arrivata l’ora di adempiere agli obblighi fiscali. Alle porte dei proprietari di immobili che a Pola non sono utilizzati come loro residenza permanente, bensì come oggetto di locazione a breve termine – leggi in funzione turistica – stanno bussando i postini con le “letterine” da poco spedite dal Municipio. Dentro alle buste, ecco gli “omaggi” della nuova normativa sulle imposte immobiliari: nel caso di Pola 8 euro (importo massimo consentito), per metro quadrato di alloggio, sul quale ha diritto d’usufrutto esclusivo nessun altro che “Lui” il sacro e tanto amato turista che paga. Stando alle ultime informazioni scaturite in pubblico, dall’inizio del 2026 a questa parte, la Città di Pola ha emesso e diffuso più o meno duemila delibere con richiesta di versamento dei tributi. Finalmente un po’ di criteri di tassazione e contributi aggiuntivi a vantaggio della cassa pubblica da parte dei tanti che più o meno comodamente, raccolgono i lauti frutti derivanti dal business stagionale, troppo spesso incontrollato. Nella medesima categoria tenuta a pagare l’imposta immobiliare, rientrano anche i cittadini stranieri, che hanno acquistato immobili del territorio istriano e cittadino, noleggiando i propri beni tranquillamente a distanza o per interposta persona. Fin qua il discorso legale regge. È in pratica però, che sta capitando il disguido, l’errore procedurale che fa rima con madornale. In questi giorni è causa di molestia e rottura di scatole per quegli “innocenti”, che all’ingresso del proprio secondo immobile non ci hanno mai affisso la tabella del “Welcome”.
In effetti, la manovra della fiscalizzazione dei locatori ha fatto sì di introdurre tutto nella medesima saccoccia, senza “verificare” al dettaglio, ma grosso modo attenendosi a una metodica di distribuzione delle lettere fiscali secondo criteri riduttivi. L’autonomia locale trarrà sicuramente vantaggi dall’esperienza acquisita secondo il mutato sistema di riscossione, intanto però ci sono coloro che devono pagare, il non dovuto. Chi? I proprietari di un secondo immobile affittato sulla base di un contratto di locazione per residenza permanente (almeno 10 mesi), che come tali sono invece del tutto esonerati dal versamento tributario al pari dei proprietari di case o alloggi da loro usati in funzione abitativa. Bontà della politica fiscale considera, tra l’altro, risparmiati anche i cittadini che si trasferiscono dalla propria casa per pochi mesi allo scopo di affittarla durante la stagione turistica.
La causa che ha creato l’equivoco, fino ad affibbiare delibere di pagamento a chi ha fatto accomodare gente in subaffitto prolungato in un secondo o terzo immobile, è direttamente collegata al sistema di riscossione dell’indennizzo comunale. Semplicemente, nessuno ha verificato se nell’immobile – per il quale viene versato l’indennizzo comunale – ci vive qualcun altro, famiglie in subaffitto o anche un membro della famiglia proprietaria dell’immobile.
Ora, allo scopo di evitare il versamento del non dovuto, gli “esonerati” non possono far altro che inoltrare ricorso. Come reso noto ai mass media, da Barbara Škreblin Borovčak, assessore alle finanze della Regione istriana, va fatto ricorso entro i termini indicati nella delibera, con obbligo di dimostrare mediante documento ufficiale, la residenza fissa, ossia l’indirizzo di coloro che vivono in subaffitto a lunga scadenza. Non risulta chiaro in detto contesto che cosa faranno i titolari che hanno appena assegnato un immobile in locazione e non hanno ancora carte pronte per reagire con immediatezza in propria difesa. Al di là dal danno ecco anche la beffa: la tassa va pagata comunque, entro 15 giorni, indipendentemente dal ricorso.
Quanto alla restituzione, sarà fatta a seconda della velocità degli uffici dell’amministrazione cittadina. Lo ha comunicato lo stesso Aldo Rojnić, assessore cittadino alle Finanze. A proposito di velocità/lentezza in materia di smaltimento pratiche, tutto è ancora in piena fase di elaborazione e tanti sono i cittadini ancora in attesa di ricevere la prevista e inevitabile missiva fiscale. Resterebbe senza soluzione, intanto, il quesito di quei “non contribuenti” che per qualche ignoto motivo, non risultano pagare l’indennizzo comunale e che glissando su questo, finiranno per scampare pure dalla normativa che disciplina il settore immobiliare. È questa una certa faccenda da economia sommersa, resa spesso presente dalla stessa Associazione degli affittacamere privati, quelli che si stanno gestendo alla luce del sole.
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