Per rimuovere olmi e cipressi servono anche gli scalatori

Lavori ad alta quota ieri nel parco tra la Riva e via della Stazione ferroviaria. Gli alberi abbattuti verranno sostituiti con piante nuove

Due olmi e un cipresso secchi da abbattere in parco Francesco Giuseppe I

Ci sono alberi, nel Parco Francesco Giuseppe I, che in altezza pareggiano l’Arena. Quanto fusti di tale fatta s’ammalano e si seccano, per rimuoverli non bastano più le gru e il personale della nettezza urbana, ci vogliono gli alpinisti con le loro funi e le sicure. A quel punto lo spettacolo della segatura e della rimozione dei rami si presenta all’occhio dell’osservatore pressappoco come un’acrobazia circense. Ieri mattina è andata proprio così. Per rimuovere due olmi e un cipresso secchi dal parco che corre tra la Riva (Molo della dogana) e via della Stazione ferroviaria, le squadre addette alla manutenzione dei parchi pubblici hanno appunto chiamato in soccorso gli scalatori. Muniti di motosega, di certosina pazienza e infinita prudenza, gli scalatori hanno eseguito prima il taglio dei rami, dai più piccoli ai più grossi, per scendere via via verso la base del tronco e rimuoverlo a ceppi un poco alla volta. In autunno, poi, gli alberi abbattuti saranno sostituti con altrettante piante giovani e vigorose perché il patrimonio arboreo non deve perdere quota: può solo aumentare di specie e di estensione. Un dettaglio è degno di nota: gli olmi si stanno seccando a vista d’occhio in tutto il Paese, e non solo nei parchi di Pola, segno di vera e propria estinzione della specie. Per la scelta delle varietà arboree con cui sostituire gli alberi abbattuti, verranno prese in considerazione tutte le condizioni meteorologiche e pedologiche.

Il lavoro del giardiniere in quota

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