Pola. Decolla la vaccinazione di massa

La palestra delle scuole italiane ha aperto le porte all’inoculazione dell’antidoto. Tutto bene il primo giorno, anche se in molti non si sono attenuti agli orari prestabiliti

“Finalmente è arrivato anche il mio turno”, “Avrebbero dovuto dare la precedenza agli insegnanti che hanno a che fare con una massa di allievi”, “Scusi ma lei a che ora è prenotata?”, “Per ogni evenienza sono venuta mezz’ora prima per non perdere la fila… Non si sa, mai”: questi e altri mormorii e considerazioni ieri mattina davanti all’ingresso della palestra delle scuole italiane “Giuseppina Martinuzzi” e “Dante Alighieri”, eletta a unico Centro vaccinale della Città di Pola e Comuni limitrofi. “Per favore mantenete la distanza di sicurezza”, era invece l’appello ripetuto decine e decine di volte dagli addetti al servizio d’ordine e dal personale tecnico-infermieristico, al fine di disciplinare la folla degli aventi diritto alla vaccinazione. Nulla da eccepire, sarebbe stato tutto perfetto, non fosse per i tanti “previdenti”, piazzatisi in fila, in abbondante anticipo, accompagnati da familiari e parenti dal fare impaziente. Difetti inevitabili a parte, l’Istria ha ieri inaugurato una nuova modalità d’approccio alla campagna vaccinale, che con la prossima settimana vedrà nuovi modelli da rendere operativi pure in altre Città e Comuni del territorio, partendo lunedì prossimo con l’apertura della spaziosa palestra “Žatika” a Parenzo.

Cittadini sempre più insistenti

“La battaglia contro il Covid, che oggi ha fatto registrare 13 casi conclamati mediante 400 test molecolari PCR e altre positività per ora rilevate da test rapidi antigenici da confermare, assume ora una nuova dimensione”, ha commentato il capo della Protezione civile della Regione istriana Dino Kozlevac all’apertura del Centro vaccinale. “Il fatto di avere cambiato e perfezionato le condizioni tecnico-logistiche della vaccinazione di massa è molto importante. Grazie alle dirigenze delle scuole italiane, alla Città e alla Regione istriana per il contributo dato all’efficacia della campagna di vaccinazione. Le chiamate dei cittadini desiderosi di ricevere l’inoculazione anti-Covid si fanno sempre più insistenti e abbiamo sentore che la fornitura delle dosi è in aumento, e dobbiamo far funzionare bene almeno 7 punti di vaccinazione in Istria. Quest’ottima organizzazione di pubblica profilassi proposta a Pola avviene su coordinamento dell’Istituto di formazione della medicina d’urgenza con parte tecnica predisposta dalle Case della salute“.

I numeri aggiornati

Oltre a segnalare il peggioramento sul fronte epidemico, fornendo le cifre delle nuove infezioni tra le quali figurano tre casi importati (da Fiume, dalla Slovenia e dall’Olanda), e quelle relative alle guarigioni (in tutto 5), delle infezioni in corso (che sono 115) e delle persone in isolamento (ora in 1871), Dino Kozlevac ha rivelato che regna la preoccupazione per la situazione più che seria in cui versa l’Ospedale di Pola. Il Reparto Covid stroppia con 76 degenti, di cui 8 sono sottoposti a cure intensive nel Centro di respirazione assistita, mentre la direzione ospedaliera segnala il manifestarsi di sintomi sempre più gravi, che affliggono persone dai 40 ai 55 anni d’età, nel pieno delle forze lavorative e senza comorbidità pregresse. L’emergenza richiede un impiego sempre più maggiore di personale medico-sanitario ed è questione di giorni per veder avverata la prospettiva della riduzione delle prestazioni ospedaliere non urgenti e in programma regolare. È probabile l’introduzione di ulteriori misure di contenimento dell’epidemia in Istria? “Non per ora – fa sapere Dino Kozlevac –. Il piano è quello di monitorare gli sviluppi della situazione fino al 12 aprile e poi si deciderà di conseguenza. Attorno a noi la situazione è pessima, cerchiamo di essere disciplinati e di mantenere la sinergia tra sistema e disciplina dei cittadini, in quanto fattori determinanti”.

