Pola. Alberghi per operai: si cercano soluzioni

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Pola. Alberghi per operai: si cercano soluzioni
L’area di Valcane dove dovrebbe sorgere il campo di calcio

Ai margini della gravissima emergenza umanitaria europea scatenata dalla guerra in Ucraina, si consuma la lenta agonia di una crisi umanitaria puramente locale che nella cacofonia mediatica del momento fa difficoltà a guadagnarsi la dovuta parte dell’interesse pubblico. Si parla dello sfratto di un centinaio di abitanti di Pola alloggiati nei cosiddetti alberghi per operai dalla società Uljanik Standard. Riassumendo, la società è stata venduta all’asta nell’ambito del procedimento fallimentare del cantiere navale. L’ha rilevata un imprenditore di Gallesano che si occupa di galvanizzazione dei metalli, finora avvolto dal più assoluto anonimato, Ilija Lovrić. Che nel rilevare la società l’uomo d’affari non avesse alcun interesse a fare della beneficenza, era pacifico. Ma che avrebbe sfrattato un centinaio di persone nel giro di un paio di mesi, questo non era da aspettarselo perché le sue dichiarazioni finora erano state più concilianti.

 

L’impegno della Città

Questo il parere del sindaco Filip Zoričić espresso ieri in sede di conferenza stampa: “Ci sono convenzioni che proteggono i cittadini da situazioni come queste e Lovrić lo sa benissimo. Inoltre non si capisce perché insiste sulla responsabilità dell’amministrazione cittadina ad assicurare gli ammortizzatori sociali adatti al caso. No, non è un nostro obbligo legale occuparcene, ma è certamente un dovere morale aiutare i nostri concittadini in difficoltà e questa non è materia di discussione. Ora abbiamo un problema reale. Il nuovo proprietario ha informato gli inquilini che devono lasciare gli ambienti dei due alberghi entro il primo aprile, mentre finora tutte le sue dichiarazioni erano state diverse. In altre parole ci ha colti di sorpresa. Abbiamo un mese per risolvere l’impasse. Personalmente ho convocato tutte le parti coinvolte, la rete delle associazioni umanitarie, i Sindacati, i servizi sociali, il rifugio per i senzatetto, le associazioni dei veterani di guerra, tutti. I colloqui sono in corso. Dei cento, la metà appartiene a categorie sociali disagiate che usufruiscono dei nostri servizi sociali a vario titolo. Ma anche il numero dei cittadini da sistemare non è certo: il titolare si rifiuta di comunicarcelo: ora ci dice che potrà sostenerne 20, ora 30, ora 40 ed ora 50 persone. La facilità e l’imprecisione con cui tratta di vite umane è estremamente irresponsabile. Ciò non toglie che noi risolveremo questo problema in tempo utile”.

Il sindaco durante l’incontro stampa in Municipio

30 mobil home

“Abbiamo chiamato in soccorso l’Arena Hospitality Group che cederà immediatamente 30 mobile home – ha aggiunto il primo cittadino –. A questo punto dovremo trovare un terreno dotato di infrastrutture per sistemarveli e nessuno finirà in strada. E non è tutto: i polesi chiamano ogni giorno per fornire soccorso. Sono sicuro che con l’aiuto di tutti potremo farcela. Ma lo ripeto: questo è un problema morale della comunità verso i propri cittadini e non un obbligo di legge. Quanto al nuovo padrone dell’Uljanik standard devo dire che si tratta di una persona assolutamente irresponsabile. D’accordo, si è preso tutto a regola d’arte, per carità, nulla da ridire sul procedimento. Ma di sensibilità sociale e civica, per non parlare di moralità, neanche l’ombra. Ho visto con quale disprezzo si rivolge ai suoi inquilini, con quali gesti risponde alle loro petizioni: a volte la mimica svela più di quanto fanno le parole”, ha detto il sindaco. S’aggiunga a questo titolo il particolare per cui tra l’amministrazione cittadina e l’Uljanik Standard ci sono pendenze reciproche che rimangono da quantificare. Il sindaco ha ribadito che ci vorranno delle perizie finanziarie, ma stando al alcune proiezioni di cui si dispone attualmente, risulta che la società privatizzata dopo il fallimento del cantiere navale debba a piazza Foro qualcosa come un milione di kune.

L’albergo per operai dell’Uljanik Standard in via Kovačić

Il progetto Lungomare

Un altro argomento politico scottante: il Piano urbanistico del Lungomare ha messo la società degli architetti contro l’amministrazione municipale dopo che i rappresentanti della DAI-SAI Emil Jurcan e Breda Bizjak hanno dato parere negativo alla costruzione dei campi di calcio a Valcane. Fino a che punto i dissidi tra i partiti al governo di Pola ostacolano il proseguimento del progetto e minano la longevità dell’alleanza politica? Il sindaco ha tirato fuori di tasca tutte le sue doti diplomatiche: “Discuteremo del Piano urbanistico in pubblico e metteremo a confronto tutte le opinioni che contano, lasceremo parlare tutti: dai sociologi agli investitori perché è ora di parlare chiaro e di spiegare come stanno le cose. Vorrei che ci riunissimo proprio là sul posto e che qualcuno ci indicasse l’esatto numero di piani di metri di altezza e lunghezza degli alberghi e delle altre strutture in procinto d’edificazione. Quello che ci preme di dire è che il campo di calcio s’ha da fare e noi procederemo con bandi e appalti. Degli alberghi e del resto si discuterà, ma il campo di calcio va fatto subito. Non rinunceremo perché si tratta di un numero elevato di bambini che ha bisogno di questa struttura sportiva. Per parte mia non ho nessuna intenzione di fermarmi. Quanto al parere degli architetti, sono deluso. Non credo proprio che la posizione del monumento di Mocenni e i campi di calcio siano in collisione tra di loro. Abbiamo fatto abbastanza strada per poter dire di possedere le tecnologie necessarie a lasciare intatto un monumento e affiancarvi un campo sportivo. C’è posto per tutto, ve lo assicuro. Piuttosto direi che il parere negativo della DAI-SAI non è il parere di tutta l’associazione, ma solo di una sua parte”.

Coalizione, realizzare gli impegni presi

Che ne sarà della coalizione Indipendenti Filip Zoričić-Sdp-Možemo! a questo punto? “Si, abbiamo le nostre divergenze, siamo diversi: nessuno lo nega. D’altro canto nutriamo tutti lo stesso amore per questa città anche se i nostri modi di esprimerlo sono diversi. Quello che mi interessa è poter realizzare gli impegni presi con i cittadini di Pola, vale a dire i progetti inseriti nel Bilancio. Devo poter nutrire le mie speranze e una delle mie speranze è quella di non tornare indietro, politicamente parlando. Siamo già stati governati da un monolite: preferisco il dialogo. Quest’anno è l’anno della progettazione. Stiamo preparando il terreno per un’infinità di progetti di sviluppo”, ha detto il sindaco.

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