Nuovo ciclo d’investimenti nel parco autobus dell’azienda per i trasporti pubblici “Pulapromet”. Firmati due contratti di fornitura con i distributori di veicoli commerciali “Man Importer Hrvatska” e “Autobus”, sono attesi a Pola nel corso del 2026 dodici autobus elettrici che andranno a sostituire una parte dei mezzi diesel ancora in circolazione.
Il sindaco Peđa Grbin passa insomma dalle parole ai fatti: “Quest’estate abbiamo avuto il primo autobus elettrico e abbiamo anticipato che ne sarebbero stati acquistati degli altri ed ecco che arriveranno, probabilmente entro la fine di ottobre 2026, ma non facciamo promesse azzardate perché ci vorrà del tempo per integrarli nel parco macchine esistente.
Diciamo che sicuramente entro l’Avvento 2026 avremo dodici mezzi nuovi di zecca, e non solo nuovi ma non inquinanti, alimentanti a energia elettrica, silenziosi, sicuri per l’ambiente e convenienti per noi istriani che siamo notoriamente parsimoniosi e risparmiatori, visto che l’alimentazione a corrente è sensibilmente più economica rispetto ai carburanti che oggi utilizziamo. Quindi si pensa anche al risparmio”, ha detto Grbin, aggiungendo che l’acquisto dovrebbe gravare sul bilancio UE, probabilmente con copertura del 100 p.c. delle spese. Siccome però non c’è ancora un accordo definitivo per i programmi di finanziamento europei, l’assemblea dei soci dell’azienda ha deciso di cominciare da sola, con i propri ricavi, e poi salire sul carro dei sussidi UE quando saranno reperibili.
Atteso il rimborso UE
Questa mattina, lunedì 24 novembre, dunque, quattro firme in calce a due contratti di fornitura per il direttore dell’azienda trasporti Pulapromet Tomislav Josipović, il sindaco di Pola Peđa Grbin e i due concessionari Zvonimir Gabud per “Man Importer Hrvatska” e Robert Vrhovski per “Autobus”, per avviare il nuovo ciclo di investimenti che unisce la transizione verde e la sicurezza dei trasporti nel rinnovo del parco macchine.
“L’elettrificazione dei mezzi pubblici è una necessità per l’ambiente, un obbligo verso un centro storico con beni culturali della massima importanza, ma è anche un dovere verso i cittadini di Pola che giustamente chiedono condizioni di vita migliori di quelle che avute in passato. A questo fine sono già stati assicurati i trasporti gratuiti ad alunni e studenti e da poco anche a tutti i pensionati e anziani residenti, ma ora è il momento di rinnovare il parco autobus, che non è vecchio nemmeno adesso ma dopo la fornitura dei 12 autobus elettrici sarà il più giovane in Croazia. Attualmente i bus di Pola più datati sono del 2019 e quindi non hanno più di 6 anni ma dopo il ricambio andranno in vendita. Quanti? Vedremo se avremo i contributi UE e a quanto ammonteranno: più soldi comunitari entrano in cassa, più autobus possiamo permetterci di tenere per potenziare le linee e le partenze, e viceversa, meno contributi avremo, più dovremo vendere, ma per saperne di più occorre semplicemente attendere una dritta dai centri di comando” ha detto il sindaco.
Puliti e silenziosi
Il direttore Josipović ha illustrato il contesto normativo comunitario. Dal 2035 le direttive UE in materia di viabilità urbana vieteranno alle aziende dei trasporti pubblici l’acquisti di nuovi autobus a combustione interna e quindi tanto vale fare di necessità virtù e adeguarsi in anticipo per non trovarsi più in la costretti a fare i conti con eventuali penalità. Il processo di sostituzione dei veicoli a combustione interna con mezzi alimentati a batteria offre numerosi vantaggi ambientali, economici e di comfort.
I benefici principali includono la riduzione delle emissioni nocive e dell’inquinamento acustico, minori costi operativi e di manutenzione, e una maggiore qualità del servizio per i passeggeri. La transizione è promossa da normative europee e piani di finanziamento, ma richiede anche investimenti in infrastrutture di ricarica, già sostenute dalle dall’azienda ai trasporti pubblici e l’azienda del gas con la stazione di ricarica in via dell’Industria. I mezzi in arrivo saranno degli autobus standard di 12 metri come quelli attualmente in circolazione (a esclusione del midibus elettrico che serve la linea numero 7) e saranno di due tipi diversi: da tre porte i MAN Lion’s City 12e e da due porte i Crossway Le City 12 m Elecrtic di IVECO. Gli stessi veicoli circolano da qualche tempo a Zagabria senza problemi di sorta, coprono distanze notevoli avendo un’autonomia di 337 km i MAN e 398 gli Iveco. La differenza sta nella potenza motore di 240 kW nel primo caso e 310 nell’altro, nella capacità della batteria di 445 kWh di Man contro i 485 di Iveco e nel tempo di ricarica (180 contro 198 minuti) mentre il consumo varia di poco (1,17 kWh/km contro 1,13 kWh/km).
Spesa da 6,8 milioni
La differenza sta anche nel prezzo: gli autobus di produzione tedesca costano poco meno di 3,8 milioni di euro al netto dell’IVA mentre quelli del produttore italiano appena poco più di 3 milioni, sempre al netto dell’IVA, avendo tre porte i primi e 2 gli altri. A bordo dei veicoli MAN Lion’s City 12e potranno salire 77 passeggeri (28 seduti e altri 49 in piedi) mentre a bordo dei Crossway Le City 12 m Elecrtic si potrà viaggiare in 65 (32 seduti e 33 in piedi). Le due tipologie di autobus diverse si prestano pertanto a viaggi diversi: corse più brevi con intervalli di entrata e uscita più corti, come nel caso delle linee urbane (Stoia, Veruda, Monteparadiso, Valcane eccetera) i primi e corse più lunghe con entrata e uscita generalmente ai capolinea, come nel caso della tratta suburbana (Dignano, Fasana, Medolino ecc). L’investimento complessivo ammonterà a 6,8 milioni di euro.
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