Pola. Doppia vittoria per i verdi: questi bagolari non si toccano

La Regione boccia in secondo grado l’istanza di Ilija Lovrić, che voleva abbattere il viale alberato accanto all’immobile di sua proprietà, e dà ragione alla Città

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Pola. Doppia vittoria per i verdi: questi bagolari  non si toccano
Uno dei recenti presidi di protesta in via Balota. Foto: DARIA DEGHENGHI

Il fronte comune degli ambientalisti l’ha avuta vinta. Una volta tanto, sia la Città che la Regione si sono schierate in difesa di un viale alberato contro un’impresa industriale di successo che sta allargando il suo dominio al settore immobiliare e turistico. Ilija Lovrić, baronetto dell’acciaio e della zincatura, ha incassato l’ennesimo rifiuto del permesso di costruzione per il suo nuovo investimento in via Balota: prima gliel’hanno negato allo sportello per l’edilizia dell’amministrazione cittadina e ora gliel’hanno rifiutato anche in Regione perché l’imprenditore ha chiesto di demolire non solo lo stabile, ma anche il filare di alberi che lo costeggia.

Sviluppo a misura di cittadino
Lovrić, lo ricordiamo, è entrato in possesso di due ex alberghi per operai del fallito cantiere navale a prezzi da asta fallimentare, praticamente spiccioli. Avendo già sfrattato un centinaio di inquilini (tra cui numerosi disagiati che ora gravano sulle spalle della pubblica amministrazione), l’imprenditore ha immediatamente ristrutturato il primo dei due palazzi, trasformandolo in un ostello per turisti, mentre l’altro, in via Balota, è ancora in attesa di demolizione. L’ex sindaco gliel’ha vietata con somma soddisfazione degli ambientalisti, e ora anche le autorità Regionali hanno dato ragione alla Città di Pola nell’istanza d’appello di un paio di mesi fa. A questo punto Lovrić potrebbe fare causa all’amministrazione cittadina, ma Pola non sembra disposta a mutare consiglio dopo il cambio di guardia ai vertici dopo le elezioni del 18 maggio – 2 giugno. Nella sua ultima comunicazione alla stampa, l’Ufficio per le relazioni pubbliche scrive: “La Città di Pola promuove con coerenza politiche di sviluppo urbano verde a misura di cittadino, fondate sui principi della sostenibilità, della resilienza e dell’economia circolare. Al centro dell’interesse di questo impegno vi è l’affermazione di un ambiente urbano salutare e accogliente superiore, fondato sul mantenimento del patrimonio verde esistente e la piantumazione di nuovi giardini pubblici in futuro”.
A questo punto l’Ufficio stampa di piazza Foro ribadisce quanto sono stati generosi gli investimenti pubblici in applicazione del Piano del verde pubblico municipale negli ultimi due anni: più di mille nuovi alberi sono stati messi a dimora su un’area di 80 e passa ettari, 600 soltanto lungo la tangenziale di Pola, attingendo a risorse fiscali proprie ma anche ai mezzi stanziati dal Fondo nazionale per l’efficienza energetica, dai ministeri competenti, dalla Commissione UE…, avendo sempre in mente la Delibera sulla protezione delle aree verdi che costituisce uno dei pilastri della protezione del patrimonio arboreo. Il documento è di particolare rilevanza normativa quando si tratta di autorizzare interventi edili in collisione con la prescrizione dell’obbligo di conservazione dei viali alberati, a maggior ragione di quelli che possiedono un elevato valore paesaggistico.

Incompatibilità del progetto
Nella nota si legge inoltre che l’Ufficio per le politiche verdi dell’Assessorato all’urbanistica, opere pubbliche e progetti di sviluppo della Città di Pola ha emesso in data 22 aprile un Divieto di rilascio del permesso di costruzione per le demolizioni e l’edificazione ex novo di uno stabile abitativo-commerciale in via Balota 3 (p.c. 352. del Comune catastale di Pola) con la seguente motivazione: “Incompatibilità del progetto con le condizioni specifiche, nella fattispecie il mantenimento del viale alberato”. L’imprenditore ha fatto ricorso e il contenzioso è passato di competenza all’Ufficio per il procedimento amministrativo di secondo grado dell’Assessorato alla pianificazione ambientale e l’edilizia della Regione istriana, che lo ha bocciato a sua volta. La Città di Pola spiega che con questa decisione della Regione l’investitore è ancora autorizzato a rivolgersi al Tribunale amministrativo di Fiume per la risoluzione del contenzioso, tuttavia l’amministrazione municipale considera la sentenza di secondo grado della Regione una “conferma di buona condotta nell’impegno di tutela del verde pubblico”.

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