Più si cresce e meno si legge

Biblioteca civica. Presentati i risultati di un sondaggio commissionato ai bibliotecari e condotto con il rigore proprio della metodologia scientifica, tra le istituzioni scolastiche della penisola

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Più si cresce e meno si legge
Elda Pliško Horvat. Foto: ARLETTA FONIO GRUBIŠA

“Perché mai dovrei perdere due settimane di tempo a leggere e cercare le informazioni che mi servono in un libro quando bastano 10 minuti su TikTok per procurare tutto il necessario”: sono parole testuali di una gioventù che non “è bruciata” quanto vittima dello smartphone o del tablet, sostanzialmente negazionista di un oggetto considerato obsoleto: il libro. Che il medesimo non vada più di moda non è certo un segreto, ma la Regione istriana, andando incontro alla Giornata mondiale dell’alfabetizzazione (8 settembre), ha voluto cogliere la palla al balzo per presentare i risultati indubbiamente seri di un sondaggio commissionato ai bibliotecari e condotto con il rigore proprio della metodologia scientifica, nelle scuole del nostro territorio. Un prologo in merito era stato offerto, l’altro giorno alla SMSI Dante Alighieri, mentre ieri tutto si è trasferito nella sede della Biblioteca civica, approfondendo per il più largo pubblico l’argomento “Le abitudini alla lettura tra gli alunni e gli allievi delle scuole elementari e medie della Regione istriana”. Ne è scaturita un’intrigante radiografia di una realtà, fatta di (s)vantaggi, constatazioni alquanto preoccupanti e problemi nei quali vanno investite nuove energie per contrastare un conseguente e sempre più grave impoverimento del lessico, soprattutto nelle giovani generazioni. Tutto parte dal caro e vecchio libro e dal restringimento del tempo disponibile per leggerlo, che gioca più a favore degli schermi e della velocità informativa caratteristica dei social. Ma la spiegazione circa l’abbandono della lettura a favore di una tecnologia, che comunque non va demonizzata, non è così semplice e lineare.

L’Istria sopra la media
A “decodificare” gli arcani in merito, alla presenza dell’assessore regionale per l’Istruzione, lo Sport e la Cultura tecnica Patricia Percan e la consulente Elena Puh Belci, ci ha pensato prima fra tutti Liana Diković, responsabile del Servizio bibliotecario per le scuole della CNI, esibendo un quadro delle biblioteche scolastiche della Regione. “I fondi librari di cui dispongono le istituzioni sono consistenti, anche superiori a quanto previsto dallo standard, però c’è davvero da chiedersi se i medesimi siano attuali, aggiornati, nuovi e sufficientemente interessanti per le generazioni d’oggi. In ogni caso abbiamo constatato con piacere che negli ultimi tre anni c’è una tendenza in crescita per quanto concerne l’acquisto di libri, grazie all’aumento dei contributi della Regione istriana e delle rispettive Città che si aggiungono alle assegnazioni regolari dello Stato. Tutto questo maggiorato investimento in libri, però, riesce a malapena a superare la media nazionale standard degli acquisti previsti per un anno scolastico, che si assesta a 0,5 libri per scolaro, mentre in Istria si è a quota 0,57. Più fortunate le istituzioni italiane, grazie ai contributi UI-UPT”. Interessante, quindi, l’esposizione della bibliotecaria Amadea Draguzet sulle abitudini alla lettura alle elementari tramite dati raccolti mediante questionari con 30 domande, distribuite alle inferiori e superiori (Quando hanno cominciato a leggere?, Chi legge e regala libri in famiglia?, Quali autori piacciono?, Quali dovrebbero essere le letture domestiche?…).

Il cedimento in sesta classe
Conclusioni: fino alla IV classe si legge, poi c’è il cedimento enorme in sesta; la mamma è quella che legge in famiglia, mentre il papà viene spesso superato anche dai nonni lettori; i bambini odiano le parole difficili e sconosciute, amano invece le lettere a caratteri grandi, le belle illustrazioni e le copertine più attraenti. A seguire l’esposizione della prof.ssa Elda Pliško, previa presentazione del filmato da parte delle allieve della SMSI Dante Alighieri con ulteriore ampliamento del tema di ricerca affidato a Kristina Varda. Utili i suggerimenti circa la necessità di rendere maggiore pubblicità alla lettura, di investire di ruolo i mass media, di non limitarci agli aspetti della commercializzazione ai Saloni del libro e via ragionando sulle modalità per raggiungere una presa di coscienza.

Le scuole CNI
È stato interessante sentire l’analisi prodotta in tandem da Dragica Pršo, responsabile del Consiglio regionale dei bibliotecari scolastici e Adriana Ive, della SMSI di Rovigno, circa le abitudini di lettura riscontrate nelle scuole medie superiori italiane della Regione, fino a dedurre che la realtà delle scuole CNI ricalca nel suo piccolo le tendenze presenti in tutto il resto del mondo scuola regionale. Il campione intervistato è di 109 allievi. Al ti piace leggere, il 61,5 per cento ha dato risposta affermativa, ed il 35,5 per cento invece ha risposto negativamente. Leggere per te è: un modo per rilassarsi (33 per cento), apprendimento di nuove conoscenze (42,2 per cento), esperienza estetica (10,1 per cento), ma tante sono le risposte di tipo non so. Libri a parte, spiccata è la diffidenza nei confronti dei quotidiani, considerati manipolatori di notizie (come la radio e la TV). Si è andati avanti a chiosare in fondo sul ruolo delle scuole e delle biblioteche in materia di trasmissione della passione per la lettura.

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