Pola e Dignano. Tutto pronto per le lezioni nell’era Covid

Le classi della Giuseppina Martinuzzi sono pronte con i banchi monoposto

Termoscanner, banchi monoposto o distanziati, percorsi guidati, piste nei corridoi e nelle scale, servici igienici separati, ingressi contingentati, tappeti igienizzanti all’uscio: ecco la scuola del tempo del coronavirus. Ma la faccenda è ancora meno semplice. Come sistemare 450 allievi negli ambienti di una sola istituzione scolastica e riuscire a farli osservare appieno le regole del distanziamento dettate dai protocolli di sicurezza epidemiologica? Missione impossibile. Ma la Scuola elementare italiana Giuseppina Martinuzzi di Pola può e deve riuscire nell’impresa, perché la crisi sanitaria non permette alternative. Né concede un’inaugurazione leggiadra alle nuove generazioni – 35 alunni alla scuola centrale, due alla periferica di Sissano – che stanno per iniziare l’esperienza scolastica per la prima volta.
“È stato davvero difficile – commenta la direttrice della scuola, Susanna Cerlon – ma con il sostegno del fondatore, la Città, e la piena collaborazione di tutto il collettivo insegnanti e del personale tecnico siamo riusciti a condurre in porto un lavoro smisurato, enorme. Lunedì saremo pronti per inaugurare il nuovo anno scolastico 2020/2021. Grazie ai finanziamenti della Città è stato possibile assicurare due insegnanti aggiuntivi per coprire le necessità del doposcuola. A differenza di prima non vi saranno abbinamenti tra sezioni A e B. In tutto 8 insegnanti potranno coordinare il lavoro in aula con altrettante sezioni sostituendosi agli insegnanti di classe nei turni prolungati. Del resto ogni sezione scolastica rimarrà insediata nella proprio ambiente fisso, senza spostamenti di sorta e senza passeggiate nei corridoi.
Come ai vecchi tempi
“A smistarsi – continua la nostra interlocutrice – saranno unicamente gli insegnanti di materia, cosicché si ritornerà a ripristinare un sistema di lavoro con insegnamento frontale, come quello in vigore una quindicina di anni fa. Nulla di nuovo per le insegnanti con più esperienza lavorativa in campo, ma sarà una situazione alquanto insolita per i colleghi più giovani. Tutto il collettivo scolastico ha lavorato sodo al fine di riorganizzare ogni aula in base alle disposizioni ministeriali, scaturite dalle indicazioni degli addetti alla gestione della crisi epidemica. Le aule sono state svuotate dal mobilio eccessivo, i servizi igienici non sono più suddivisi per maschi e femmine, ma riservati per classi. Gli orari di pulizia sono stati intensificati, ed è stato richiesto pure il permesso ministeriale per assumere personale aggiuntivo da ingaggiare allo scopo“.
Niente pranzo per le superiori

