Università e pubblica amministrazione a braccetto per dare agli studenti universitari di Pola un luogo che potranno chiamare proprio nel centro storico di Pola. In via Laginja 1, dopo anni di attesa, sono in fase conclusiva i lavori di restauro e riqualificazione dell’ex ristorante di fast food della catena statunitense McDonalnds, che nel 2020 ha chiuso i battenti in concomitanza col lockdown pandemico e la decisione dell’azienda di migrare verso le nuove periferie commerciali di Pola. Attualmente sono in dirittura d’arrivo interventi di pavimentazione, intonacatura e verniciatura e decoro delle pareti, verifiche degli impianti di acqua, luce e gas, installazione di telecamere di sorveglianza con sistema antifurto, trasferimento della cucina e una serie di interventi di minore portata e costo. Cambieranno, chiaramente, gli arredi e gli accessori, perché cambia anche la destinazione d’uso del locale che da ristorante diventa un locale pubblico a uso esclusivo degli studenti universitari di Pola per incontri, scambi, eventi culturali, celebrazioni, ricorrenze o semplicemente svago e relax.
Transizione lenta
Finora la transizione è stata piuttosto lenta, ma ora accelera. La Città di Pola ha concesso il locale all’Università in comodato d’uso gratuito con scadenza di dieci anni. La superficie complessiva del locale ammonta a 330 metri quadrati ma non tutti saranno fruibili immediatamente. In una prima fase, infatti, gli studenti avranno a disposizione soltanto 200 metri quadrati, mentre la rimanenza dovrebbe essere ristrutturata e integrata fino al 2027. L’investimento è a carico dell’Università degli studi Juraj Dobrila (40.000 euro), dell’Assemblea degli studenti della Juraj Dobrila, di una decina di enti locali tra Città e Comuni dell’Istria, e varie associazioni di studenti che hanno raccolto da sole 3.400 euro in varie attività di foundraising. Gran parte dei mezzi così racimolati verrà impegnata in seguito per l’acquisto di arredi, piccoli elettrodomestici e accessori per rendere l’ambiente funzionale, accogliente e di bell’aspetto.
Autonomia di gestione
La gestione del locale è stata affidata agli studenti, che stanno fondando allo scopo un Consiglio di programmazione, una specie di organo deliberativo composto da cinque membri, di cui tre in rappresentanza degli studenti e uno a testa per l’Ateneo e per il Centro assistenza studenti. Sarà l’assemblea degli Studenti dell’Università di Pola a nominare i suoi tre rappresentati. Il modello di gestione presuppone dunque un’elevata autonomia decisionale dei giovani, che dovranno avere l’iniziativa, la visione, la volontà e la capacità di mettere a frutto lo spazio avuto in dotazione dalla Città di Pola con iniziative a beneficio della categoria. La fiducia riposta nelle organizzazioni giovanili è grande ma sarà grande di riflesso anche la responsabilità richiesta in cambio.
Attività e fruizione
Gli studenti stanno lavorando alla stesura di un piano di programmazione per il locale di via Laginja con validità dal secondo semestre dell’anno accademico, che inizia dopo la sessione di esami invernale, in marzo. Il Centro sarà fruibile da tutti gli studenti universitari e dalle loro organizzazioni, formali o informali, gruppi di arte e cultura compresi. Il Consiglio di programmazione coordinerà l’orario di fruizione degli spazi, assicurando l’equa disponibilità per le diverse tipologie di eventi: cultura, arte, spettacolo, laboratori didattici, dibattiti e gruppi di discussione, proiezioni cinematografiche, incontri informali, networking, progettazione e iniziative. Lo spazio di via Laginja sarà dunque un luogo di “piena autonomia decisionale e operativa”, senza imposizioni dall’alto, sia che si tratti di rettorato o del collegio docenti. L’opera di restauro è a buon punto e terminerà entro la fine di gennaio. Poi si passerà a mettere in atto un calendario degli eventi.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.












































