Miletić: «Abbiamo dato prova di solidarietà e unità d’intenti»

Intervista al sindaco di Pola, Boris Miletić, al quale abbiamo chiesto di ripercorrere con noi e per noi l’anno che è stato contrassegnato dall’emergenza coronavirus

Boris Miletić

Un anno memorabile, quello che sta per finire. Non ha avuto occasioni di farsi ben volere in quanto ci ha costretto a uno stile di vita che mai avremmo immaginato. Due mesi di tregua all’inizio, poi la pandemia con tutto quello che ha significato e che continuerà a significare. In queste ultime battute ha colpito duramente aree già di per sé sofferenti con un terremoto destinato a passare negli annali. Un calendario del quale non vediamo l’ora di sbarazzarci. Fermo restando le nostre personali analisi e i progetti per il 2021 (sperando che non abbia gli artigli affilati del fratello maggiore), abbiamo chiesto al sindaco di Pola, Boris Miletić, di ripercorrere con noi e per noi il 2020.

 

Solitamente alla fine dell’anno si è impegnati in una sorta di inventario, di analisi dei piani e delle conseguenti realizzazioni. Il 2020 è trascorso all’ombra ingombrante del coronavirus. Come è stata affrontata l’emergenza?
“Ci stiamo lasciando alle spalle un anno estremamente complicato, pregno di incertezze e situazioni specifiche, che hanno inciso molto sul nostro solito stile di vita, sulla vita stessa. Pola, l’Istria e la Croazia hanno dovuto fare i conti con qualcosa di nuovo e inaspettato – la pandemia da Covid. Nonostante ciò, con una pronta reazione e strategie ben ponderate abbiamo adottato con tempestività molte misure atte, in primo luogo, a tutelare la salute dei cittadini e quindi a sostenere l’imprenditoria locale. Pola, lo ricordo, è stata nominata una delle migliori città in Croazia nella gestione dell’emergenza Covid. Vorrei ringraziare di cuore i concittadini per l’alto grado di responsabilità e autodisciplina, che a conti fatti ci hanno in un certo senso protetti; abbiamo dato prova di sapere affrontare situazioni imprevedibili. Grazie alla popolazione e al Comando regionale della Pc siamo stati l’unica area verde in tutta l’Europa. L’autodisciplina e le misure adottate ci hanno consentito di avere anche una stagione turistica e l’Istria, anche in queste condizioni, è stata campione del turismo in Croazia. Mi dispiace che per le misure del Comando nazionale non abbiamo potuto sfruttare il resto della stagione turistica, nella seconda metà di agosto e in settembre”.

Ristoratori, abbiamo fatto il massimo
La Città ha lanciato un salvagente all’imprenditoria nell’immediato. La situazione ora si è acuita, le misure a livello nazionale si sono fatte più rigorose e nuovamente il settore economico è alle strette. Recentemente ristoratori e locatari hanno manifestato il loro malcontento nei confronti della Città. Che fare?
“Abbiamo monitorato la situazione fin dall’inizio e siamo stati tra i primi a disporre una serie misure che abbiamo reputato di aiuto all’imprenditoria, in primo luogo a quei segmenti interessati dalle misure restrittive e che quindi sono stati i più colpiti dagli effetti della pandemia. Gli imprenditori che hanno dovuto sospendere o limitare l’attività sono stati esentati dal versamento della tassa sull’uso del suolo pubblico, dal pagamento dell’indennizzo comunale, del canone d’affitto, della cosiddetta tassa storica, alcuni pagamenti sono stati dilazionati e altro. Tra esenzioni e tagli arriviamo a una cifra di 6 milioni di kune di soldi pubblici relativi al 2020 e al primo semestre del 2021. Quindi il modello ‘chi non lavora non paga’ viene applicato a tutti i gestori in città che per motivi epidemiologici non possono svolgere la propria attività.
Tra i primi in Croazia abbiamo disposto misure per l’anno a venire; i locatari hanno avuto il canone d’affitto diminuito del 30 p.c.; chi è in attività da oltre 25 anni ha avuto un taglio dell’obbligo del 50 p.c. Come sindaco e cittadino semplice capisco perfettamente le difficoltà dei ristoratori e di altri servizi, però bisogna capire che le misure che abbiamo attuato e quelle che disporremo dipendentemente dalla contingenza, è il massimo che abbiamo potuto fare, avendo ben presente la stabilità del bilancio e il funzionamento in tutti i segmenti”.

