«Non rimandare a domani». Screening precoce salvavita

Ottobre è il mese della sensibilizzazione sul delicato tema della prevenzione del tumore al seno. Tra i tanti appuntamenti figura anche la tradizionale corsa di beneficenza

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«Non rimandare a domani». Screening precoce salvavita
Anuška Budisavljević, Danijela Lazarić Zec, Ana Grbac, Roberta Katačić, Elvira Krizmanić Marjanović ed Elvis Peršić. Foto: DARIA DEGHENGHI

Ottobre è il mese del nastro rosa e quindi il mese della sensibilizzazione delle donne sulla necessità della prevenzione, della diagnosi tempestiva e della cura precoce dei tumori al seno. L’evento clou del mese è certamente la corsa di beneficenza “Ne ću ben, nego hodi zajno” (Non rimandare a domani, fallo subito), che quest’anno, per la settima edizione, avrà un altro slogan dialettale ad effetto: “Ne isći škuže” (Bando alle ciance) abbinato a un nuovo logotipo per la maglietta in vendita a scopo raccolta fondi che sta già andando a ruba. Il lato estetico è sempre stato un tratto distintivo della manifestazione dai primi appuntamenti in piazza Port’Aurea (dal 2019 al 2021) fino agli ultimi sul Lungomare, con raduno a Valcane (dal 2022 a oggi). L’evento è stato annunciato a un’affollata conferenza stampa, chiaramente e non a caso con un’attesa preponderanza di donne tra soggetti promotori, enti patrocinatori, collaboratori e cronisti.

Nemico numero uno
Insomma ogni anno in ottobre si parla con insistenza del tumore al seno. Perché? La parola ai medici. Danijela Lazarić Zec epidemiologa dell’Ente regionale di salute pubblica espone e interpreta i dati statistici pertinenti al caso. Il tumore al seno è sempre il primo nemico della donna tra tutti i tumori maligni che pure sono tanti: il 27 per cento delle pazienti oncologiche in Istria soffre appunto di cancro al seno, che in media compare in 164 (fino al 2015 erano 133) donne l’anno mentre i decessi sono nella media 32 l’anno. L’incidenza comincia ad aumentare dopo i 45 anni d’età, benché l’80 per cento delle pazienti ha più di cinquant’anni. Con l’avanzare dell’età aumentano non solo l’incidenza ma anche la mortalità. Il 54 per cento delle pazienti che hanno perso la battaglia per la vita aveva più di 70 anni, ma questo non è un argomento a favore delle giovani per prendersela con comodo. In Istria ci sono stati anche casi di ventenni con tumore mammario e comunque in media si contano ben 32 pazienti sotto i cinquant’anni e tre decessi l’anno.

Mortalità in calo
La buona notizia, stando a Danijela Lazarić Zec, è che la mortalità è in calo grazie allo screening, ad iniziative come questa dell’associazione GEA (il Club delle donne operate al seno) e all’attenzione della stampa che dedica ampio spazio alla campagna per cui l’impegno comune si dimostra capace di incidere sensibilmente sul comportamento delle donne col risultato di una sempre più marcata risposta ai programmi di screening senologico condotti a tre livelli: nazionale, regionale e locale. Di riflesso il cancro al seno non è più la prima causa di morte tra le donne, ma solo la terza, dopo i tumori polmonari e il cancro del colon-retto. Tuttavia non è proprio il caso di rilassarsi, perché il tumore mammario è sempre la prima causa di decesso delle donne più giovani, quelle che non hanno raggiunto i 65 anni d’età.

Mai rifiutare lo screening
Pertanto lo screening gratuito non va mai rifiutato. Il nono ciclo del programma nazionale è in corso da aprile e coinvolge le donne nate dal 1955 al 1976. Il programma regionale estende l’invito anche alle donne nate dal 1977 al 1980 e si rivolge con maggiore enfasi alle donne dell’entroterra che hanno meno disponibilità per raggiungere l’ospedale di Pola. Per tutte loro c’è l’ambulatorio mobile col mammografo, il tecnico e il medico che viaggiano a bordo di un veicolo costruito apposta. Non bastasse, ora la lettura della mammografia è affidata a due specialisti per precauzione, perché, come si dice, quattro occhi vedono meglio che due. Insomma, quando nella buca delle lettere arriva la busta della struttura sanitaria che offre l’esame gratuito, è proprio il caso di non rifiutare: la mammografia salva la vita.

Diagnosi essenziale
Anuška Budisavljević è medico specialista oncologo e dedica gran parte delle sue giornate lavorative a curare le donne che stanno lottando contro un tumore maligno del seno. Il suo messaggio è chiarissimo: “La diagnosi precoce è essenziale se vogliamo parlare di sopravvivenza. Con i trattamenti moderni, e una diagnosi precoce, la sopravvivenza oltre i cinquant’anni spazia dal 95 al 98 per cento, a voler dire che in caso di cure tempestive, che non sono facili d’accordo, almeno 95 donne su cento guariranno completamente”. Queste sono le buone notizie. Le cattive sono che l’incidenza del tumore mammario aumenta sia in Croazia che in Europa, mentre cala l’età in cui la donna si ammala. Un tempo – precisa l’oncologa – il picco dell’insorgenza coincideva con gli anni cinquanta, ora si ammalano sempre più donne sotto i 50 anni compiuti. In questo momento tra il 6 e l’8 per cento delle diagnosi riguarda appunto donne sotto i 50 e per questo lo screening senologico ora parte a 45 piuttosto che a 50 anni.

Di corsa a Valcane
Ana Grbac, presidente di Gea, ha presentato il programma del mese rosa che include diverse conferenze sui cui torneremo di volta in volta, mentre Elvis Piršić della Federazione regionale di atletica leggera ha ricordato che per partecipare alla corsa di domenica mattina (ore 11) al Lungomare bisogna presentarsi a Valcane tra le 9,30 e le 10,30 per effettuare le iscrizioni e le donazioni. Come ogni anno non vi sono quote di partecipazione fisse ma solo offerte a discrezione personale. Chi non corre, può anche passeggiare. Ovviamente si spera nella clemenza del cielo di ottobre: finora è stato sempre benigno, quest’anno speriamo sia lo stesso. Presenti alla conferenza stampa di Gea anche i due enti promotori: la Regione Istriana con la dottoressa Roberta Katačić e la Città di Pola con Elvira Krizmanić Marjanović.

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