Da qualche giorno a questa parte, la Scuola d’infanzia in lingua italiana “Rin Tin Tin” di Pola non ha più 170 iscritti. Ne ha 171. Senza permesso ministeriale, ha infranto ogni logica normativa dello standard educativo e aperto un’ulteriore sezione “nido” avente un solo frequentatore. Un neoiscritto… con gli aculei, che nell’anno pedagogico 2025/26 già avviato, verrà accudito e aiutato a crescere da tutto il personale dipendente dell’istituzione, bimbi compresi. Manco un principino di casa reale potrebbe vantare un lusso di siffatte proporzioni. E dire che “lui” con le sue mini proporzioni può starci comodo anche su un palmo di una mano bambina. Il suo (stupendo) nome è Caramella. Ed è un piccolo riccio. Merita scherzare sul fatto che il nostro giardino d’infanzia, giardino anche nel vero senso della parola, non si è usciti di senno, ma messo involontariamente in atto un imprevisto e utile progetto scientifico-formativo votato al rispetto ambientale.
Tutto era capitato per caso quando la signora, vicina di casa dell’istituzione prescolare affacciata al clivo F. Glavinić, aveva bussato alla porta recando in regalo il piccolo signorino. Vorreste adottarlo? Ma certo! Nessun dubbio a proposito, soltanto mente aperta da parte della direzione – leggi Serena Sirotić – che ha saputo riconoscere i bei vantaggi e l’utile ricavabile da questa non programmata adozione. Alla faccia della fiscalità dei piani di lavoro didattico-amministrativo, ecco bell’e pronto, servito nella sua scatolina, il protagonista de “La casetta del riccio”, il mini “erinaceus” che aveva ispirato Branko Čopić nella sua scrittura per l’infanzia. Quello che la mente esperta di Ljiljana Avirović e i giovani nostri connazionali Oscar e Leonarda dell’istituto Janus Pannonius hanno tradotto in lingua italiana regalando a tutti gli asili italiani dell’Istria, e ai bambini italofoni in genere, la versione tradotta del piccolo e celebre capolavoro di Čopić. Adesso, avendo pacifico in giardino (ben recintato ed a prova di fuga), il protagonista vivente, si può anche leggere e apprendere la storiella dai valori importanti, intendendone sia la dimensione culturale intrecciata nella lingua e nella cultura del territorio sia quella naturale, assaporabile nella verde realtà empirica. Solo a vederlo, o a vederla (perché il genere non è stato ancora identificato) è già poesia. Una pet therapy educativa, che per giunta sta già agendo d’istinto per scavarsi la tana sotterranea e infilarsi nel suo primo letargo. Aspettando l’inverno, intanto, giacché il bellissimo giardino è ricco di vegetazione, compresi rametti e foglie secche, i bambini hanno già costruito un giaciglio: la casetta del riccio. Caramella, personaggio semplice, buono e umile come quello di Čopić, ha accettato di buon grado, come anche l’opportunità di ingrassare felicemente e senza fatica, grazie ai lauti pasti che gli vengono offerti durante e a fine giornata lavorativa. Nella pausa del week-end, tripla razione per restare sazio fino alla riapertura del lunedì. Mangia frutta, anche minuscole pietanze a base di carne e persino cibo gatto, che stando a regole nutritive, risulta essere adatto anche a lui mammifero (basta che non si metta a miagolare…). In ogni caso, ci si riserva di effettuare una piccola consultazione veterinaria. Nel frattempo, quest’adozione ha fornito subito lo strumento didattico vivente per insegnare l’empatia, il rispetto, la responsabilità verso gli animali e l’importanza del loro benessere. E poi vi è anche l’interazione con l’animale, che stimola lo sviluppo cognitivo e affettivo dei bambini, per non dire che stando alla scienza pedagogica, progetti del genere possono aiutare a contrastare fenomeni come il bullismo e l’insicurezza, incoraggiando la cooperazione e il senso di comunità. Una comunità Caramella. Che dolcezza…
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