Piste di deambulazione separata

Notevole la novità introdotta nel caso delle aule ad uso delle classi inferiori. Si apprende che la “Giuseppina Martinuzzi” è in piena sintonia con il modello adottato in Italia. “In tutto 90 banchi monoposto sono già stati acquistati e bell’e sistemati nelle aule delle prime e delle seconde. Altri 30 sono in fase di consegna per le classi terze. Essendo impossibile mantenere il distanziamento di un metro e mezzo nelle superiori, la Città ci ha fornito le mascherine. Ciascun alunno ne riceverà un paio in consegna. Purtroppo, però, le superiori non potranno più usufruire del servizio pranzo, giacché la mensa scolastica sarà occupata a orari ben suddivisi in funzione delle inferiori del doposcuola. Funzionerà per tutti, invece, la fornitura delle merende nei corridoi, che verranno servite nei banchi sistemati all’ingresso di ogni aula, come del resto già fatto in precedenza“, spiega ancora Susanna Cerlon.
La palestra rimane chiusa
Modalità di usufrutto della Palestra? Per adesso non verrà utilizzata. Contando sulla clemenza meteorologica, si farà ginnastica, atletica e gioco di squadra esclusivamente all’aperto, poi si tornerà al chiuso per organizzare un programma ginnico limitato e con uso molto ridotto degli attrezzi ginnici. Quanto all’accorciamento delle ore, si apprende che non verrà applicato, perché costringerebbe ad attese inutili, i tanti alunni pendolari che fanno uso dei servizi del trasporto pubblico. Sì, invece, alle lezioni a orario abbinato. Progetti più ambiziosi, gite, scolastiche, uscite al cinema e in teatro per ora restano una chimera, anche se inseriti nel curriculm scolastico. “Siamo già felici di poter fare scuola in presenza…”, ha concluso Susanna Cerlon.
Dignano: 6 accessi separati
“È a dir poco una situazione che fa impazzire… – rileva a sua volta Corrado Ghiraldo –, direttore della Scuola elementare di Dignano con le sue due Sezioni italiana e croata. “Non riesco a dirvi i problemi. La nostra fortuna è che la scuola è grande e spaziosa con aule a sufficienza per poter organizzare turni di lavoro esclusivamente mattutini. Lo smistamento predisposto già in anticipo è totale. Alle sezioni con un minor numero di frequentatori sono state riservate le aule più piccole e a quelle numerose quelle più ampie. Un’altro nostro vantaggio è rappresentato dal fatto che l’edificio scolastico dispone di ben 6 accessi separati da utilizzare per gli ingressi a turno. Far collimare gli orari dei pulman e del minibus scolastico, con le ore d’inizio scaglionate per sezione e il programma didattico opzionale è come riuscire a sbrogliarsela da un cruciverba per cervelloni“. All’elementare dignanese, si è appena fatto in tempo per rimuovere il polverone rimasto dai lavori di cablaggio in funzione del Wi Fi che ha richiesto la collocazione di 4 chilometri di cavi e canalette. Lunedì sarà tutto al suo posto per accogliere 370 allievi di cui 80 della Sezione italiana e i suoi otto neo alunni in prima classe.

La sala insegnanti tramutata in aula

Lavori in corso per il potenziamento della rete internet

Non bastava l’adattamento al Covid. Ci voleva anche l’incombenza dell’acquisto e della sistemazione di una nuova caldaia, la trapanatura delle pareti nelle aule e nei corridoi per riuscire a potenziare la rete Internet e mille faccende aggiuntive da risolvere. Alla Scuola Media Superiore Italiana “Dante Alighieri” regna ancora un regime di soqquadro pianificato e si lavora a spron battuto. L’energia messa in campo da tutto il collettivo è tale da avere previsto un fine settimana all’insegna degli straordinari. Tutto deve stare al suo posto per lunedì mattina in maniera tale da riservare una degna accoglienza agli allievi, soprattutto ai 31 che hanno iscritto per la prima volta i licei e gli altri indirizzi medio-superiori. Già predisposte le previste e necessarie regole anticontagio (dopo avere passato in rassegna più o meno 70 pagine di istruzioni diramate dal Ministero della Scienza e dell’Istruzione…). Anche qui, entrate separate, ingressi a orari diversi, uso obbligatorio della mascherina per tutti, entrata per due alla volta ai servizi igienici, ore in blocco, ognuno nella propria aula, salvo spostamenti minimi per l’utilizzo delle aule d’informatica, fisica, chimica e biologia, con ciò che tra uno smistamento e l’altro è previsto l’intervento di igienizzazione. Saranno lezioni in presenza, ma una parte anche a distanza.
“La scuola – spiega la sua direttrice Debora Radolović – ha messo a punto il programma Microsoft teams e assicurato canali di collegamento con tutti gli alunni che permetterà il proponimento di videoconferenze in caso di necessità. Per il momento sarà lezione a distanza soltanto per alcune materie come etica e religione e per gli insegnamenti suppletivi. È triste la prospettiva di dover tenere chiuso il refettorio scolastico. Purtroppo sarà il caso di portare le merende da casa… Nel frattempo, la sala insegnanti è stata tramutata in aula. Le prime riunioni del collettivo insegnanti le terremo all’aperto, nello spazio retrostante l’edificio. Per ora stiamo ancora attendendo il permesso di accorciare le ore di lezione a 40 minuti. Prevediamo difficoltà e problemi con i frequentatori pendolari. Abbiamo alunni che vengono da Dignano, Gallesano, Marzana, Fasana, Peroi, Medolino e persino da Albona“. Sarà davvero un esordio scolastico contrassegnato da “amenità“. Facciamo gli scongiuri che tutto vada bene.

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