Pola. Cure palliative: a breve un hospice

L’edificio e gli ambienti interni sono pronti per la sistemazione degli arredi e delle attrezzature mediche

L’edificio del futuro Centro per le cure palliative è completamente ultimato

L’impegno per una diversa sensibilità, e concretezza, nei confronti del dolore e della qualità della vita nelle fasi finali di una malattia inguaribile sta dando i suoi frutti. Dopo un periodo d’intralci e di assenza dal cantiere, le maestranze dell’impresa albonese De Conte, ingaggiate nella costruzione del Centro residenziale di cure palliative a Pola, in zona Grega, sono tornate alla carica lavorando a spron battuto, per rendere fattibile quanto prima l’inaugurazione di strutture pronte a dedicare attenzione alla dignità del convivere con la condizione di malato terminale umanizzandone i percorsi assistenziali.

Le rifiniture all’entrata posteriore

Investimento da 16 milioni
L’impresa di costruzione dell’hospice di cui la Caritas della Diocesi di Parenzo e Pola è fondatrice, risulta finalmente vicina al traguardo, anche se stando alla pianificazione iniziale avrebbe dovuto già vedere l’ultimazione totale: l’edificio e gli ambienti interni – salvo necessaria rimozione degli ultimi attrezzi e materiali e pulizia conclusiva – risultano del tutto pronti per la sistemazione degli arredi e delle attrezzature mediche. Lo stabile nuovo di zecca, dall’architettura geometrica e moderna presenta bell’e ordinata la sua superficie agibile da 1.259 metri quadrati. Quelli attualmente in pieno corso sono i lavori che interessano tutto il circondario, dove è in atto la riorganizzazione generale comprendente la stesura della pavimentazione, la bitumatura, la piastrellatura, la costruzione degli accessi, dei muretti e delle aiuole circostanti. Procede in parallelo l’opera di costruzione dell’accesso principale dalla strada e l’asfaltatura dei marciapiedi che porteranno in direzione dell’entrata. Anche questo s’ha da fare per poter decretare che il cantiere è chiuso e che l’opera è finita dopo tanto lavoro incominciato ancora a fine novembre del 2018, nell’area adiacente a quella dell’Ospedale, con un investimento pari a 16 milioni di kune. Dieci arrivano dallo Stato, il rimanente da fondi europei dal Programma operativo di concorrenza e coesione 2014-2020, ottenuti tramite la Città e la Regione, cui si aggiungono i contributi d’investimento della stessa Diocesi di Parenzo-Pola.

La stesura della pavimentazione nel circondario

Una struttura da 14 posti letto
A giudicare da tante manovre ancora in corso, dopo tanti rallentamenti provocati dall’emergenza Covid (leggi isolamento del personale, difficoltà di rifornimento del materiale edile e pause non preventivate), bisognerà portare ancora pazienza per veder nascere in Istria il primo servizio palliativo istituzionalizzato a favore della quarta età, finora mancante ed estremamente necessario. Ricorderemo che la struttura organizzata come reparto con 14 posti letto, sarà attrezzata per offrire assistenza basata sulle cure palliative a persone, a cui, esaurite tutte le possibilità di cura per guarire, può essere garantita assistenza contro il dolore, sia fisico che morale. Il progetto hospice, avviato e coordinato su iniziativa della neurologa polese, Juliana Franinović Marković, offrirà molto di più della degenza.

In corso la costruzione dei marciapiedi

Un punto di riferimento
Questo centro residenziale è stato pianificato per diventare un punto di riferimento nella rete delle cure palliative istriane, insieme alle cure domiciliari, a quelle ambulatoriali e al day-hospital. Come annunciato a suo tempo dalla futura coordinatrice del Centro, la complessità degli interventi volti a garantire la miglior qualità di vita possibile ai malati più fragili e un sostegno alle loro famiglie, ha reso necessaria la creazione di un sistema integrato fra tutti i soggetti (sanitari e non), coinvolti a vario titolo nel percorso di cura, assistenza e supporto. L’hospice è pronto a fornire servizi di permanenza diurna, a fare da base di consultazione per i volontari impegnati nelle visite a domicilio, a proporre un programma di formazione permanente in materia di prestazione di cure palliative (curricula preparato in collaborazione con l’Università Juraj Dobrila di Pola) e aggiornamenti professionali per la prestazione dell’assistenza ai malati, rivolti ai team mobili ospedalieri e al personale sanitario.

Facebook Commenti