Medolino. Una Casa di riposo per 195 anziani

Il modello scelto per completare l’opera è quello del partenariato pubblico-privato

Il progetto promette bene. Si spera in una veloce costruzione

Il Comune di Medolino pensa al futuro e soprattutto pensa al futuro dell’assistenza socio-sanitaria alla terza età, poiché le esigenze della categoria sono in lenta ma costante crescita. Fervono i preparativi per la costruzione di ben due case di riposo comunali (e non regionali o statali, ma neanche interamente private, come le altre località in Istria). L’architetto Luka Matticchio dello studio di progettazione “AD Arhitektura i Dizajn” ha presentato il progetto del futuro istituto di ricovero di Medolino alla presenza del sindaco Goran Buić e di Verica Vidmar, presidente della sezione locale del Sindacato nazionale dei pensionati (SUH). Buić ha fatto notare che si tratta della seconda Casa di riposo comunale in via di progettazione o costruzione. L’altra sarà edificata a Bagnole.

 

 

Professionalità e qualità
Ma è inutile attendere, visto che il fabbisogno non è neanche lontanamente soddisfatto dalla disponibilità delle strutture attuali. Il modello scelto per completare le opere è quello del partenariato pubblico-privato, per cui una parte degli investimenti è assicurata dal Comune e un’altra dal capitale degli imprenditori del territorio. L’intento è quello di avere un servizio gestito con professionalità e qualità garantita, a prezzi che si possono parificare a quelli dei servizi convenzionati. In realtà, il prezzo per l’utenza sarà definito in base al censo: sarà generosamente sovvenzionato dal Comune per le fasce disagiate, mentre gli utenti benestanti pagheranno il servizio a prezzi di mercato. Il sito individuato per la costruzione della futura casa di riposo dovrebbe trovarsi nella zona edificabile orientale, ancora povera di abitazioni ma già in via di sviluppo. Il lotto edificabile riservato all’opera presenta una superficie di 6.270 metri quadrati, l’edificio avrà 5.636 mq, mentre la percentuale delle aree verdi rimane elevata: pari cioè al 42% del lotto. La ricettività è giudicata sufficiente: i posti letto previsti sono infatti 195.

Quattro unità funzionali
Ecco uno sguardo alla struttura. L’edificio sarà suddiviso in quattro unità funzionali, diverse per grado di assistenza e comodità, per non dire lusso abitativo. La prima disporrà di 134 posti e sarà una struttura classica di ricovero con 70 camere (il 63 per cento della capacità ricettiva totale della struttura). La categorizzazione prevede 44 stanze a due posti, 16 camere singole e 10 a tre posti con ampio terrazzo. L’unità successiva è il Reparto d’assistenza continua, adatto ad accogliere anziani affetti da Alzheimer e altre tipologie di demenze senili o precoci per 20 assistiti sistemati in 9 camere a due posti e una singola. Per sua natura ed esigenze “logistiche” il Reparto sarà sistemato al pianterreno. Per i più fortunati ci saranno ben 10 appartamenti per gruppi di anziani dai 16 ai 21 utenti perfettamente autosufficienti e cioè in grado di uscire a piacimento e condurre un’esistenza autonoma pur essendo alloggiati nella struttura. Infine, il cosiddetto Reparto di assistenza diurna, vale a dire un servizio parziale per gli anziani alloggiati in famiglia con necessità di trascorrere qualche ora in struttura. Il servizio è comunemente noto come “l’asilo per anziani”. Vera Vidmar ha dichiarato che è “un nostro desiderio e obbligo costruire una società in cui tutti i cittadini avranno diritto a una felice giovinezza e una serena vecchiaia, per cui l’iniziativa del Comune è in perfetta sintonia con la necessità di vivere in una società che possa dirsi civile a tutti gli effetti”.

Insomma, il progetto dell’architetto Matticchio promette bene. Ora si spera in una veloce realizzazione. Passate le elezioni, la prima occupazione della nuova legislatura sarà appunto quella di far partire i meccanismi dei bandi e degli appalti. Andasse tutto come previsto, i lavori edili potrebbero iniziare entro l’anno, sostiene il sindaco Buić. “Gli investimenti comunali nel settore socio-sanitario non sono d’intralcio ai privati che hanno in mente di esercitare l’attività per conto proprio, anzi”, ha dichiarato Buić.

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