Pola. Maturandi, distanti ma vicini

Commovente cerimonia di consegna dei diplomi di maturità o di licenza media per la trentina di studenti che quest’anno escono definitivamente dalla Scuola Media Superiore Italiana di Pola “Dante Alighieri”. Commovente per due motivi di fondo, il primo diciamo pure regolare: questa è la fine di una vita e l’inizio di un’altra, meno scontata, e le emozioni sono fortissime. Il secondo, diciamo irregolare, è dovuto al contesto anomalo della cerimonia, alle circostanze determinate dalla pandemia Covid che tutto modifica. Impossibile dunque abbracciarsi liberamente, impossibile anche solo stringersi le mani. Impossibile anche sedere l’uno accanto all’altro e parlarsi sottovoce, all’orecchio.
La platea “allargata” al cortile del retro, rigorosamente all’aperto: la distanza sociale è un imperativo anche in queste occasioni speciali. Commovente, infine, sempre per le stesse ragioni, anche il discorso della preside Debora Radolović, che ha cercato di condividere con i maturandi una riflessione effettivamente importante: “C’è chi sostiene che la scuola non sia più al passo con i tempi e chi invece ribadisce che nonostante la globalizzazione, Internet e l’avvento di nuove tecnologie e di nuovi stili di vita, le disuguaglianze sociali continuino negli anni a riprodursi, attraverso l’inclusione o l’esclusione dal sistema scolastico. In questo senso la scuola continua ad essere il campo di gioco di questa partita fondamentale tra l’avere successo nella vita e il non averlo”.
Inevitabile il riferimento della preside alla cirsi epidemiologica in corso: “Abbiamo vissuto in questi mesi qualcosa che nemmeno immaginavamo: l’attacco di un virus sconosciuto e aggressivo. Non ci immaginavano di dover vivere l’esperienza della pandemia… abbiamo dovuto chiuderci in casa… limitare le uscite, mettere in sicurezza i nostri anziani, i nostri genitori e noi stessi. Il mondo si è fermato, il silenzio è stato rilevato persino dalla natura, ma sperimentare questo silenzio è stata un’esperienza che lascerà tracce indelebili nell’io di ciascuno. In fin dei conti, anche questa è stata un’esperienza di vita, paragonabile a un fiume che scorre verso il mare aperto”, ha detto Debora Radolović per concludere il suo ragionamento con un pensiero dello psicologo Jean Piaget: “L’obiettivo principale della scuola è quello di creare uomini che sono capaci di fare cose nuove, e non semplicemente ripetere quello che altre generazioni hanno già fatto”.
I maturandi 2020/2021
Detto questo, c’è stato l’appello dei maturandi e la consegna dei diplomi, quindi anche un veloce rinfresco nell’atrio scolastico. Questi i nomi di chi corre verso il futuro dopo tre o quattro anni di preparazione nelle aule e nei laboratori della “Dante Alighieri”. Escono dal Liceo generale (IVa, capoclasse Iva Štekar Cergna) Filip Alessio, Ivan Asić, Andrea Biasiol, Fides Božac, Mark Buić, Gaia Giorgia Cerlon, Irene Da Ponte, Matea Divković, Jan Hušak, Debora Kalebić, Mario Kučinar, Alex Mihailović, Paola Mušković, Simona Scoria, Sky Spahić e Jean-Michel Tromba, mentre lasciano il Liceo linguistico (IVb, capoclasse Vito Paoletić) Rozana Babić, Klementina Balde, Lucija Božac, Tea Car, Laura Dalle Nogare, Marko Ghiraldo, Luka Jelčić, Gloria Jung, Roberta Pavlin e Antonia Vojvodić. Diplomi di perito elettronico (IVd, capoclasse Aleksandar Ćirić) in mano ad Elvis Aleksić, Kevin Ambrosio, Eric Ostoni e Ian Vuković. Il diploma di automeccanico (IVe, capoclasse Marta Banco) va a Sebastian Granić, Valerio Levak e Andrej Peharda.

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