Omaggio all’indimenticabile Maestro Nello Milotti

La Sala spettacoli della CI di Pola ha fatto da cornice al tradizionale concerto dedicato al grande compositore, direttore di coro e pedagogo musicale, noto per il suo enorme contributo alla scena artistica istriana

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Omaggio all’indimenticabile Maestro Nello Milotti

Resta sempre intramontabile e indelebile la figura del grande compositore, direttore di coro e pedagogo musicale polese Nello Milotti (Trieste, 11 dicembre 1927 – Pola, 10 marzo 2011), al quale, tradizionalmente, da una decina di anni, viene dedicata la manifestazione “Le giornate di Milotti”. L’evento, concepito come concerto multimediale e andato in scena sabato sera nella Sala spettacoli della Comunità degli Italiani di Pola, è stato organizzato dall’Associazione per la salvaguardia della memoria dei compositori istriani – ASMCI (Udruga za očuvanje spomena na istarske skladatelje – UOSIS), in collaborazione con la SAC “Lino Mariani”, il coro misto “Matko Brajša Rašan”, la CI di Pola e con il patrocinio dell’amministrazione cittadina.
Al graditissimo concerto, seguito da un folto e attento pubblico tra cui il vicesindaco di Pola in quota CNI Vito Paoletić, attraverso esibizioni musicali e due filmati, è stato ricordato il percorso di vita di Milotti, un musicista poliedrico che ha lasciato il segno in pratica in tutti i generi musicali, lasciandoci in eredità diverse centinaia di composizioni.

Milotti si è dedicato particolarmente alla musica orchestrale e corale (“Guardo le mie composizioni come figlie, e i cori come le mie famiglie”, usava dire il Maestro), però pure a quella leggera divenendo al tempo (in special modo negli anni ‘60 e ‘70) uno tra i compositori più prolifici del festival “Melodie dell’Istria e del Quarnero” (MIQ), alla musica classica e da camera (soprattutto per il clarinetto, suo strumento preferito), spirituale, scrivendo tra l’altro canzoni per bambini. Trasferitosi a Pola nel 1935, Milotti sin da bambino ha mostrato il suo talento per la musica, per cui è stato istruito dal padre Ferdinando a suonare la triestina e il mandolino. Trascorsi alcuni anni a lavorare nel cantiere navale di Scoglio Olivi, nel 1943 dopo l’arresto del padre da parte dei soldati fascisti si era legato con il Movimento popolare di liberazione e l’anno successivo si è aggregato ai partigiani nei boschi del Gorski kotar, dove accanto al fucile teneva la fisarmonica per alzare il morale ai suoi compagni.

Nel 1944 ha scritto la sua prima composizione corale (a quattro voci, su testo di Vladimir Kolar) “Marš istarske brigade”, divenuta un simbolo della resistenza partigiana istriana. In seguito, nel 1953, ha terminato la Scuola media presso l’Accademia di musica di Zagabria, per laurearsi in composizione nel 1964 all’Accademia di musica di Lubiana. Per anni ha insegnato musica al Ginnasio polese, clarinetto e solfeggio alla Scuola di musica “Ivan Matetić Ronjgov” (della quale è stato pure direttore agli inizi degli anni ‘70), nonché materie musicali presso l’allora Accademia di Pedagogia di Pola. Per ben 50 anni (1953 – 2003) ha diretto il coro della “Lino Mariani”, il coro “Matko Brajša Rašan” dal 1961 al 1981, nonché dal 1979 al 2001 il coro “Roženice” di Pisino da lui fondato. Con gli stessi ha ottenuto numerosi successi a esibizioni e concorsi, sia in Patria che all’estero.

In qualità di compositore e dirigente numerose volte ha ricevuto il premio “Roženice”, a lui intitolato nel 2011, e tra l’altro ottenuto le targhe riconoscimento “Marko Marulić” del Sabor ciacavo (2002), la targa d’oro “Status” da parte dell’Associazione dei musicisti croati (2006), il titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana nel 1990, nel 2001 il Premio della Città di Pola, nonché, per gli eccezionali risultati ottenuti, lo Stemma della Regione istriana (2006).

I brani leggendari

Ritornando al concerto, presentato con leggerezza da Aleksandar Bančić, questi è stato aperto con l’Orchestra mandolinistica della “Mariani”, diretta da Clara Chiara Cerin Šišić, che con emozione ha proposto la passionale “Polesana mia” e “Souvenir” (nel 1969 ha ottenuto il secondo premio al MIQ).
Ha fatto seguito “Bella bionda” del Coro femminile della “Mariani”, per l’occasione diretto da Ronald Braus, in quanto la dirigente Georgie Goldin era assente per malattia. Il Coro misto “Matko Brajša Rašan”, diretto da Romina Peti, ha offerto “Ispod Učke kuće male”, ed è stata squisita pure l’esibizione del “Trio per flauto, oboe e clarinetto”, proposto in versione riadattata per gli strumenti dalle talentuose flautiste Nada Plisko, Hana Pavleković e Sara Bernaz, allieve della Scuola di musica “Ivan Matetić Ronjgov” di Pola.

Molto bello pure il “Quintetto per tre flauti e due clarinetti – Divertimento”, proposto con bravura dalle flautiste Samanta Stell, Nataša Dragun e Hana Pavleković e dai clarinettisti David Kumpare e Rudi Ferenac. Sul finire il Coro misto della “Mariani”, diretto da Ronald Braus, ha proposto dei brani leggendari del Maestro Milotti, quali “Inno del cantiere”, “Partigian bel ragazzo”, “In vino veritas” e “Ave stella del mare”. A precedere gli scroscianti e calorosi applausi del pubblico è stata la mitica “Marš istarske brigate”, con tutti i Cori riuniti assieme sul palco.
“L’importante è che la musica si suoni, e che non rimanga sulla carta”, diceva sempre il Maestro, e lo è anche ricordarlo e omaggiarlo, per l’enorme, particolare, lungo e profondo contributo artistico alla scena musicale polese e istriana.

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