Pola. La Civica ai tempi del Covid

Sala di lettura desolatamente vuota, quotidiani da sfogliare soltanto online e permanenza in sede limitata. Durante l’emergenza sanitaria l’istituzione di via Kandler presenta un aspetto mai visto finora

Senza mascherina alla Civica non si entra

Tempi da emicrania anche per ottenere un libro in prestito. Nemmeno la Biblioteca civica di Pola è immune al soqquadro provocato dal coronavirus e deve per forza adeguarsi con estremo rigore a questo castigo planetario, facendo buon viso a cattivo gioco assieme ai suoi utenti. Ieri ha avuto il via il Mese del libro, edizione 2020, con assai poca vitalità rispetto agli anni passati. Mai la biblioteca è stata così silenziosa, mai la sala di lettura così brulla e vuota di lettori abituati a sfogliare i quotidiani, inclusa La Voce del Popolo. In effetti la sala non esiste. L’unica possibilità è di ricorrere alla lettura online concessa in un posticino al lato della gradinata che porta al piano superiore. Ma quest’opportunità, evidentemente, non aggrada. Non è condivisione. Non è quel piacere del trascorrere qualche ora tranquilla in un ambiente che era un piccolo ritrovo. In momenti quando la costrizione spinge a condividere soltanto la solitudine, anche l’istituzione bibliotecaria soffre e si adegua.

Il rispetto delle misure
In ottemperanza delle normative nazionali e locali riguardanti le misure di contenimento del contagio e ad ogni modo volenterosi di essere responsabili e di tutelare i propri utenti, alla biblioteca funziona tutto in maniera mai vista prima dell’era Covid: mascherina o non si entra, disinfezione delle mani, poi l’accesso allo sportello dei prestiti e a sbirciar bene si riesce persino a intravedere l’addetto al noleggio, tristemente trincerato dietro a un bel po’ di paraventi. Esiste anche un PC per servizi di prestito e restituzione di volumi, con sistema fai da te, ma deve ancora venire attivato, dopo avere superato determinate difficoltà di funzionamento. Il periodo di permanenza in biblioteca è limitato. Il servizio di consultazione e studio in sede è disponibile con accesso consentito agli utenti (studenti soprattutto), nel rispetto delle prescrizioni anti-Covid, occupando la postazione riservata a distanza di sicurezza, annotazione obbligatoria di nome e cognome, numero di telefono e posizione occupata.

Prestiti computerizzati: i contatti col personale sono ridotti al minimo

I nuovi arrivi
In questo clima di costrizioni obbligate, deve funzionare e funziona anche molto bene il Servizio bibliotecario centrale per la Comunità nazionale italiana che attualmente dispone di 12mila titoli, senza contare i tanti vantaggi offerti dalla biblioteca digitale, la prossima promozione del FLIT, Festival della letteratura italiana in programma dal 21 al 23 ottobre in versione videoconferenza e incontri virtuali. Per i fedeli lettori, da ieri anche una bella novità: una nuova tranche di libri appena acquistati e catalogati dalla responsabile del Servizio, Liana Diković. Ora, a parte gli scaffali, i pannelli che espongono i libri in lingua italiana sono due. Possibilità di scegliere tra le ultime fatiche di autori italiani come Sandro Veronesi, Stefano Benni, Ilaria Tuti, Chiara Gamberale, Lorenzo Marone, Andrea Vitali che tra l’altro sarà ospite del FLIT, e anche stranieri quali Danielle Stelle, John Grisham, Mary Higgins Clark, Glenn Cooper, Yavier Cercas, Ferzan Ozpetek. Aiutano la scelta di una lettura le tabelle esposte con i titoli italiani più letti. Thriller e storie d’amore vanno per la maggiore. In vetta alla classifica, sia per il mese di agosto che per quello di settembre è “Macbeth” di Jo Nesbo, scrittore di gialli, norvegese tra i più apprezzati al mondo. Gettonati “Patria” di Fernando Aramburu, “Olive Kitteridge” di Elisabeth Strout, “La gabbia dorata” di Camilla Lackberg, “L’amore complicato” di Paola Zannoner, “Accabadora” di Michela Murgia e “La vita bugiarda degli adulti” di Elena Ferrante. Leggere è terapeutico, evasivo e, chissà, fors’anche anti-epidemico.

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