Pola, muore dopo un intervento di routine: indagine. L’ospedale si difende

Un'operazione non urgente eseguita di domenica sera e una serie di complicazioni sotto la lente dell'ispezione ministeriale

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Pola, muore dopo un intervento di routine: indagine. L’ospedale si difende
L'ospedale di Pola. Foto: Srecko Niketic/PIXSELL

Una morte durante un’operazione all’anca, considerata in genere di routine, scuote l’ospedale generale di Pola e apre un doppio fronte: da un lato la difesa dell’operato sanitario da parte della direzione, dall’altro l’avvio di un’ispezione ministeriale per chiarire ogni aspetto della vicenda.

La posizione dell’ospedale

Il direttore della struttura istriana, Andrej Angelini, ha escluso oggi, lunedì 9 febbraio, qualsiasi carenza organizzativa nel caso della donna sulla cinquantina morta nel gennaio scorso durante un intervento chirurgico. Secondo Angelini, “tutte le procedure e i protocolli sono stati rispettati” e “il sistema ha funzionato regolarmente”.

Si trattava di un ricovero in urgenza, ha spiegato, diverso dagli interventi programmati. L’organizzazione del reparto di chirurgia prevede in modo permanente la presenza di un traumatologo, di un chirurgo addominale e di un ulteriore specialista, con altri medici reperibili. “Il sistema funziona 24 ore su 24”, ha sottolineato il direttore, aggiungendo che questo modello consente di eseguire anche interventi complessi fuori dall’orario ordinario.

L’intervento domenica sera

Particolare attenzione ha suscitato il fatto che l’operazione sia stata eseguita domenica sera. Angelini ha respinto l’idea di una decisione improvvisata, precisando che quella sera erano in servizio due chirurghi esperti e che, sulla base delle valutazioni cliniche, c’erano tutte le condizioni per procedere in sicurezza.

La paziente era caduta due giorni prima dalle scale, riportando fratture all’anca e al gomito. Le sue condizioni, ha spiegato la direzione, non richiedevano un intervento immediato, motivo per cui l’operazione è stata programmata per la sera di domenica 18 gennaio.

La complicazione e il decesso

Durante l’intervento si è verificata una complicazione chirurgica, immediatamente riconosciuta dall’équipe medica. Non appena è stato possibile stabilizzare la paziente, si è proceduto a un nuovo intervento, conclusosi intorno alle 2 di notte. La donna è stata poi trasferita in terapia intensiva, dove è deceduta intorno alle 4 del mattino, nonostante tutti i tentativi di salvarle la vita.

Angelini ha riferito che l’ospedale ha mantenuto un contatto costante con i familiari, informandoli di ogni passaggio. Come previsto in questi casi, è stata disposta l’autopsia. I patologi hanno inoltre deciso di segnalare l’episodio alla Procura.

“Nessun dettaglio dell’indagine può essere reso noto”, ha precisato il direttore, aggiungendo che casi simili, secondo la letteratura scientifica, sono molto rari. “Non c’è stato alcun errore organizzativo. Il sistema ha funzionato come durante la settimana lavorativa”, ha ribadito, respingendo ogni responsabilità a livello strutturale.

L’intervento del Ministero

Parallelamente, il Ministero della Salute ha confermato l’avvio di un’ispezione sanitaria presso l’ospedale di Pola. Il procedimento è attualmente in corso e dovrà stabilire se le decisioni e le azioni dei team di turno siano state conformi alle regole della professione.

“La pratica è oggetto di controllo da parte dell’ispettorato sanitario del Ministero. Informeremo tempestivamente sull’esito”, hanno fatto sapere dal dicastero. Anche la ministra della Salute, Irena Hrstić, che prima di assumere l’incarico di responsabile del dicastero, è stata proprio a capo dell’ospedale di Pola,  ha commentato la vicenda, dichiarando di aver “appreso del caso dai media” e spiegando che “i tempi dell’ispezione dipenderanno dalla complessità dell’accertamento”.

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