Dallo scoppio della pandemia l’Istria ha auspicato un approccio regionale alla disposizione delle misure, in casa e verso fuori: si tratta di un approccio giustificato e fattibile?
“Sì. Riteniamo che il Comando nazionale della Pc avrebbe dovuto tenere in maggiore conto le richieste provenienti dal territorio, soprattutto da aree come l’Istria, che ha messo in essere un sistema ben funzionante, nel quale la gente ha assunto comportamenti responsabili, le misure vengono applicate in maniera sistematica e non arbitraria! Eppoi, la situazione varia da Regione a Regione. Nessuno riuscirà a convincermi, ad esempio, che sia stato necessario e giusto chiudere i locali di ristoro in Istria per colpa di comportamenti irresponsabili di alcuni ristoratori in altre aree della Croazia. In penisola il settore si è attenuto scrupolosamente a tutte le misure e finché i numeri non avessero smentito ciò, bisognava lasciare la gente lavorare. Pensi al lockdown della primavera scorsa: la Città di Pola e le altre Città della penisola e la stessa Regione istriana hanno disposto misure ancor oggi in atto; abbiamo coordinato misure e attività sul territorio e la nostra direi proverbiale solidarietà e unità d’intenti hanno dato ottimi risultati. Il governo e il Comando nazionale della Pc spesso sono arrivati secondi. Le misure lineari hanno ragione d’essere se la situazione è uguale su tutto il territorio. Non è il nostro caso e tali misure de facto castigano quanti hanno saputo affrontare meglio di altri l’emergenza. Insisteremo, perciò, affinché le misure abbiano applicazione regionale, un principio che sia da noi che nel mondo si è dimostrato efficace. Ognuno conosce casa propria, no?”

Girato e rigirato ogni singola kuna
La Città è vicina all’imprenditoria con varie misure a prescindere da questa situazione.
“Le misure a sostegno dell’imprenditoria sono necessarie anche in condizioni normali. In quest’anno gravato dal coronavirus sono ancora più necessarie e quindi tramite il programma ‘Potpore Pula 2020’ abbiamo assicurato 2,5 milioni di kune a capitale perduto pro imprenditoria. Un milione più di quanto assegnato nel 2019. Abbiamo elargito i mezzi in tre tornate, anche attraverso misure per ammortizzare gli effetti della pandemia. Abbiamo girato e rigirato ogni singola kuna del bilancio per disegnare e attuare il piano”.

Il preventivo 2021 è superiore al Bilancio di quest’anno, tagliato per necessità. Che cosa “coprirà”? Chi deve preoccuparsi per eventuali difficoltà nel finanziamento?
“Sì, il Bilancio per il 2021, con i suoi 514,43 milioni di kune, è superiore a quello di quest’anno. Il piano finanziario per l’anno a venire è un documento responsabile e reale, pensato e calcolato per mantenere la stabilità delle finanze pubbliche, garantire il prosieguo degli investimenti avviati e iniziarne di nuovi e per garantire uno standard di vita migliore. La fetta maggiore, il 43 p.c. dei mezzi di Bilancio, ovvero 222,5 milioni di kune sono destinati all’attività e ai progetti di competenza dell’Assessorato per le Politiche sociali. Nel bagaglio che il 2021 si porta appresso ci sono molte incognite; abbiamo mantenuto un elevato livello di sensibilità sociale anche nell’anno del coronavirus e sarà così anche nel prossimo anno finanziario. Per le categorie deboli abbiamo assicurato 10,75 milioni di kune”.

