Mercato affollato per i giorni di festa

Piazza del Popolo e piazza Primo maggio più battute che mai in vista delle festività di fine anno

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Mercato affollato per i giorni di festa

Natale è alle porte. E Capodanno segue in coda. Tradizione vuole che l’ultima settimana dell’anno sia la più festaiola tra tutte le le settimane di festa del calendario liturgico e civile. Una delle prerogative della condizione festaiola è il diritto di abbuffarsi. Una sensazione di felicità per lo spirito, certamente, ma anche tanta fatica per l’organismo: con troppe pietanze elaborate, dolci di ogni genere e bevande troppo zuccherate, è costretto a farsi carico di stravizi eccezionali. Tuttavia queste sono le regole del gioco e tutti le seguiamo senza battere ciglio. Anche quest’anno c’è del movimento nelle piazze del Popolo e Primo maggio. Da una bancarella all’altra si conta molta più gente del solito. Tra le forze occulte dell’inflazione su larga scala e la regola della domanda incalzante che gonfia ulteriormente i prezzi, la sporta si fa sempre più… salata.

 

Il primo passo: la pescheria. Pesci sodi e prezzi gonfi: questa è la regola. La domanda cresce, i costi aumentano. C’è poco da discutere. Per i piatti della Vigilia si sceglie tra seppie (80 kune), calamari (130) e polipi (60-140), orate e branzini in prevalenza di allevamento con poche eccezioni (70-90), sarago pizzuto (100), salmone (126), orate giganti (150), gamberetti (112-144), pesce rospo (160) e rombo (170). Questo a patto di avere le tasche ben foderate, altrimenti, se il portafogli è più sottile, bisogna subito iniziare a considerare le alternative. Le sardelle si vendono a 20 kune, come tutti gli altri giorni dell’anno, le triglie a 30, le occhiate a 40, moli e merluzzo a 30, 40 e 60, acciughe sotto sale a 10 kune l’etto. La carne. Prezzi in lievitazione nelle macellerie del mercato coperto, che servono i clienti in coda senza tregua dalle prime ore del mattino fino a mezzogiorno. Si compra un po’ di tutto, anche per scorta, e naturalmente si esagera. Il pollame è meno richiesto del solito, ma in compenso si spende molto più del solito per la carne rossa. Il ventaglio del prezzi è ampio. Si va dalle 55 kune della carne tritata (cevapcici, sarme, polpette) alle 250 del filetto di vitello, con tutta una serie di categorie intermedie: le fettine di maiale (60) e di manzo (85), il filetto di maiale alias ombolo (75) la fesa di vitello (150) e poi naturalmente i quarti del maialino di latte e dell’agnello, venduti a 40 e a 85 kune il chilogrammo. I prezzi sono decisamente saliti alle stelle.

E a Natale l’arrosto d’agnello con patate

Mangiare meno carne rossa sarebbe una buona idea anche senza fare leva sui costi eccessivi. Ecco come muoversi: fare più acquisti al mercato ortofrutticolo che in macelleria. La scelta è buona, i prezzi così così. Dipende tutto dai punti di vista e dalle preferenze personali. In questo periodo dell’anno si compra molta frutta secca per fare i dolci tipici della tradizione natalizia. Noci, noccioline e mandorle sgusciate si vendono a 90 e a 100 kune il chilogrammo, i canditi (ananas e papaya) sono in offerta a 50 kune. I pinoli? Vengono 40 kune l’etto. Poi converrà fare provvista di agrumi. Le arance costano 10, i limoni 15 e i mandarini 7 kune il chilogrammo. C’è anche dell’uva da tavola e si vende a 20 kune. Rucola, valerianella e radicchio sono offerti a 60 kune il chilo, broccoli, porri e cavoletti di Bruxelles a 20. Il cavolo cappuccio (bianco e rosso) si vende a 10, come il cavolfiore e le carote. Le patate sono più convenienti: costano dalle 6 alle 8 kune, a meno di non scegliere la patata dolce, che costa 15 kune. Il radicchio “Verona” costa tra le 30 e le 40 kune. Un’idea: i carciofi. Costano 10 kune il pezzo, ma sono una buona alternativa alle verdure tradizionali. Vanno bene come contorno e come ingrediente chiave della quiche e altre torte salate. Fanno un piatto unico e mantengono il fegato in buona salute.

Ecco un’idea per il menù di festa: carciofi per quiche e contorni

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