Mercati, le verdure la fanno da padrone

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Mercati, le verdure la fanno da padrone
Giacinti, mimose e narcisi forieri di primavera

Giacinti, mimose e narcisi vestono le bancarelle del mercato ortofrutticolo di speranza: la speranza che questo sia l’ultimo colpo di coda dell’inverno e non soltanto uno degli ultimi. Già, perché onestamente ne abbiamo un po’ abbastanza. Non che sia stato particolarmente rigido, anzi. Ci sono stati anche lunghi periodi più che miti e persino giornate tipicamente primaverili. Ma ora c’è la volontà di voltare pagina: siamo in marzo inoltrato, le giornate sono più lunghe, il sole è più alto nel cielo, l’orizzonte è sempre più limpido, per cui tutto quello che ci manca è un po’ di tepore se non proprio calore. Nell’attesa, però, si soffrono la bora e le temperature rigide della sera, della notte e del mattino. Come sempre, il mercato di Piazza del Popolo è un barometro fedele delle condizioni meteorologiche. La bora è sempre un fattore d’intralcio, questo lo sappiamo benissimo. Fosse pure marzo, i venti freddi del nord finiscono sempre per trattenere gli ortolani dalla necessità quotidiana di vendere. Più della metà dei commercianti se ne rimane a casa al calduccio di questi tempi. Ma tra quelli che resistono (e si badi bene, sono sempre le donne a resistere più a lungo degli uomini) il bisogno di guadagnare si sposa al desiderio di vendere a prezzi più cari per far valere il sacrificio.

Dieci asparagi (di numero) a 30 kune: meglio aspettare

Tuttavia, non sempre i conti tornano. Quando fa veramente freddo c’è anche meno gente, la domanda cala, i prezzi, di riflesso, seguono il passo. Ciò non toglie che anche di questi tempi ci siano verdure che vale la pena cercare tra le bancarelle di piazza del Popolo. Per esempio, gli spinaci degli orti di casa nostra, piuttosto che quelli delle coltivazioni estensive al supermercato, sono in vendita a 16 kune il chilogrammo (oppure a 20 se sono già mondati). I cavoli sono ancora presenti e anzi occupano gran parte delle bancarelle: si vendono a 8 kune i cappucci e la verza (come le patate, del resto, e le confezioni di ravanelli), ma anche cavoli romani e cavoletti (a 20). Il radicchio rosso si vende a 30 e a 40 kune, la valerianella a 60. Porri, cipolla rossa e barbabietole si possono acquistare a 16 kune, le carote pure, le altre radici commestibili a 30.

Spinaci a volontà: bastano 16 kune per kg

Al reparto frutta si trovano in prevalenza mele e agrumi, con prezzi che vanno dalle 10 alle 20 kune, ma anche le prime fragole d’importazione. Sono – come dire? – mangiabili, ma non hanno ancora quell’odore e quel sapore intenso che si sprigionano soltanto quando fa veramente caldo. La serra, disgraziatamente, non è in grado di produrre questo tipo di caldo “naturale”.

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