Ospedale, un progetto storico
Molte Città e Comuni hanno dovuto rivedere la programmazione. A Pola il 2020 è stato all’insegna di grandi progetti e realizzazioni. Ecco, mi vengono in mente l’Ospedale cittadino e l’edificazione della sede della SMS di Medicina.
“Quello dell’Ospedale è uno dei progetti più significativi nella storia moderna dell’Istria. Oggi disponiamo della struttura sanitaria più all’avanguardia in quest’area, struttura che gli abitanti di Pola e dell’Istria hanno atteso con impazienza per anni e che ora finalmente possono usufruire di un servizio sanitario eccellente, a livelli europei. Per arrivare a questo le Città della penisola hanno optato per questo progetto strategico, dando prova di un elevatissimo livello di solidarietà e unitarietà d’intenti, difficilmente raggiungibile in altre aree della Croazia. Lo dico senza tema di smentita: se non ci fosse stata la solidarietà dimostrata, oggi non si potrebbe disporre dell’ospedale più moderno sul territorio nazionale. Siamo primi in Croazia in quanto ad accantonamento di mezzi pro sanità e sociale. Naturalmente, di ciò siamo estremamente orgogliosi, ma la priorità è ben definita: la salute dei cittadini è priorità assoluta. In quanto all’Ospedale, l’intervento non è finito. Resta la ricostruzione dell’edificio della Ginecologia.
Parallelamente si sta costruendo una moderna, direi la più moderna scuola di medicina in Croazia ed è ben noto che aneliamo all’istituzione della Facoltà di Medicina a Pola, per formare i quadri che un domani troveranno impiego all’Ospedale. Questo chiuderebbe il cerchio del percorso nel sistema sanitario della penisola”.

Negli ultimi anni si investe nell’infrastruttura viaria e dei trasporti. Si proseguirà anche nel 2021 e in quale direzione?
“Investiamo sforzi e soldi per garantire la sicurezza nel traffico. Nella sola costruzione di rotatorie in città abbiamo speso oltre 15 milioni di kune. L’acquisto di 20 autobus ecologici ci ha permesso di pensare al risparmio e all’ambiente. Ancora, si stanno allestendo punti di ricarica elettrica per automobili e il sistema di e-bici.
L’Istria ha ottimi collegamenti viari con il resto della Croazia; recentemente sono iniziati i lavori per la seconda galleria del Monte Maggiore, un investimento nell’ordine di 1,5 miliardi di kune, e infine entro la fine del 2024 l’Ipsilon istriana sarà completata. Non bisogna dimenticare che disponiamo di un aeroscalo moderno e che si è all’opera per portare a compimento la costruzione della ‘nuova’ riva. Il progetto ha un peso di 50 milioni di kune circa e consentirà l’approdo di un maggior numero di navi su rotte turistiche e di linea”.

Proseguiranno nel 2021 il progetto Dolcevita, i progetti derivanti dal meccanismo ITU… che cosa di buono ci ha portato il 2020?
“Il progetto Dolcevita marcia ormai da una decina d’anni. La Città partecipa alle spese del recupero delle facciate e dei tetti dei caseggiati del centro storico e oltre assieme ai comproprietari. Finora, Dolcevita ha consentito di rimettere a nuovo 64 edifici, di cui 41 nel centro storico e 23 oltre i confini dell’area tutelata. In questo progetto saremo partner dei condomini anche nell’anno seguente.
Vorrei portare l’attenzione su un altro progetto, ‘Coworking Pula’, Centro imprenditoriale di coworking, da realizzare nell’ambito del meccanismo ITU. Abbiamo a disposizione 20 milioni di kune a capitale perduto, che serviranno alla ricostruzione dell’edificio dell’ex Mehanika, che da molti anni non è in funzione. Rimesso a nuovo sarà luogo di scambio di esperienze e conoscenza, e sarà punto d’incontro di liberi professionisti, startup, imprenditori e altri soggetti”.

La cantieristica ha un futuro
Probabilmente la cantieristica non sarà più stata sostenibile nel modo in cui funzionava, ciononostante il fallimento di Scoglio Olivi è stato oltremodo doloroso. Crede sia davvero possibile fare rinascere la cantieristica, magari a livelli più contenuti? Il fatto è che tutto su questo percorso si svolga a ritmi lentissimi e che le incognite e le difficoltà non mancano.
“Credo che la cantieristica in città abbia un futuro, magari, come ha detto, entro limiti più contenuti. Con questi ritmi dati al governo, dubito che sarà possibile fare alcunché. Ho colto ogni occasione per fare presente al Governo che le decisioni vanno prese con celerità e lo farò anche in futuro. Non c’è ragione alcuna di aspettare un anno per fare il passo successivo. Sì, è vero, le incognite sono tante. Ma è anche vero che a Pola si continua a credere che la cantieristica abbia un futuro e la Città sosterrà sempre l’industria cantieristica”.

