Pola. Il valore della memoria e della cultura per il futuro

Commemorazione dei Defunti in Cattedrale e al Sacrario miliare del Cimitero della Marina da guerra austriaca

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Pola. Il valore della memoria e della cultura per il futuro

Una giornata dei Defunti e un’agenda di eventi commemorativi così poco frequentata non s’era vista da tempo, forse mai. Quest’anno gli assenti sono stati molto più numerosi dei presenti, colpa, more solito, della pandemia. Chi positivo al coronavirus, chi in attesa dell’esito del test, chi in isolamento fiduciario, insomma, autorità e ospiti sono mancati all’appello loro malgrado, come si usa dire, per forza maggiore. Assente il Console generale d’Italia a Fiume, Davide Bradanini, che per tradizione organizza l’evento, assenti i rappresentanti dell’Unione Italiana, assente il vicesindaco italiano di Pola. Alla messa di suffragio alla Cattedrale si sono fatti trovare solo il deputato italiano e vicepresidente del Sabor, Furio Radin, la presidente della Comunità degli Italiani di Pola, Tamara Brussich e Graziella Palermo, presidente dell’Associazione italiani di Pola e dell’Istria LCPE. Nell’omelia, monsignor Piergiorgio De Angelis ha scelto di parlare di amore, di resurrezione, di eternità: “Alla domanda che ci perseguita dal primo all’ultimo giorno, quella del perché è così difficile sperimentare l’amore su questa terra, una sola è la risposta plausibile: perché lo conosceremo solo dopo la morte e perché l’uomo insiste a farsi dio di sé stesso e cancellare Dio dalla storia, e della vita. Naturalmente questa sua debolezza viene dal peccato originale, che costringe l’uomo a un’incessante ed estenuante combattimento interiore e gli impedisce di rispettare l’altro, di fare del bene, di amare. Per questo ci è quasi impossibile amare su questa terra. La buona notizia viene dal Cristo risorto per farsi carico dei peccati dell’uomo, e insegnargli la strada della beatitudine eterna. Una buona notizia per i deboli, non certo per i superbi”, ha concluso De Angelis ricordando che “oggi si celebra la vittoria sopra il peccato e sopra la morte con Gesù Cristo che è venuto a darci la vita eterna, la pace, la gioia”.

Il coro misto della SAC Lino Mariani canta la messa dei Defunti

Al Sacrario miliare del Cimitero della Marina da guerra austriaca le poche delegazioni presenti hanno recato corone di fiori alla memoria dei caduti. Il parlamentare Furio Radin ha parlato di memoria, di cultura e di futuro: “Siamo qui per celebrare una giornata che per i credenti assume un valore teologicamente importante e per i non credenti assume un valore della memoria ugualmente importante: dunque una giornata importante per tutti, ed è per questo che ci siamo dati appuntamento con la presidente della Comunità degli Italiani di Pola Tamara Brussich, la presidente degli italiani di Pola e dell’Istria – LCPE Graziella Palermo e il rappresentante del Consolato generale d’Italia a Fiume, Marino Sirsen. In questi momenti è difficile esprimere tutta l’emozione che una persona sente perché dentro di noi sentiamo tutti i nostri defunti, tutti quelli che ci hanno preceduto e per i quali noi oggi siamo presenti. Senza queste persone noi non esisteremmo e non esisterebbe neanche quella cultura italiana che rappresentiamo. Sono momenti di comunione che condividiamo: una comunione in senso lato, in senso assoluto, universale, ma anche una comunione di persone singole, di individui che tramandano la propria cultura istroveneta di questi territori che, insieme alla cultura ciakava, forma un unicum ancora poco valorizzato. In chiesa si parla di speranza per il futuro ma io voglio dire che se la chiesa parla di speranza per il futuro degli individui, io coltivo la speranza nel futuro per la nostra collettività, la nostra cultura. E questo futuro possiamo crearlo solo noi”, ha concluso il parlamentare.

Tamara Brussich, Furio Radin, Graziella Pelermo e Marino Sirsen

La presidente dell’Associazione LCPE, Graziella Palermo, ha parlato del dovere di ricordare: “Da diversi anni come associazione abbiamo frequentato questo Sacrario e commemorato i caduti. Veniamo sempre qua, come da tradizione, ma oggi voglio portare l’attenzione su una piccola targa laggiù che ricorda i morti della ‘Rossarol’ perché anche loro vanno ricordati in questa giornata come si onorano tutti i nostri morti: anche questo centinaio di uomini dell’equipaggio della nave da guerra Rossarol, affondata in tempo di pace perché incappata in una mina, mentre stava ritornando a casa”. Graziella Palermo ha quindi deposto una corona di fiori alla tomba di Nazario Sauro.

Una corona di fiori alla tomba di Nazario Sauro

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