Pola. Hotel Riviera, cambio di proprietà

Firmato l’accordo tra Ministero dei Beni statali e Arena Hospitality Group. L’azienda verserà 36,5 milioni di kune

L’Arena Hospitality Group trasformerà l’albergo Riviera in un Art Hotel. Foto Srecko Niketic/PIXSELL

Due contendenti per un albergo. E come l’esperienza insegna, o si litiga per questioni di cuore o di portamonete. A contendersi l’albergo Riviera (e scusate se è poco), l’Arena Hospitality Group e lo Stato. Quest’ultimo, in quanto proprietario non possessore, l’AHG in quanto possessore non proprietario (ma aspirante tale). L’alberghiera ha usato la struttura per decenni, cercando, nel frattempo di addivenire a un accordo con il proprietario. Ancora una volta esperienza insegna che chi compra crede di pagare troppo caro e chi vende è convinto di svendere e non c’era stato verso di vedere venditore e acquirente d’accordo sulla cifra. Anche perché non si trattava di vendere e basta: bisognava pure regolare in qualche modo i decenni di libero uso della struttura, senza versare un soldino. Lo Stato aveva pure intentato causa contro l’azienda alberghiera per farsi restituire il gioiellino neobarocco di fine XIX secolo. Se lo Stato chiedeva l’affitto, l’AHG avanzava spese di manutenzione in tutti questi anni e il dialogo si era fatto rovente. Poi lo Stato, per voce del governo, aveva accolto la proposta di chiudere il contenzioso con un accomodamento e il documento era stato firmato il 28 aprile di quest’anno. L’AHG ha in pratica accettato di versare una cifra per l’utilizzo della struttura, aprendosi così le porte di rilevare la struttura in quanto possessore di lunga durata. L’accordo era di versare 2.178.600 kune annue per gli anni 2015-2019 e 182.715 mensili per l’anno 2020, fino alla stipulazione del contratto di compravendita. Il tutto, naturalmente, con l’aggiunta degli interessi di mora.
Ebbene, la storia è finita. L’AHG ha pagato quello che c’era da pagare e il 2 giugno è stato firmato l’accordo di compravendita: il Ministero dei Beni statali rinuncia alla proprietà e l’azienda alberghiera verserà nell’erario 36,5 milioni di kune.
E una volta proprietaria dell’immobile, l’AHG provvederà a ridare splendore a una bellezza decaduta. Il fascino della struttura è innegabile: in fin dei conti era punto d’incontro della nobiltà dell’epoca. Gli anni e la non troppa cura hanno fatto guadagnare rughe e cedimenti, all’esterno come negli interni. Se le rughe si possono nascondere, i cedimenti, ahimé, sono strutturali, tanto che piano piano si era rinunciato a usare il palazzone, ben visibile tra il verde del viale. Diventerà Art Hotel Riviera; aprirà le porte agli ospiti e offrirà in esposizione opere d’arte.
L’AHG ha portato a termine fior di interventi di ristrutturazione e riqualifica degli alberghi e campeggi di proprietà. Bisogna ammettere che il lavoro fatto è stato notevole sotto l’aspetto finanziario ma anche estetico e di sostanza. Non resta che aspettare la metamorfosi del Riviera.
Ah, un dettaglio. Solitamente acquisizioni di questo genere si riflettono sul valore dei titoli. Forse il nostro mercato borsistico non è così raffinato e sensibile, ma comunque si registra un rialzo delle azioni. Per dire, a fine aprile, il 27, la Borsa aveva chiuso con i titoli ARNT a 232 kune; ieri il valore era 266 kune. La discesa era targata Covid-19 e incertezze di stagione. Il rialzo non è tanto figlio dei mattoni di proprietà quanto della speranza di una presenza vacanziera. Forse l’effetto mattoni deve ancora venire.

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