Il centro storico è interessato dal progetto di recupero del complesso del Castello e del sistema fortificatorio.
“Al Castello si lavora già da anni, con un investimento di oltre 10 milioni di kune. Il progetto che interessa il sistema fortificatorio quale prodotto turistico-culturale ha un peso di 23,2 milioni di kune sarà un ulteriore impulso a fare del Castello un punto di riferimento non solo nell’alta stagione, bensì nell’arco di tutto l’anno. Il progetto è comprensivo di un ascensore che collegherà i tunnel di Zerostrasse e i sotterranei del Castello all’atrio della struttura.
Provi ad immaginare il complesso del Castello, del Museo archeologico e del Piccolo teatro romano: con il loro recupero chiuderemo il cerchio del più significativo investimento nel patrimonio culturale cittadino negli ultimi 50 anni. Il cuore della vita culturale polese sarà questo polo nel centro cittadino”.

L’abusivismo edilizio
Cose meno belle: l’abusivismo edilizio. Quanto è presente in città e come risolvere la questione?
“L’abusivismo edilizio è un problema convincentemente presente a livello nazionale e ognuno cerca le soluzioni che può. La Città di Pola ha riconosciuto il problema in quanto tale e l’ha sottolineato nel Resoconto sulla situazione nel comprensorio del 2018. Già allora avevamo recepito la necessità di intraprendere le azioni e le misure disponibili per arginare, se non frenare, la tendenza. Nel corso dell’ultima seduta consiliare è stata accolta la Dichiarazione sulla tutela dell’ambiente urbano, che ha per fine proprio la messa a fuoco il problema del mattone selvaggio e altre attività che hanno un impatto negativo sull’ambiente. Vogliamo portare al Governo e ai Ministeri di competenza un messaggio importante, la necessità o se preferisce la proposta per un’azione più efficace nella tutela dei valori che curiamo e che è nostro compito tutelare per le generazioni future.
Tenuto conto della scarsa efficienza dell’ispettorato edilizio, dovuta a vari fattori (mancanza di quadri, forse scarsa conoscenza del territorio, un grande numero di pratiche…), abbiamo suggerito di avviare la procedura di modifica e aggiunte alle leggi che regolano la materia e che darebbero la possibilità di istituire tali servizi a livello locale. Questo porterebbe a risposte più adeguate. Così come è avvenuto con le competenze in materia di permessi edilizi. L’iniziativa è stata perfezionata a livello di tutti i sindaci della penisola.
Anche in questo caso, partendo dai permessi di costruzione per arrivare al controllo di quanto succede in loco in materia edilizia il processo di pianificazione e controllo sarebbe competenza delle autonomie locali”.

Lo Stato si prende i terreni non edificati; un problema per tutte le amministrazioni locali. Quanto Pola sarà castigata dalla misura?
“Guardi, questo è un assurdo senza precedenti. Il comportamento dello Stato è irrazionale quanto dannoso, non solo per Pola e l’Istria, ma per tutta l’economia nazionale. Voglio essere ben chiaro: non si tratta di una diversa interpretazione della legge, ma di un vero e proprio saccheggio delle risorse delle Città e dei Comuni. È un dato di fatto che qualsivoglia riforma statale ricade sulle spalle dell’autogoverno locale e regionale. Adesso questo rapporto di palese sfruttamento interessa terreni che da decenni sono proprietà delle Città e dei Comuni. Noi sindaci che quotidianamente viviamo queste situazioni abbiamo ben chiaro il futuro di questi terreni che lo Stato vuole prendersi: andranno in rovina, come tutto quello che lo Stato gestisce! Tutti i sindaci della DDI sono concordi sul fatto che tale scenario vada evitato e ci opporremo fermamente al disegno”.

Piani concreti per Vallelunga
Vallelunga è di nuovo “cittadina”: quali piani per l’area?
“La Repubblica di Croazia ha definito l’area di Vallelunga priva di prospettive e nell’aprile del 2018 l’ha affidata in gestione all’autorità portuale. Nel novembre scorso è stata portata a termine l’operazione di bonifica, con la rimozione degli ordigni della II Guerra mondiale e quindi Vallelunga ha aperto i cancelli alla popolazione. Abbiamo piani concreti per tutta l’area e sicuramente la loro realizzazione sarà sinonimo di un salto economico e di sviluppo in genere. In zona sorgerà un terminal passeggeri nel trasporto via mare, in grado di accogliere navi di 400 metri di lunghezza. L’Autorità portuale dovrà ottenere i permessi necessari e contattare potenziali investitori. Sono convinto che il progetto avrà ricadute economiche non solo per Pola, bensì per tutta la Regione”.

