Nuova vita alla rete idrica dell’arcipelago delle Brioni

Sull’isola di Brioni Maggiore sono iniziati i lavori di modernizzazione dell’infrastruttura per la fornitura dell’acqua. L’intervento costerà oltre 2,2 milioni di euro

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Nuova vita  alla rete idrica  dell’arcipelago  delle Brioni
Macchinari pesanti in azione sull’isola di Brioni Maggiore. Foto: Srecko Niketic/PIXSELL

Sull’isola di Brioni Maggiore ieri, giovedì 5 febbraio,  è iniziato un intervento destinato a segnare il futuro dell’arcipelago. Con l’avvio ufficiale dei lavori di modernizzazione della rete idrica l’isola compie infatti un passo deciso verso un sistema più sicuro, più efficiente e finalmente all’altezza delle sue esigenze odierne e future. Il cantiere interessa, è stato spiegato, uno dei tratti più sensibili dell’infrastruttura idrica dell’arcipelago: la sezione che collega l’uscita della condotta sottomarina al serbatoio Tegethoff, vero snodo della distribuzione dell’acqua sull’isola.

Si tratta, infatti, di un segmento strategico, che ora sarà affiancato da una condotta di bypass per garantire continuità dell’approvvigionamento durante tutte le fasi dei lavori. L’intervento rappresenta la prosecuzione naturale del percorso avviato nel 2020, quando la municipalizzata polese “Vodovod Pula-Labin” ha assunto la gestione delle infrastrutture idriche del Parco nazionale in base alla Legge sulle acque, con l’obiettivo dichiarato di modernizzare un sistema ormai datato e sempre più fragile.

Come prevedibile, la modernizzazione della rete idrica dell’arcipelago è un intervento costoso che richiede risorse significative. La gara d’appalto, pubblicata dalla “Vodovod” lo scorso settembre, aveva inizialmente stimato il valore dei lavori in 1,4 milioni di euro al netto dell’IVA. Tuttavia, l’offerta più competitiva, presentata dalla società zagabrese “Vodotehna”, ha fissato il costo dell’opera a 1.747.206 euro, cifra che con l’IVA raggiunge i 2,2 milioni di euro. Un investimento importante, che riflette la complessità di intervenire su un’infrastruttura ormai datata e in pessime condizioni. Il contratto d’appalto assegna all’impresa un periodo massimo di due anni per ultimare i lavori, un tempo che tiene conto delle complessità e delle esigenze tecniche e della delicatezza dell’ambiente in cui si opera.

Il progetto, classificato come “strategico”, comprende una serie di interventi che ridisegneranno l’intero sistema idrico dell’arcipelago. Nello specifico è prevista la posa di 2.265 metri di nuove condotte in ghisa modulare, la costruzione di cinque pozzetti sotterranei, la realizzazione di una nuova rete di idranti antincendio, fondamentale per la sicurezza dell’arcipelago, e la riconfigurazione degli allacciamenti esistenti. Dunque, è un’opera che non si limita a sostituire le tubature. É una ricostruzione vera e propria; un aggiornamento radicale di un’infrastruttura risalente al 1954, anno in cui venne realizzato il sistema che tutt’ora collega le isole di Brioni alla rete idrica della terraferma.

Alla cerimonia di avvio del cantiere hanno presenziato sia il direttore della Vodovod Pula-Labin, Edo Krajcar, che la direttrice del Parco, Nataša Stojkovski. Foto: Srecko Niketic/PIXSELL

Alla cerimonia di avvio del cantiere hanno presenziato sia il direttore della Vodovod Pula-Labin, Edo Krajcar, che la direttrice del Parco, Nataša Stojkovski. Mentre il direttore si è soffermato sui dettagli tecnici del progetto, la responsabile dell’Ente parco ha sottolineato la dimensione più ampia dell’intervento. “Non è solo un progetto infrastrutturale. È un investimento nella sicurezza, nella sostenibilità e nella qualità della vita dei nostri visitatori e dipendenti. Modernizzare la rete idrica significa proteggere il nostro patrimonio naturale e culturale e garantire un futuro stabile all’arcipelago”, ha detto. Entrambi hanno quindi espresso un sentito ringraziamento al Ministero della Tutela dell’ambiente e della Transizione verde, con un pensiero particolare al ministro Marija Vučković per il sostegno determinante alla realizzazione del progetto.

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