Museo archeologico di Pola. Gli esterni prendono forma

In via di costruzione i gradini d’accesso e l’ascensore che faciliterà le visite alle persone disabili

l piazzale costruito davanti al Museo

L’impresa di ristrutturazione da cima fondo dell’edificio del Museo archeologico istriano e della riorganizzazione architettonico-ambientale dell’intero circondario non ha certo chiuso per epidemia. Mentre la straordinaria ricerca delle urne cinerarie preistoriche, all’aria aperta, ai piedi di Porta Gemina è giunta quasi al termine, l’investimento da 100 milioni di kune prosegue a spron battuto non solo con l’impresa titanica di recupero dello storico edificio museale, ma aggiungendogli tutto attorno annessi e connessi fino a mostrare nuovi risultati evidenti di questo che è considerato il più grande progetto culturale attualmente in corso in Croazia. Dura dal lontano 29 marzo 2017 e ora si potrebbe anche celebrare il terzo anniversario di ininterrotta attività secondo piano prestabilito. Mentre nel palazzo sono in fase di ultimazione gli interventi interni, fuori è ora ben visibile la struttura dei gradini d’accesso e dell’ascensore che contribuirà a dotare il futuro museo di tutti in requisiti necessari alle persone disabili o con ridotte capacità motorie.

Il futuro accesso con ascensore

L’accesso attraverso Porta Gemina
Erra chi crede che le opere in corso all’esterno siano meno esigenti di quelle dentro il museo (ancora interventi artigianali, montaggio degli elementi elettronici, collocazione del mobilio), quando il circondario è sempre un’area imbottita da una ricca accozzaglia di reperti storici, più imprevisti che previsti. Gioia per gli archeologi, emicrania per i costruttori che in questo momento stanno conficcando nel terreno romano-histrico le infrastrutture necessarie, ivi compreso un sistema di scolo per le acque piovane in discesa dal Colle Castello. D’altra parte, gli studiosi del passato bramano di tenere e mantenere quanto più esposti e presentabili al pubblico i grossi reperti di quest’incredibile parco archeologico spuntato sotto casa. L’accesso al Museo ora passa attraverso Porta Gemina, che verrà dotata di portone metallico dalla sua parte interna, così come esistette all’epoca di Roma e quindi nei tempi dell’Austria-Ungheria e in questi giorni si sta eseguendo la copertura del terreno in ciottolato, mentre sul retro del monumento romano è tuttora visibile un’enorme fossa di cinque metri ancora da riempire di tubature e materiale edile per assicurare soluzioni infrastrutturali di carattere permanente.

Un botteghino per i futuri visitari

Il nuvo botteghino
All’altezza dell’ingresso alla galleria-rifugio Zero Strasse è ora visibile la struttura in funzione del botteghino per i biglietti d’ingresso, anche polivalenti, per la visione di tutte le monumentalità ed esposizioni, mentre il portone dell’edificio sarà raggiungibile attraverso un percorso che correrà lungo l’antica cinta muraria oppure vi si accederà direttamente dalla scalinata che già sale verso l’enorme piazzale sopraelevato appena costruito ed ancora da ultimare. Alla base di questo piazzale ci sono le strutture in pietra che costituiscono il rinvenimento che ha maggior pregio tra tutto quanto scoperto attorno al museo: i resti architettonici che facevano da atrio all’antico teatro romano che si estendono sotto l’edificio della Comunità degli italiani e fino alla cinta muraria, facendo cadere la precedente teoria per cui il teatro finiva all’altezza dell’edificio teatrale dietro al Museo.

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