Medolino. Gabbie in mare per salvare le Pinne Nobilis

L’Associazione «Eko more» si è prodigata per tutelare le quattro nacchere rimaste nei fondali vicino alla località della Bassa Istria

La collocazione di una delle quattro gabbie

È il più grande mollusco bivalve del Mediterraneo, ma potrebbe presto diventare protagonista di un racconto ambientato nel passato. La Pinna Nobilis – comunemente nota come nacchera, pinna comune, cozza penna o sutra – è a un passo dall’estinzione e presto potrebbe scomparire dai fondali dell’Istria e di tutto il Mar Mediterraneo. Il responsabile è un protozoo killer che sta sterminando gli esemplari sopravvissuti all’invadenza di un altro predatore spietato: l’uomo. A certificare il pericolo mortale che incombe sul futuro prossimo della Pinna Nobilis c’è anche l’Unione mondiale per la conservazione della Natura, che nel mese di novembre del 2019 ha inserito la nacchera nella sua “lista rossa”. Per fortuna, un po’ in tutto il Mediterraneo c’è chi si è interessato al problema. Anche in Istria, dove diverse associazioni ed enti pubblici e privati hanno deciso di assumersi l’impegno di salvare dall’estinzione la Pinna Nobilis. Tra queste figura l’associazione “Eko more” di Medolino, che ha deciso di proteggere con delle gabbie quelle che hanno battezzato Tara, Sara, Mara e Pina, le uniche quattro nacchere di mare rimaste nei fondali della località istriana. Nonostante la moria di massa osservata negli ultimi anni in tutto il Mediterraneo, queste quattro pinne sono riuscite in qualche modo a sopravvivere in natura. I soci della “Eko more” hanno quindi pensato di dare loro una mano, ingabbiarle, e proteggerle dai potenziali predatori, tra i quali, purtroppo, non manca nemmeno l’uomo. Le maglie delle gabbie sono infatti abbastanza strette da fermare le orate, i polpi, le stelle marine spinose e gli altri predatori naturali, ma abbastanza larghe da permettere il normale passaggio dei due alimenti principali delle nacchere: il fito e lo zooplancton.

Una Pinna Nobilis al sicuro, si spera

I responsabili dell’associazione medolinese hanno, però, voluto evitare di riempire il fondale di blocchi di cemento. Le gabbie sono state quindi fissate al fondo con dei pilastri. Per scavare le buche è stato utilizzato un apposito trapano elettrico. L’installazione delle gabbie, come del resto tutte le attività della Eko more, è stata realizzata in collaborazione con le istituzioni coinvolte nel progetto di salvaguardia della Pinna Nobilis, tra le quali spiccano il Ministero dell’Economia e dello Sviluppo sostenibile, l’Istituto per la tutela dell’ambiente e della natura, l’Ente pubblico Natura Histrica, l’Ente Parco nazionale delle Isole Brioni e altre. Sebbene pongano le nacchere al riparo dai predatori, le gabbie non impediranno all’Haplosporidium pinnae, il parassita protozoo responsabile della moria delle nacchere (che si attiva quando la temperatura del mare supera i 13.5 gradi Celsius) di attaccare le quattro Pinne Nobilis sopravvissute. I responsabili dell’associazione di Medolino ritengono, però, che Tara, Sara, Mara e Pina (ristabilitesi e cresciute fino a 10-15 centimetri durante l’inverno) possano superare l’estate senza grossi problemi. Ma perché è così importante salvare le nacchere di mare? Semplicemente perché l’estinzione di una specie, o la scomparsa graduale di una di queste, arreca un grave danno anche alle specie che dipendono e interagiscono con essa. E la Pinna Nobilis svolge un importante ruolo ecologico. La conchiglia è costituita da due valve uguali di forma triangolare di colore marrone chiaro ed è caratterizzata dalla presenza di lamelle squamose. Tali caratteristiche la rendono un ottimo luogo per l’insediamento di vari organismi viventi.

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