Monitorare l’applicazione dei diritti garantiti

A colloquio con Bruno Cergnul, candidato vicesindaco di Pola in quota Comunità Nazionale Italiana alle Amministrative in programma il 16 maggio

Bruno Cergnul

A concorrere per la carica di vicesindaco della Città di Pola in quota Comunità Nazionale Italiana vi è anche il candidato Bruno Cergnul, pensionato, membro dell’Assemblea della Comunità degli Italiani di Pola e del Consiglio della minoranza italiana autoctona della Regione istriana.

 

Qual è il motivo della sua candidatura a vicesindaco in quota CNI della Città di Pola?
Vi sono due motivi essenziali. Uno lo sento sulla mia pelle. Vedo e considero che a Pola il rispetto per la Comunità Nazionale Italiana e la lingua italiana è in caduta libera da parecchio tempo. È una cosa che non mi va certamente a genio. Ho figli e nipoti e vorrei che possano avere l’opportunità di godere della propria lingua, della propria cultura e tradizioni anche nel futuro. Io sono pure membro del Consiglio regionale della CNI e avendo monitorato il livello di presenza e uso della lingua italiana nei Comuni e Città dell’Istria, incaricando all’uopo professionisti del campo, è stato purtroppo appurato che nonostante l’ufficialità del nostro idioma, a Pola viene usato meno che altrove. Il secondo motivo per cui mi sono candidato è il fatto di non trovarmi d’accordo con il sistema di candidatura scelto dall’Assemblea della Comunità degli Italiani di cui sono consigliere. In una situazione simile, quando la legge concede ai connazionali la possibilità di esercitare il doppio voto, politico ed etnico, si sarebbero dovuti coinvolgere quanti più connazionali, essendo i partiti formalmente fuori dai giochi. Dunque, come Assemblea comunitaria avremmo dovuto avvisare tutti i nostri connazionali in merito alla libertà di candidarsi e di farsi avanti con un proprio programma. Sarebbe stato molto più democratico anche perché, così facendo, la Comunità avrebbe dimostrato di avere porte più aperte.

Collaborare con tutti
Che cosa propone nella gestione della città, ossia quali sono le direttrici del suo programma?
Monitorare lo Statuto della Città di Pola e le leggi sull’uso della lingua italiana e sull’applicazione degli altri diritti garantiti alla Comunità Nazionale Italiana; collaborare con la Comunità degli Italiani di Pola, con le istituzioni, le scuole, il Consiglio della minoranza italiana, con l’Unione Italiana e le istituzioni della CNI a tutti i livelli. Fare sì che tutte le istituzioni statali, regionali e comunali debbano disporre di personale in grado di comunicare in italiano, discorso che vale anche per le Case di riposo per anziani; avvicinare gli alunni delle scuole italiane al Paese Italia con possibilità di visitarlo e conoscerlo meglio; collaborare con l’UI e il competente dicastero per tradurre tutti i libri di testo per le nostre scuole; ricostruire il centro balneare di Stoia, simbolo e ritrovo della gente polesana; organizzare raduni per i polesani, feste e giochi tradizionali e tramandarli alle generazioni nuove; avvicinare i polesani nel mondo alla loro città natale, invitandoli a soggiornarvi e a spargere la voce tra i loro amici a fare altrettanto; presentare agli imprenditori esodati e ai loro colleghi le possibilità di investimento a Pola e altre forme di collaborazione; aggiornare e unificare l’elenco degli italiani di Pola; essere più vicini alle loro esigenze, opportunità derivanti dall’appartenenza alla nostra cultura e madrelingua con sondaggi mirati.

Tanta nostra gente vive male
Come intende muoversi a favore dei connazionali di Pola?
La mia idea in caso di elezione a vicesindaco è quella di avvicinarmi alla CI di Pola, al Consiglio della minoranza, a tutte le istituzioni dell’UI che operano a favore della Comunità nazionale, incluse le Società artistico-culturali come la Lino Mariani e le CI limitrofe. L’obiettivo è quello di agire, tutti assieme, per una maggiore affermazione della lingua e della cultura italiana sul territorio. In secondo luogo ritengo anche indispensabile monitorare il quadro sociale dei polesani. Bussando alle porte dei connazionali per raccogliere sostegni alla mia candidatura, ho avuto modo di vedere come tanta nostra gente vive male, senza familiari e parenti vicini, abbandonata a sé stessa, nel disagio e in condizioni di salute precaria. Bisogna provvedere alla stesura di un piano sociale indispensabile per risollevare queste persone dalla loro condizione di estremo svantaggio.

Mi sta a cuore, quindi, evidenziare che da decenni sono in continuo contatto con i polesani che per le note ragioni hanno dovuto abbandonare la città natale. Tra questi ci sono tanti miei parenti e amici d’infanzia. Con loro c’è un collegamento di anima, di corpo, di sangue se vogliamo, per cui ci tengo a mantenere i contatti. Posso dire che finora il potere cittadino e la Comunità degli Italiani li hanno accolti con alti e bassi, con un andamento altalenante. Invece di mantenere l’altalena in alto, da qualche tempo la medesima sta cadendo. Di riflesso i contatti ne risentono e osservo che la sensibilità nei loro confronti è in diminuzione. Ma non solo: a mio avviso qualcuno a Pola cerca addirittura di evitare tali contatti, il che per noi polesani è inammissibile, in quanto siamo tutti polesani, indipendentemente dal luogo di residenza. E in tutti noi è sempre vivo un grande amore per Pola.

Voglio vincere la battaglia
Quale esito si attende dal voto sia per gli incarichi di sindaco e vicesindaco, sia per i seggi al Consiglio cittadino?
Sono nuovo nel campo della politica e fare dei pronostici mi risulta alquanto difficile, comunque se ho iniziato la battaglia, l’ho fatto per vincerla. Spero di ottenere i voti del nostro elettorato per poter rivestire la carica di vicesindaco. In ogni caso vorrei che la Dieta democratica istriana, possa riconfermarsi leader della Regione, perché rispecchia ad litteram quello che è il mio pensiero. La sento molto vicina, vicina agli italiani d’Istria. È un partito regionale. Io sono tradizionalista e mi piace.

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