Hip hip urrà per la frutta d’estate e per l’estate in genere. Da giugno inoltrato e fino alla fine di settembre mangeremo la frutta più squisita del mondo, e forse persino dell’universo intero, sempre che siamo i soli ad abitarlo (ma è inutile scommettere). Che sia la frutta migliore dell’universo o meno, poco importa anche perché per il momento abbiamo solontanto questa. E ce la facciamo bastare perché è dolcissima. In estate si può fare anche a meno del pranzo con tutto questo ben di Dio che ci viene offerto sulle bancarelle di piazza del Popolo: la bistecca c’è sempre, le ciliegie no. Le uova, il pane, i formaggi sono sempre sotto mano, ma le pesche e le albicocche no. Il prosciutto si conserva, il melone no. Insomma, bisogna proprio fare il pieno di frutta di stagione ora che si può perché l’estate è breve e il resto dell’anno lungo.
I prezzi, tuttavia, sono un’altra questione. Volere non è sempre potere, e questa frutta costa veramente cara. I duroni, per esempio, costano 10 euro suonati al chilo, con poche eccezioni: al limite ve ne sono a 7,50 o piuttosto a 8 euro, con la precisazione che sono un po’ più maturi, anche se ancora buoni. Al massimo si butta via una ciliegia un po’ molle. Tuttavia la spesa è considerevole. Le pesche, le nettarine, le albicocche sono vendute di norma a 5 euro al chilogrammo. L’anguria? Due euro e mezzo o 1,50 al chilogrammo e si fa presto a spendere 10 euro anche in questo caso. I fichi? Da 10 a 20 euro il chilogrammo, ma a quanto pare sono trattabili. Tizio che esibisce il prezzo di 20 euro sul cartello dei fichi a buccia scura si corregge subito: “Gliele do a 15 se ne prende un chilo”. Caspita, che affare! Quindici euro di fichi. Dalle mie parti con una spesa ben assortita e un po’ di pazienza ai fornelli si mangia in cinque con 15 euro. Lasciamo perdere e cerchiamo le prugne. Le prugne si vendono a 2 o 3 euro, come le pere d’estate, quelle piccoline, verdi a chiazze rosse.
Veniamo agli ortaggi. Ovviamente siamo nella stagione del pomodoro, venduto nelle varietà più diffuse da gustare in tutti i piatti della dieta mediterranea, dalla salsa all’insalata, dalla pizza al panino. Non c’è estate senza pomodoro, questo è certo. I prezzi variano, ma sotto i tre euro è inutile cercare, anzi, siamo piuttosto sicuri di dover spendere dai 4 ai 5 euro al chilo, a seconda delle varietà. Gli insalatari sono i più rigogliosi e i meno cari; i vari ciliegini, datterini e cocktail costano generalmente sugli 8 euro al chilo. Per il resto si compra e si vende una gran quantità di patate novelle e zucchine a 2 euro, carote e peperoni a 3, cipolle rosse e melanzane a 4. Anche le bietole costano 4 euro, mentre le pannocchie di granturco si vendono al prezzo esorbitante di 8 euro al chilo. Mah, sorvoliamo. Cioè giriamo l’angolo. Il radicchio? Ce n’è ben poco e ormai il prezzo si attesta sui 20 euro al chilogrammo. Sissignori. Venti euro di radicchio. I cetrioli e le zucchine in compenso costano 2 euro. Cominciamo col farci bastare i cetrioli. Un bel piatto di spaghetti al pomodoro con olio d’oliva e una spolverata di grana ed è fatta! Il pranzo più buono del mondo è servito.
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