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Si prosegue fino a venerdì

Grande punto di forza contro la diffusione del Covid, la campagna vaccinale, ieri alla palestra delle scuole italiane ha intanto reso possibile l’iniezione di 630 dosi di vaccino, prodotto da Moderna, Pfizer-Biontech (soprattutto) e in minor parte dall’AstraZeneca. “Le vaccinazioni – ha comunicato il direttore delle Case della salute istriane, Ante Ivančić – proseguiranno anche oggi e domani. Il prossimo piano d’intervento verrà definito di settimana in settimana, in base alla dinamica di distribuzione delle dosi. L’informazione riguardante le consegne dei contingenti arriva di solito ogni giovedì. Una volta ottenuta, parte immediata la stesura del piano vaccinale, la compilazione della tabella di distribuzione agli ambulatori, l’informazione ai pazienti e l’apertura dei termini d’appuntamento tramite applicazione e-narucivanja. Allo scopo di assicurare una somministrazione ben organizzata con criteri di precedenza per le categorie di cittadini più anziani e fragili, abbiamo disposto un calendario di profilassi che segue il numero dei pazienti più anziani di 65 anni. Finora in Istria sono state vaccinate circa 20mila persone, con almeno una dose. Contando sull’arrivo di maggiori contingenti di dosi, la popolazione attiva potrebbe arrivare di turno tra un mese…”

In arrivo altre 4.200 dosi

In base a quanto annunciato da Aleksandar Stojanović, direttore dell’Istituto regionale della salute pubblica, l’Istria dovrebbe percepire la prossima settimana oltre 4,200 dosi di vaccino, soprattutto del tipo Pfizer-Biontech. Una quantità analoga a quella arrivata nella settimana in corso. “Sarà necessario rivedere e riorganizzare i centri vaccinali in tutta l’Istria, appurare se i centri delle altre città sono adeguati alle necessità. Resta sempre attivo il programma di vaccinazione per i comuni tramite ambulatori dei medici generici, mentre i team mobili visitano i domicili di coloro che non sono in grado di raggiungere le istituzioni sanitarie”.
“La Città – ha dichiarato la vicesindaco Elena Puh Belci – ha messo a disposizione tutte le proprie risorse per poter procedere con la vaccinazione di un numero quanto più elevato dei suoi cittadini in tempi quanto più brevi. Assieme all’Istituto regionale della salute pubblica, alla Protezione civile e alle Case della salute istriane abbiamo predisposto questa palestra e assicurato gli aiuti logistici indispensabili tramite il servizio delle guardie comunali. Tre erano state le palestre scolastiche prese in considerazione per l’allestimento di un centro. Tra queste anche quelle di Stoia e Veruda, ma questa delle scuole italiane è risultata sicuramente la più consona e accessibile, anche per la vicinanza dei parcheggi scolastici ed ospedalieri“.

«Non fa male per niente»

Merita anche aver captato gli umori di qualche paziente in fila. Fatto il vaccino? Contento di poterlo ricevere? “Sicuramente. Sono arrivato in fila appena adesso. Non ho paura. Mi hanno detto che mi verrà iniettato quello di produzione statunitense…”: così Alojze Gajsti (88 anni). “Sono felice di poter fare il vaccino e di togliermi dall’ordine del giorno questa faccenda per non pensarci più. A quest’età, è la mia unica salvezza anche se sono sano e mi occupo di olivicoltura e viticoltura. Avendo possibilità di scelta, sono riuscito a ottenere il Pfizer, ma mi sarei vaccinato anche con altro. Tanto di cappello. Tutto è ben organizzato, ma non ho potuto trovare parcheggio vicino”: ha detto Nikola Kajić (80 anni). Come sta? “E come dovrei stare? – dice Savka Radaković – Sto bene… Se i cittadini almeno sapessero. Dovrebbero precipitarsi tutti qua a vaccinarsi per vivere meglio. Tesoro mio, ma non fa male per niente. Il male sta altrove nel coronavirus. Sono molto contenta di questa perfetta organizzazione e orgogliosa della nostra Città e della nostra Istria”. Che vaccino ha ricevuto? “Non lo so. Scrive qua, ma non ho gli occhiali per vederci…”

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