L’amministrazione cittadina spesso ha avuto riconoscimenti in vari campi d’attività. Vogliamo ricordare quelli di quest’anno? Sa com’è, presi da altro forse non ci abbiamo fatto caso.
“Per l’apertura della Città ai cittadini, quest’amministrazione già da tempo è stata riconosciuta quale una delle più trasparenti in Croazia. Mi fa piacere che l’Istituto per le finanze pubbliche abbia premiato Pola anche quest’anno: in tutti gli studi e inchieste la Città ha pubblicato tutti e cinque i documenti di pianificazione finanziaria. Orgoglio a parte, questo ci sprona ad elevare ulteriormente il livello di trasparenza, in modo da rendere accessibili ai cittadini tutte le informazioni rilevanti.
Nella categoria delle grandi città. Pola è tra le prime cinque realtà croate in materia di incentivi all’imprenditoria e tra le prime 5 realtà nella categoria Smart-city e una delle città più all’avanguardia se si guarda alla digitalizzazione dei servizi ai cittadini. Questo da una parte ci rende più trasparenti, dall’altra consente un bel risparmio e velocizza la soluzione delle pratiche. Una città smart è una città nella quale la gente vive bene, si trova a suo agio. Questo sarà il nostro motto anche in futuro”.

Centro culturale islamico: rispettiamo le necessità di tutte le minoranze
L’annunciata costruzione del Centro culturale islamico in città ha sollevato un polverone. qual è la sua posizione in merito? L’hanno stupita le reazioni negative?
“A Pola il Centro islamico esiste da più di 50 anni; molte persone di religione islamica sono anche nate a Pola. Gli ambienti che la Comunità islamica a Pola ha in uso sono limitati, condizione che emerge particolarmente in questi momenti pandemici, e un problema è dato dalla mancanza di un parcheggio. Un anno fa la Città ha istituito un Fiduciariato che ha proposto in alternativa cinque potenziali località dove erigere spazi adeguati. La Comunità islamica ha scelto autonomamente l’area su cui costruire il nuovo Centro culturale.
Oggi a Pola vivono molti appartenenti a varie comunità nazionali e religiose e la tolleranza e la considerazione reciproca, condizione di lunga tradizione, ci rendono orgogliosi. Sono certo che la maggior parte della gente è favorevole e sostiene la costruzione del Centro, rispettando le necessità di tutte le minoranze e comunità religiose di avere spazi socio-culturali propri, un punto di aggregazione e incontro nel quale osservare le proprie tradizioni e gli usi religiosi e culturali”.

Le persone come punto di riferimento
Quanto stanca il lavoro di sindaco, come si sopportano le critiche? Meglio: che cosa fa un buon sindaco o un buon politico in genere?
“Ogni incarico politico, nell’esecutivo proprio, ha un suo peso e bisogna essere preparati e pronti a farsene carico. Se si guarda all’incarico nell’ottica dell’onore e della fiducia che in voi è stata riposta, consci di essere al servizio della vostra città, della vostra gente, allora certamente il peso non esiste. Credo che siano queste le doti di un buon politico, mettere il cuore in quello che sta facendo e soprattutto avere come punto di riferimento, sempre, le persone”.

Elezioni? Ora pensiamo ad altro
Il 2021 è anno elettorale. Sarà in corsa per la Città? O per la Regione?
“Del mio ruolo deciderà il partito nei mesi a venire. Adesso le priorità sono altre. Ogni sindaco, ogni presidente di Regione, considerati i numeri del contagio, adesso deve puntare a garantire il normale corso della vita, a evitare il collasso del sistema sanitario e a consentire il funzionamento del settore economico. Tutto il resto è in secondo piano”.

Un augurio ai lettori della Voce del popolo.
“Auguro a voi e alle vostre famiglie buone feste e che il 2021 sia migliore e più allegro di questo. Forse il 2020 non si può paragonare neanche ai più folli scenari cinematografici, ma ora sappiamo che non esiste cosa che non possiamo realizzare assieme! Vi auguro di rimanere in salute e di prendervi cura gli uni degli altri!”

(Per la cronaca, gli auguri sono stati fatti squisitamente in italiano, nd.a.)

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