Pola è una città sempre più… grigia

Il colore è dominante sia nelle nuove strutture scolastico-universitarie, sia nell’edilizia residenziale

l paralellepipedo vetrato in cima a Monte Castagner

È il trionfo del grigio in tutte le sue (presunte) 50 sfumature. È impossibile non accorgersi di quanto la moda di questo colore si stia imponendo in ogni rione della Città di Pola, rigorosamente in abbinamento con il bianco e le cromature ghiaccio. Vale per i nuovi edifici scolastici-universitari e vale in assoluto per l’edilizia residenziale. Non è un danno, ma un trend del momento che si sposa con indovinatissime scelte di materiali: vetro, acciaio nichel, serramenti in alluminio o per male che vada in PVC, che creano connubi geometrici molto rigorosi e stilizzati.

Un edificio in stile “space shuttle” a Monte Zaro

Non è il “brutalismo”, di una poesia industriale rozza che l’architettura aveva proposto tra gli anni 50-70, ma non è nemmeno un cubismo senza anima e grazia ispiratrice. Girando per Pola sarebbe il caso di tentare uno studio più o meno approfondito, in merito alle tendenze del fenomeno della forma e del colore. Colore che s’impone in più ambiti. Anche nelle rivendite polesi di arredo si seguono le medesime cromature che vanno per la maggiore nel dare corpo agli esterni: vedi la facciata grigia sempre più in voga tra le altre pareti tutte bianche. Le pareti di casa imitano le facciate degli edifici e viceversa. D’altra parte si stanno imponendo le cromature verde oliva per tendaggi, divani, lenzuola, dettagli decorativi alla pari delle ultime proposte alla moda offerte dall’industria tessile. Sorge il sospetto che potrebbe essere questo il prossimo colore per le facciate della città di Pola. Nel frattempo, prima che i committenti e gli imbianchini cambino idea e offrano nuove e differenti modalità architettonico-cromatiche, ci si può dilettare considerando e valutando la visuale che le vie e i rioni offrono al momento attuale. Tra gli edifici verniciati più a fresco non si nota altro se non la prevalenza di colori neutri e “desaturati”. La preferenza assoluta va in direzione del grigio cemento e del grigio fumo di Londra. Il massimo della fantasia è il colore tortora o il taupe in tutte le loro declinazioni.

Una casa fumo di Londra drio l’Arena

Sono colorazioni legate al suolo cittadino che indubbiamente richiamano sensazione di eleganza semplice. L’impiego di queste nuance prevede un accostamento sempre più inflazionato: toni chiari per le facciate e rientranze di balconi e balconcini in toni molto scuri (fumo di Londra si diceva). Tutto questo al fine di creare contrasto e sottolineare le differenze volumetriche degli edifici, per differenziare i pieni e i vuoti, che vengono marcati e incorniciati con l’utilizzo di tonalità poco luminose. Mentre predomina il grigio, le rientranze creano elementi di rottura dell’uniformità architettonica. Quel che trionfa, invece, in definitiva è proprio l’uniformità delle scelte di coloro che ridipingono o, avendo tasche ben foderate, mettono su casa scegliendo stili sobri. Non guasterà ricordare la mania di 10-15 anni or sono, quando la maggior parte delle case familiari si vedeva appioppare la cromatura salmone o rosa-pesca. Andando ancora a ritroso, sopravvivono ancora a Pola gli obbrobri della tendenza ocra fiamma. Dunque, nonostante l’uniformità, questa del momento attuale è un’architettura accettabile anche se incapace di altri compromessi e giochi di fantasia con colori più saturi, innestati tra colori di fondo. Forse è meglio così che dover sopportare presenze da pugni nell’occhio, il vicino di casa che ha deciso di farsi la casa in blu elettrico accecante.

Il trionfo dell’eleganza e della linearità essenziale

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