Pola, Maturandi in festa. Bombe di colore e momenti condivisi

Ultimi campanelli per gli allievi delle Scuole medie superiori che hanno concluso l’anno scolastico e si sono riversati in massa nel parcheggio dello stadio Aldo Drosina

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Pola, Maturandi in festa. Bombe di colore e momenti condivisi
l parcheggio dello stadio Drosina preso d’assalto dai maturandi (foto: Sasa Miljevic/PIXSELL)

I maturandi di Pola (e tutti gli altri, si capisce) hanno festeggiato l’ultimo giorno delle lezioni. Un addio tra tanti perché prima si sono svolti i balli dei maturandi, poi verranno gli esami della maturità di Stato ed infine la consegna dei diplomi. A questo punto si festeggia l’ultimo squillo del campanello, l’ultima lezione, l’ultima volta che un professore è entrato in aula col libro di testo in mano, l’ultima merenda in mensa e l’ultimo raduno nell’atrio. Più che un traguardo, l’uscita dalla scuola secondaria è un nuovo punto di partenza, e non uno qualunque ma probabilmente il più importante della vita di ognuno. Le strade sono tante quante sono le possibilità economiche, le capacità cognitive, i desideri e l’ambizione di ognuno: chi continuerà a studiare e chi andrà in cerca di impiego, chi guarderà alla prospettiva di trasferirsi all’estero e chi invece preferisce restare a casa, chi pensa di continuare l’attività di famiglia e chi preferisce emanciparsi completamente, chi vorrà sposarsi o convivere e chi non ci pensa nemmeno. Le prospettive sono tante, ma quelle tendenti all’inerzia sono fortemente sconsigliate. La vita va apprezzata con tutti i sensi. Se non ora, quando?
Insomma, ieri mattina fiumi di maturandi si sono riversati in centro, in arrivo da tutti i licei, dagli istituti tecnici e professionali, dalle scuole di arti applicate e di musica, dall’istituto di turismo, commercio e alberghiera… Il solito chiasso ha accompagnato il variopinto corteo col consueto tamburellare e fischiare, lanciare bombe di colore e bombe d’acqua: è questa la moda degli ultimi anni dopo l’abbandono della pessima abitudine di spargersi addosso chili di farina e litri di acqua, trasformando indumenti e capelli in pastella da crêpes che finisce per rapprendersi, indurire come cemento, al punto che per toglierla bisogna restare in ammollo per ore.
Questione di usanze. Chi è più avanti con l’età non ricorda pazzie di questo genere, ma ormai si usa fare così e non altrimenti. Lo stesso lessico impone di qualificare la festa di fine liceo col termine croato di “norijada”, che deriva dal tedesco “Narr” (folle, buffone) e significa appunto darsi alla pazza gioia, fare il matto, impazzire di allegria, esultare. Ora si festeggia lanciandosi addosso bombe di colore con fucili ad acqua fino a sfigurarsi completamente e non è neanche una brutta visione a voler essere sinceri, anzi. I volti, le braccia e le magliette dei giovani fanno da tela per un saggio di astrattismo pittorico all’avanguardia dall’impronta individuale, unica e irripetibile, con spruzzate energiche altamente espressive alla Jackson Pollock. Il risultato? Scenografie multicolore per un raduno di massa che non ha pari durante il resto dell’anno. E dopo che tutti sono stati letteralmente dipinti a mano (o perlomeno con i fucili ad acqua), si va ad attraversare le vie e le piazze del centro storico, fino alla meta finale: il DJ set allestito col contributo della Città di Pola, non senza l’apporto decisivo dei servizi di soccorso: Pronto intervento, polizia, vigili del fuoco, Croce rossa… Quest’anno, nell’impossibilità di organizzare il raduno sul parcheggio del Centro sociale Rojc, per lavori di riqualificazione energetica in corso, la folla dei maturandi è stata sistemata al parcheggio dello stadio comunale in via Mate Balota. Il programma dei DJ set di Nino e Ivan Licul è iniziato alle 9 e terminato alle 13 con momenti indimenticabili condivisi immediatamente in rete e sui social col photobooth 360 in azione. Il supporto tecnico e l’organizzazione dell’evento è stato affidato all’azienda Arena Event.

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