Pola. Ginecologia e ostetricia: prima divisione nella nuova struttura

Con il primario Dragan Belci negli ambienti «assegnati» e ora operativi

L’ingresso al Dipartimento di ginecologia e ostetricia

Adesso, anche le ultime attività di smistamento sono terminate. Il trasferimento è completo. Con l’insediamento del Poliambulatorio ginecologico specialistico al Policlinico ospedaliero. L’intero Dipartimento di ginecologia e ostetricia con tutte le sue unità operative, un piccolo grande ospedale all’interno dell’istituzione sanitaria di Pola, ha appena ottenuto sistemazione nelle moderne strutture ospedaliere costruite completamente a nuovo. Il vecchio edificio è stato abbandonato al suo destino votato al totale recupero. E tutto, ma proprio tutto – degenti, personale, attrezzature e strumenti – ha trovato alloggio al terzo e al quarto piano della nuova, enorme struttura ancora laccata a lucido. Le operazioni di spostamento non hanno intralciato il lavoro del servizio sanitario e gli interventi d’obbligo, fatto salvo per i ricoveri programmati, che sono saltati causa l’emergenza Covid-19. Nella storia dell’assistenza sanitaria di Pola, il Dipartimento di ginecologia e ostetricia figurerà sempre quale prima divisione ospedaliera insediatasi nella nuova ala operativa, facendo da apripista a tutti gli altri reparti ancora ubicati in separata sede dell’ex Ospedale di Marina.

Terapia intensiva per bebè

Due piani di futuro
Tra i registi del trasloco, in prima fila vi è il primario Dragan Belci, che oltre a dirigere Ginecologia e Ostetricia con competenza ed impegno, ha dovuto affrontare pure l’incombenza aggiuntiva della gestione degli smistamenti, per giunta in regime di emergenza da coronavirus. È assieme al medesimo, nel ruolo di guida, che ci viene permesso di visitare la nuova spaziosa e luminosa sede, nonché prendere atto dei tanti vantaggi che presenta.
“La nostra prima passeggiata – spiega il dottor Belci – sta avvenendo attraverso il corridoio e le stanze del reparto principale di perinatologia e medicina fetale, con le sue sale parto e quella per il parto cesareo, dentro all’unità di Ostetricia e Maternità che si occupa degli aspetti fisiologici e patologici della gravidanza e che comprendono l’assistenza al puerperio, al travaglio, al parto e i tagli cesarei. Ci troviamo al terzo piano, mentre al quarto ha trovato posto il reparto che riguarda le patologie dell’apparato genitale femminile, nei diversi periodi di vita: pubertà, periodo fertile, gravidanza, menopausa, postmenopausa. Qui le unità operative che si occupano di infertilità, della diagnosi e della terapia della patologia del tratto genito-urinario, ossia di incontinenza primaria e prolasso degli organi genitali, di ginecologia generale e di ginecologia oncologica, che cura le patologie benigne e maligne dell’apparato genitale”.

Le pediatre Željana Jotanović e Vesna Kocijančić

Personale al completo
Una cosa è certa, almeno per ora: la sanità istriana non sta pagando la carenza di specialisti ginecologi ospedalieri. Anche loro, che sono in 17, possono ora trarre beneficio dal migliorato ambiente di lavoro. “Alcuni di questi sono specializzandi – informa il dottor Belci – e altri stanno già mettendo in pratica la loro subspecializzazione nel campo della medicina fetale, altri nella ginecologia oncologica, dell’uroginecologia e dell’infertilità. Merita rilevare che il Reparto di Pola è un reparto di riferimento per quanto attiene alle tecniche operatorie. Dalla Nuova Accademia Europea di Chirurgia (New European Surgery Accademic, NESA), con sede a Berlino, abbiamo ottenuto l’autorizzazione per diventare un Teaching dipartment – Dipartimento formativo in fatto di tecnica operatoria del taglio cesareo ‘dolce’, col metodo Stark, ovvero Misgav Ladach, meno invasivo e che comporta minor dolore e tempi di ripresa per la paziente più veloci rispetto al cesareo classico”.
Funzionalità al massimo
Si apprende che per il trasferimento hanno fatto armi e bagagli un centinaio di dipendenti: oltre ai medici specialisti anche tecnici, assistenti, infermieri e amministrazione. Settanta i posti letti mantenuti per le degenze. Più o meno come finora? “Sì, tuttavia – sottolinea Belci – con la differenza che si potrà beneficiare di un’elevatissima funzionalità, di cui non abbiamo potuto fruire fino adesso. Le unità operative della ginecologia sono state sistemate al quarto piano della nuova struttura soltanto temporaneamente, fino a quando il vecchio edificio adiacente non verrà completamente ristrutturato. Ad opera compiuta, l’unità ginecologica potrà tornare nella precedente sede logistica, a livello del terzo piano, costituendo un Dipartimento pienamente comunicante tra i singoli reparti. Tutto verrà concentrato al medesimo terzo piano, rendendo più ampio lo spazio di manovra. Hanno trovato sede definitiva, invece, la sala parto, la patologia della gravidanza e la neonatologia, con il suo ben collaudato sistema di rooming in per le puerpere, che funziona già da più decenni”.
Soddisfatti delle attrezzature e strumenti ottenuti? “Certo – risponde il medico primario – con ciò che la sala per il parto cesareo è stata rinnovata e modernizzata già in precedenza. D’altra parte, due delle 10 sale del nuovo blocco operatorio sono riservate agli interventi ginecologici. Diversi strumenti sono ancora in fase di ordinazione e prevediamo di ottenerli nel prossimo futuro, migliorando ulteriormente le prestazioni sia alla Maternità sia al blocco operatorio”.

Il dottor Dragan Belci nella sala per i parti cesarei

Letti vuoti per cautela
Vero è anche che l’intero Dipartimento ospedaliero non straripa di pazienti. Vige l’era di emergenza Covid e la Maternità, che a differenza del resto della Croazia mantiene costante il numero delle nascite con una media di 1.300-1.400 di neonati all’anno, non può permettere la presenza al parto dei mariti, futuri papà per evitare il rischio del trasferimento dell’infezione dentro l’ospedale. Come del resto noto, nel frattempo, sono state rimandate tutte le pazienti che devono venire operate in via elettiva ossia programmata.
“Non si fermano i parti, quelli cesarei, le visite per le gravidanze ad alto rischio, le operazioni oncologiche, come nemmeno le visite delle pazienti che necessitano di trattamento terapeutico oncologico. Il resto è rinviato per il periodo post-Covid, quando sarà migliorata la situazione epidemiologica della Regione“: conclude Dragan Belci.

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