorsi: la seconda ondata Covid è peggio della prima. con l’aggravante della stanchezza accumulata. Si è peccato nuovamente di ottimismo, in estate, ed ora bisogna aggiustare le tabelle per far quadrare i conti. Non saranno neanche 444.802.156 i soldi in cassa entro l’anno, ma solo 439.057.867 kune, un altro 1,3 per cento in meno rispetto all’ultimo aggiornamento. Chi perde questa volta? Ovviamente tutti, chi più chi meno. Lo stesso Assessorato all’amministrazione generale deve rinunciare a mezzo milione di kune, quello dell’Edilizia si vede togliere 1,7 milioni di kune, la Cultura perde grossomodo altre 300.000 kune, ma era già poverello per conto proprio fin dall’inizio dell’anno. Nessuna grave perdita per le Politiche sociali, che si vedranno scalare il budget di 265mila kune, per rimanere comunque con 201,9 milioni di kune in cassa, che vanno ad alimentare il fabbisogno pubblico nelle sfere dell’educazione, dell’istruzione e dei servizi socio-sanitari nell’accezione più ampia del termine.

L’anno incerto che verrà
Cosa aspettarsi dal 2021? Stando alla bozza del Bilancio di previsione che il sindaco e i collaboratori dovranno difendere in aula la prossima settimana, si prevede un pareggio di entrate e uscite di 514.430.079 kune. Dell’importo bisogna tuttavia distinguere la parte spettante ai cosiddetti fruitori di bilancio che sono le scuole elementari, i Vigili del fuoco, il Teatro ecc, cui spettano per definizione 133.426.789 kune (il 26 per cento del bilancio) in seguito alla manovra di decentramento amministrativo-fiscale degli anni passati. Questo a significare che per l’amministrazione comunale in senso stretto rimangono a disposizione non più di 381.003.290 kune, ossia il 74 per cento del totale. La spesa per settori (senza entrare nel merito dei vari progetti): 222,4 milioni alle Politiche sociali, 186,8 milioni all’Edilizia e alla pianificazione ambientale, 56,9 milioni all’Amministrazione generale, 33 milioni alla Cultura, 13,2 milioni all’Ufficio del sindaco e poco meno di 2 milioni ai due uffici per così dire “tecnici”, di Rappresentanza legale e Revisione interna. Dalla proposta di Bilancio risulta che l’amministrazione Miletić conta di superare la crisi sul breve periodo, ma è anche vero che, fintanto che la spesa per le politiche sociali supera quella dell’edilizia, si rimane piuttosto sulla difensiva. Il 2021 sarà anche l’anno delle elezioni per il rinnovo dei governi locali e regionali, e bisognerà vedere l’evoluzione degli umori dell’elettorato dopo l’esperienza pandemica.

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