Movida e cultura nel nuovo fronte mare cittadino

Nel braccio nord del porto prende sempre più forma il primo dei quattro edifici previsti dal piano di riqualificazione portato avanti dall’Autorità portuale, secondo cui la prima fase del progetto dovrebbe essere ultimata entro la fine di quest’anno

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Movida e cultura nel nuovo fronte mare cittadino
Da qua si ammirerà tutto il porto settentrionale. Foto ARLETTA FONIO GRUBIŠA

“Ma guarda tu che roba! Di giorno in giorno sta crescendo a vista d’occhio”. Sono i commenti degli avventori, che solitamente frequentano il bar che affianca la sede del club di canottaggio in riva. E lo stupore proveniente da questo “vecio mandracio polesan”, è diretto verso il costruendo già smagliante edificio, nel braccio portuale nord di Pola, per lasciare ad intendere che manco un giorno le maestranze ingaggiate – leggi ditta zagabrese Urbangrad – se ne stanno con le mani in mano. Lavorano a spron battuto, al punto da non farsi notare nemmeno per la pausa merenda. Quelli che vanno rispettati sono i tempi di consegna.

Costruzione a livello di roh-bau
Entro la fine dell’anno 2025, l’edificio in cemento armato deve essere completato fino alla cosiddetta fase roh-bau, ossia fase di grezzo avanzato, considerata la base dell’intero progetto. L’obbiettivo principale, quello della costruzione del “telaio” o meglio dello “scheletro” della casa, è già stato eccome raggiunto. Ciò già include la costruzione delle pareti, dei pavimenti, del tetto e di tutti gli altri elementi strutturali principali, incluso il rivestimento di protezione, quel “cappotto termico” in pannelli, che non servirà soltanto a svolgere il suo ruolo in materia di efficienza energetica, quanto anche a proteggere l’intera struttura dall’umidità prodotta dall’azione marina e atmosferica, dal momento che ci si ritrova quasi raso mare. Il pianterreno dell’edificio, tra cemento, acciaio e colonne in muratura, lascia già intuire, la dimensione di apertura-vetrata che avrà, cedendo spazio al futuro servizio di bar-ristorazione, da dove gli ospiti potranno godersi una rinnovata dimensione marittimo-portuale, fino a tempo fa sciatta e mezza disabitata. Di bello vi è che, in contemporanea, sta già prendendo forma anche un lindo circondario, rigorosamente splendente di elementi geometrici in massiccia pietra bianca, così come deve essere, in sintonia con l’ambiente della panchina edificata dall’ingegneria austriaca. Come da progettazione a firma dello studio “AD Arhitektura i Dizajn”, ecco le angolature triangolari e rettangolari, da sembrare delle piscine, mentre in realtà sono vasche già impreziosite da tappeti verdi, come pure dai primi cespugli di erbe aromatiche mediterranee (rosmarino e lavanda). E tra tanta modernità ecco inserita l’ancora gigante, che con la sua patina ruggine attesta che la storia marittima dell’insenatura polese non potrà mai venire ignorata o cancellata. Tanto di tubazioni e allacciamenti, poi, rendono tra l’altro palese, il buono stato di avanzamento degli interventi infrastrutturali per la costruzione della rete. Interi blocchi di materiale da costruzione ancora invadono l’appezzamento edile, ma si tratta di piccolezze in rapporto all’opera in fase di rifinitura. In realtà, l’impresa zagabrese non è chiamata ad occuparsi degli ultimi dettagli. Il suo lavoro fino alla fase roh-bau, si ferma a quel previsto 80 per cento del necessario in totale, per un investimento di 1,9 milioni di euro (al netto dell’IVA), impiegati dall’Autorità portuale di Pola.
Metamorfosi del fronte mare
Tutto si può dire fuorché affermare che la metamorfosi di questo fronte mare sia ancora in alto… mare. La riqualificazione dell’area, a cura della nostra Autority locale, sta generando un nuovo palcoscenico sul quale la città sceglie di proiettare il proprio futuro. Questo pezzo di riva non deve essere soltanto una linea di demarcazione tra terra e acqua, ma una dorsale strategica che si sviluppa lungo l’asse sud-nord, pronta ad ospitare funzioni vitali e a dare forma a progetti capaci di rappresentare l’identità urbana del domani. “E sì, ma chissà quanti anni ci metteranno!”: è un secondo commento dal bar che sta a guardare il cantiere, che potrebbe venire subito smentito. Tra non molto, partirà il concorso per la concessione dell’edificio da 500 metri quadri (250 per ciascun piano), ai futuri aspiranti gestori dei pianificati locali, che avranno il compito di condurre a termine l’opera, completando e rivestendo l’”ossatura” dell’edificio a proprio piacimento.
Il primo di quattro edifici
Attenzione. Il lotto confinante con il cantiere è già recintato in tutta la sua superficie complessiva di 2.600 metri quadrati, tanti quanti sono quelli attualmente oggetto d’intervento. La zona presenta parcheggiati i veicoli ad uso delle maestranze e tanto materiale da risulta, ma è chiaro che vive d’aspettativa, affinchè si compia il proseguimento dell’intero piano portuale di costruzione di tre o forse quattro identici edifici. Se il primo è destinato alla ristorazione, il secondo è pianificato per ospitare la futura sede degli uffici dell’Autorità portuale e di agenzie marittime o altri enti legati alle attività portuali, mentre l’edificio numero tre a diventare un museo del mare gestito dal Museo archeologico istriano di Pola. L’antica nave di Zambrattia, dovrebbe essere il pezzo forte, destinato ad attrarre l’attenzione del pubblico. Quanto alla quarta struttura, resta da vedere se ci sarà intenzione reale da parte del club di canottaggio a trasferirsi con remi e barche in quella nuova porzione di riva.
Indipendentemente dal proseguimento dell’intero progetto – tenendo conto che l’ente portuale ha in mano il coordinamento della ciclopica e storica impresa di recupero della diga foranea – quel che ci è già dato, risulta comunque moderno e attraente. E visto che i bar a Pola risultano essere un’offerta settoriale che fa massa e non ha mai rischiato il fallimento (manco ai più disastrati tempi del Covid), ecco che forse il pio desiderio di spingere un po’ di movida in direzione del porto potrebbe anche riuscire. Dispiacerebbe proprio che questo edificio, il numero uno del filare architettonico tanto desiderato, finisca adibito soltanto ai soliti turisti, clienti privilegiati dello scalo passeggeri di molo Fiume e banchine limitrofe.

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