Parco artistico di Verudella. Ormai ci siamo

Erba, acciaio e pietra: così si sposano arte e natura

Sculture in riva al mare, nel cuore della Pola turistica, a Punta Verudella. A sette giorni dall’apertura del nuovissimo “Art Park Verudella”, l’insenatura di San Giovanni è in fibrillazione. In quanto a scadenze, siamo decisamente indietro rispetto ai tempi stabiliti, ma vista la pioggia che ci è venuta addosso negli ultimi tre mesi, ogni ritardo è giustificabile. In questi giorni le sculture scelte per decorare il Parco sono in via di collocazione e rifinitura. Gli enti promotori dell’iniziativa possono tirare un sospiro di sollievo: ormai ci siamo. L’opera ha avuto una gestazione oltremodo lunga, ma se si pensa che è stato necessario chiamare a raccolta artisti di così diversa provenienza, disposizioni d’animo e convinzioni, va bene così: l’importante è averla realizzata. Così la Città di Pola, l’Arena Hospitality Group e l’Ente per il Turismo municipale, gongolano perché il 7 giugno, alle ore 20.30 mostreranno definitivamente ai polesi e ai turisti com’è che arte, architettura, urbanismo e industria dell’ospitalità possono non solo tollerarsi reciprocamente, ma anche collaborare e trarre i maggiori benefici possibili da questa collaborazione.

La metamorfosi dell’insenatura

Vediamo dunque la metamorfosi di un’insenatura costiera da prato incolto ad area pubblica curata nei minimi dettagli. Abbiamo qui a che fare con una distesa in forte pendenza di 5.500 mentri quadrati, progettata dagli architetti Dino Krizmanić e Leonid Zuban dello studio Urbis (che hanno recentemente ideato anche il Polo natatorio, tra l’altro con notevole apprezzamento della cittadinanza) per accogliere sette sculture. Gli architetti hanno suddiviso l’area in porzioni di terreno chiamate “isole” per enfatizzare l’idea del movimento, del viaggio, della sinuosità delle coste e delle onde marine. L’andamento serpeggiante di queste “isole” è un invito al gioco, al passeggio, al godimento delle belle arti e della natura, le quali in questo caso non sono rivali, ma si completano a vicenda. Se l’arte sia secondaria alla natura o meno, l’eterno enigma filosofico, viene meno quando si mescolano così come hanno deciso di mescolarle gli architetti Krizmanić e Zuban.

Un’isola senza fine

Per la natura stessa dell’isola, che non ha inizio e non ha fine, nessuna delle sculture esposte all’Art Park di Verudella è prima o ultima in termini di spazio, tempo e importanza. Se ne facciamo una lista, qui di seguito, è solo perché da qualche parte bisogna pur iniziare, e quindi iniziamo così: Eros Čakić, scultore accademico, presenta un’opera evidentemente ispirata al mare, ai viaggi, ai trasporti. Saranno vele i due marmi triangolari che reggono al proprio apice una nuvola e fendono il cielo di una città ormai condannata, più che votata al turismo?
Gualtiero e Simone Mocenni, padre e figlio, scultori, artisti che fanno la spola tra Pola e Milano due volte l’anno, presentano un pilastro di notevole spessore con rilievi geometrici (cubici, triangolari) caratteristici della loro arte, già visti in varie altre proposte scultoree che costellano il territorio polese. Robert Pauletta è ancora fedele alla sua vocazione surrealista e propone un cervello… ambulante, di quelli che avevamo già visto in altri suoi lavori precedenti, anche pittorici. Vedran Šilipetar, scultore, sfoggia alcune forme tondeggianti, anelli dal caldo colore del rame che si abbinano molto bene ai separatori in acciaio Cor-ten che spezzano a mosaico il “puzzle” dell’insenatura. Roberta Weissman Nagy propone un “tunnel” spiraliforme dal potere ipnotico che è forse una delle opere più interessanti esibite a Verudella. Bojan Šumonja ci diletta con un altro dei suoi curiosi “elicotteri” (il prototipo l’avevamo già visto a Medolino, benché diverso, meno ondeggiante), mentre Siniša Majkus, l’unico artista non polese della compagine (infatti è originario di Mattuglie), è anche l’unico a mettere al bando la tendenza al monocromatismo dei polesi per abbandonarsi al gioco dei colori vivaci, delle forme tondeggianti, dello zig-zagare delle linee.

Accesso da ogni luogo

Il progetto del parco è tale che consente un accesso da ogni luogo a ogni scultura, benché ovviamente l’entrata principale sia messa bene in risalto anche perché si trova in collegamento diretto con il soprastante parcheggio. Le barriere in Cor-ten presentano perforazioni e messaggi d’autore, sempre in sintonia con il tema centrale del parco: il viaggio. Ci compaiono i nomi degli oceani e dei mari, su idea di Željko Burić, designer (Studio Fabrika). La scelta degli scultori e la composizione del parco è stata affidata a una commissione multidisciplinare composta da Gorka Ostojić Cvajner, Petar Barišić, Ante Rašić, Jasmina Nina Kamber, Ingrid Buljan, Milan Vlaisavljević e Sanja Cinkopan Korotaj. Gli impianti d’illuminazione sono di Dean Skira, il logo e il resto degli elementi della Brand Identity sono il frutto dei designer dello studio Rašić+Vrabec. I lavori sono stati realizzati dal costruttore “Vintijan” in collaborazione con i fornitori di pietra, cemento, masselli in calcestruzzo vibrocompresso, acciaio Cor-ten, “Kamen Pazin”, “IM Metal” di Gimino, “Kapeloto beton” e “Vibrobeton Decorgarden” di Pola.

Il costo dell’opera

Il costo dell’opera ammonta a 4,3 milioni di kune, per la maggior parte a carico dell’Ente per il turismo di Pola. Contributi minori sono dovuti alla Città di Pola (550.000 kune), all’Arena Hospitality Group (375.000), e alla Zagrebačka banka (100.000). Gli artisti ci hanno lavorato nel corso del 2018, i costruttori nel 2019. Inizialmente l’inaugurazione era stata pianificata per la primavera inoltrata, ma il maltempo ha letteralmente paralizzato i lavori per un paio di mesi. Ma ormai è questione di giorni.

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