«Memorial Šime Buzov»: il vincitore è Slavko Lijić

I migliori nella categoria «a squadre» sono, invece, Ivan Conjar e Marko Horvat della Questura di Varaždin

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«Memorial Šime Buzov»: il vincitore è Slavko Lijić
Il ponte prima del traguardo. Foto: FREDY POROPAT

I migliori motociclisti della Polizia di tutta la Croazia si sono radunati ieri in piazzale Carolina, a Pola, per il tradizionale “Memorial Šime Buzov”, la competizione nazionale do abilità e agilità su due ruote organizzata dalla Polizia stradale, dall’Ufficio nazionale per l’ordine pubblico e la sicurezza, dall’Accademia di polizia “Prvi hrvatski redarstvenik”, con il sostegno della Questura istriana, i cui vertici ricordano che dal 2015 l’appuntamento porta il nome di Šime Buzov”, l’agente della Questura di Spalato e della Dalmazia scomparso prematuramente undici anni in un incidente stradale nei pressi di Città Vecchia (Starigrad, sull’isola di Lesina) mentre in sella alla propria moto di servizio era diretto verso Pola, dove avrebbe dovuto prendere parte appunto alla competizione riservata ai poliziotti motociclisti. Quest’anno alla gara, come spiegato da Frano Čović, responsabile della Scuola guida della Polizia croata presso il Servizio per l’apprendimento permanente, hanno partecipato 42 motociclisti (tutti uomini), in arrivo da tutte le 20 Questure della Croazia, nonché dall’Unità mobile della Polstrada “Kobra”, e per la prima volta dalla Polizia militare. Per ognuna di queste hanno gareggiato due agenti. I partecipanti si sono sfidati in due prove lungo un impegnativo e particolare tracciato appositamente allestito dagli esperti del settore. “Oltre al tempo nel quale si conclude il percorso, così Čović, sul risultato finale contano molto le penalità, ossia i secondi persi, che variano a seconda degli errori commessi, come ad esempio se si colpiscono i coni stradali, se cadono le palline poste sugli stessi, se si appoggia il piede a terra e via dicendo. L’importante quindi è superare il percorso il più velocemente possibile, ma con precisione e senza commettere sbagli”, ha detto Čović, il quale tra l’altro ha rilevato che per iniziare l’addestramento di guida della potenti motociclette della polizia, gli agenti devono aver compiuto 24 anni, svolgere il corso presso l’Accademia di polizia, per poi concluderlo con una prova finale presso il circuito di Grobnico. Ovvio, proseguendo con la costante istruzione nelle proprie singole Questure. “I poliziotti motociclisti si preparano costantemente, in particolar modo prima dell’inizio della stagione estiva che porta ad un traffico più intensificato. Per la loro mobilità e velocità spesso sono i primi ad arrivare sui luoghi degli incidenti, e allo stesso tempo non di rado, considerata la vulnerabilità delle moto nella circolazione stradale, rimangono loro stessi vittime di incidenti”, ha tenuto a rilevare Čović. Parallelamente, come in ogni edizione del Memorial, la Polstrada polese ha organizzato la Giornata delle porte aperte, nella quale tra l’altro si è potuto osservare il sofisticato dispositivo POLCAM per la misurazione della velocità, nonché il drone, ricevuto in uso quest’anno dalla Stradale polese e usato per l’osservazione dall’alto nel corso dei sopralluoghi degli incidenti più gravi. All’evento organizzato dalle forze dell’ordine sono giunti in visita pure i bambini delle sezioni “Calimero” e “Cip e Ciop” dell’Ente prescolare italiano Rin-Tin-Tin, Tornando alla competizione e alle sue due categorie, “singoli” e “a squadre”, ad avere la meglio è stato l’agente Slavko Lijić della Questura di Osijek e della Baranja, nonché la Questura di Varaždin con gli agenti Ivan Conjar e Marko Horvat. Ad assegnare i premi sono stati il vicequestore istriano Božo Kirin nonché la madre di Šime, Anđelka Buzov.

Una bimba del Rin-Tin-Tin in sella a una moto.
Foto: FREDY POROPAT

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