Il cantiere al deposito degli autobus in Siana è piccolo ma importante. Dalla superficie interessata (1.200 metri quadrati all’incirca) e dalla profondità limitata degli scavi, non sembra davvero granché, ma l’apparenza inganna. In questa fascia d’erba che corre lungo via Capodistria (finora utilizzata soltanto dai cani per inseguire la pallina da tennis), sono in corso lavori di movimento terra con due pale cingolate del costruttore “Cesta Pula” che sta spianando il terreno in lieve pendenza per realizzarci una stazione di ricarica elettrica per gli autobus dei trasporti pubblici urbani. L’investimento vale 2 milioni di euro ed è quasi completamente a carico del Pnrr come l’acquisto stesso dei 12 autobus elettrici già commissionati dalle società MAN e IVECO. Per farli circolare, non si può fare a meno dell’infrastruttura energetica, e quindi in Siana si lavora con poche soste approfittando del bel tempo tra un acquazzone e l’altro per completare l’opera entro giugno. Ieri il sindaco Peđa Grbin ha rilasciato in merito una dichiarazione alla stampa circondato da ingegneri e tecnici delle due società appaltatrici (Cesta per le costruzioni e Končar per il sistema di ricarica in deposito Slow-fast) e affiancato dal direttore dell’azienda dei trasporti Pulapromet, Tomislav Josipović.

Emissioni zero
Grbin ha fatto il punto della situazione riepilogando le attività sinora sostenute: “Qualche mese fa abbiamo stipulato i contratti d’appalto per l’acquisto di 12 autobus elettrici, poi abbiamo stipulato i contratti col ministero che fa da tramite per i contributi europei a fondo perduto, per cui i mezzi della nuova generazione che stiamo aspettando non graveranno minimamente sulle tasche dei contribuenti di Pola. Naturalmente per circolare gli e-bus urbani hanno bisogno di essere ricaricati a intervalli regolari ed eccoci qui a inaugurare questa nuova tappa del progetto che prevede un investimento di 1,2 milioni nella stazione di ricarica propriamente detta e altri 350.000 al netto dell’IVA per il parcheggio e la sistemazione dell’area, complessivamente 2 milioni di euro, coperti dall’UE dal Pnrr per ben l’80 per cento della spesa. A conti fatti, avremo i mezzi, avremo il sistema di ricarica e avremo un servizio di trasporti pubblici urbani migliore per i nostri concittadini. Migliore nel senso del rinnovo ma anche delle politiche ambientali perché si tratta di un sistema a emissioni zero”.

Prossima stazione: fotovoltaico
A lavori ultimati, ha aggiunto Grbin, Pola avrà una flotta autobus tra le più giovani in Croazia. “All’arrivo di tutti e 12 gli e-bus, il nostro parco macchine avrà un’età media inferiore ai tre anni, a garanzia di lunga durata ed elevata sostenibilità a medio termine, mentre sul lungo termine ci impegneremo per sostituire tutta la flotta con mezzi elettrici e altri investimenti nella transizione verde. Come? Un passo decisivo sarà trasformare queste tettoie in amianto, da smantellare, in un impianto di moduli fotovoltaici per l’accumulo e la ricarica degli autobus. Con tutti questi investimenti sarà possibile avere un servizio di trasporti urbani nuovo, efficiente, sicuro e soprattutto sostenibile”, ha concluso il sindaco.

Ricarica fast&slow
Tomislav Josipović ha aggiunto che la stazione di ricarica avrà quattordici postazioni su sette unità doppie, ognuna con un connettore per mezzo da caricare. Il sistema è duplice fast&slow, potendo assicurare sia una ricarica notturna lenta che ricariche rapide durante le pause operative giornaliere tra una corsa e l’altra secondo l’orario delle partenza e l’agenda delle fasi di transito e di riposo di ciascun mezzo. Il progetto include inoltre l’implementazione di un sistema centrale di gestione della ricarica Carghe Point Management System (CPMS) studiato dall’azienda appaltatrice per consentire il monitoraggio continuo dei punti di ricarica, l’autonomia delle batterie sui veicoli e la gestione intelligente della potenza disponibile del sistema per una pianificazione dei cicli di ricarica ottimale finalizzata a prolungare la vita delle batterie.

Potenziamento rete
L’opera include anche la costruzione e di un’ulteriore cabina di trasformazione da 800 kW. L’impianto sarà sistemato in una struttura prefabbricata da 9,5 x 5 metri per ambienti che in gergo vengono chiamati “moderatamente aggressivi”, contenente fino a quattro trasformatori da mille kWh l’uno oltre agli spazi per i quadri di media e bassa tensione. Infine, l’opera include la messa in sicurezza di tutti gli impianti, l’installazione di un sistema di allertamento e un centro di sorveglianza antincendio. Il valore della cabina di trasformazione di 144.000 euro, sempre a carico del Pnrr con appalto all’azienda energetica nazionale (HEP). A detta di Josipović questo in corso è il massimo investimento nei trasporti pubblici urbani nella sua storia. Quindi ricapitolando, la stazione di ricarica con la cabina di trasformazione, il parcheggio e le strade di accesso saranno pronti per l’uso entro la fine di giugno, ma gli autobus arriveranno a scaglioni: i primi già quest’estate e gli altri fino a ottobre.
La flotta
I benefici dei trasporti urbani elettrici includono la riduzione delle emissioni nocive e dell’inquinamento acustico, minori costi operativi e di manutenzione, e una maggiore qualità del servizio per i passeggeri. La transizione è promossa, in realtà imposta, da normative europee seguite da generosi piani di finanziamento. I mezzi in arrivo saranno degli autobus standard di 12 metri come quelli attualmente in circolazione (a esclusione del midibus elettrico che serve la linea numero 7) e saranno di due tipi diversi: da tre porte i MAN Lion’s City 12e e da due porte i Crossway Le City 12 m Electric di IVECO. Gli stessi veicoli circolano da qualche tempo a Zagabria senza problemi di sorta, coprono distanze notevoli avendo un’autonomia di 337 km i MAN e 398 gli Iveco. La differenza sta nella potenza motore di 240 kW nel primo caso e 310 nell’altro, nella capacità della batteria di 445 kWh di Man contro i 485 di Iveco e nel tempo di ricarica (180 contro 198 minuti) mentre il consumo varia di poco (1,17 kWh/km contro 1,13 kWh/km). La differenza sta anche nel prezzo: gli autobus di produzione tedesca costano poco meno di 3,8 milioni di euro al netto dell’IVA mentre quelli del produttore italiano appena poco più di 3 milioni, sempre al netto dell’IVA, avendo tre porte i primi e 2 gli altri. A bordo dei veicoli MAN Lion’s City 12e potranno salire 77 passeggeri (28 seduti e altri 49 in piedi) mentre a bordo dei Crossway Le City 12 m Elecrtic si potrà viaggiare in 65 (32 seduti e 33 in piedi). Le due tipologie di autobus diverse si prestano pertanto a viaggi diversi: corse più brevi con intervalli di entrata e uscita più corti, come nel caso delle linee urbane (Stoia, Veruda, Monteparadiso, Valcane eccetera) i primi e corse più lunghe con entrata e uscita generalmente ai capolinea, come nel caso della tratta suburbana (Dignano, Fasana, Medolino ecc). L’investimento complessivo ammonterà a 6,8 milioni di euro.
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