Max Stoia, il rione ne approfitta

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Max Stoia, il rione ne approfitta

Non un solo giorno di ritardo rispetto al cronoprogramma definito la scorsa estate, all’apertura del cantiere. Il futuro centro commerciale Max Stoia è “maxi” in tutti i sensi. Intanto la costruzione è finalmente uscita allo scoperto, spuntando dalla vecchia cava di pietra della profondità di una trentina e passa di metri, e infatti è ben visibile sia da Valovine che da Stoia e da Valcane. Sulle sue facciate si vanno montando delle gigantesche lastre di vetro riflettenti che da qui a poche settimane daranno alla costruzione l’aspetto che finora abbiamo visto soltanto nelle simulazioni al computer. Non c’è alcun timore di ritardi nell’avanzamento dell’opera per cui l’8 novembre ci sarà il taglio del nastro, proprio come stabilito la scorsa primavera, prima di far partire i lavori. A questo punto, infatti, le tre fasi della costruzione cominciano a volgere al termine. Sia all’interno che all’esterno dell’edificio si passa dall’edilizia propriamente detta alle rifiniture. Dentro i locatari e i gestori di negozi stanno entrando pian piano in possesso dei rispettivi locali. Alcuni hanno già avuto le chiavi in dotazione, altri aspettano il turno.

Una sessantina di negozi
La lista dei marchi che metteranno su casa al centro Max è piuttosto lunga; infatti, i locali da occupare sono una sessantina. Si stanno affrettando a fare ingresso nel futuro centro di distribuzione i marchi di altrettante catene nazionali e internazionali tra cui “Plodine”, “Pull&Bear”, “Bershka”, “Mango”, “Mohito”, “Reserved”, “Cropp”, “House”, “Sinsay”, “Mass”, “Stradivarius”, “H&M”, “Sport Vision”, “Shooster” e compagnia bella, più o meno i brand che troviamo un po’ in tutti i grandi centri commerciali del Paese. E questa volta non mancheranno all’appello il multisala “Cinestar”, con tre sale di proiezione, bar e ristoranti vari.
La costruzione presenta infatti sei livelli, di cui due soli visibili dal lato mare. Il primo livello è quello degli impianti (termoidraulici, caldaie, condizionamento ecc.). I due livelli successivi fungeranno da parcheggio (850 posti), mentre i tre livelli superiori saranno quelli propriamente abitabili, ovvero arredati ed equipaggiati in funzione del commercio, dei servizi e del divertimento. Le dimensioni del nuovo centro commerciale di 71.000 metri quadrati di superfici lorde (i locali in affitto occuperanno meno della metà di quest’area, pressappoco 30.000 metri quadrati) sono effettivamente notevoli e ora si possono percepire perfettamente con lo sguardo da tutte e tre le direzioni di arrivo al Centro: da via Fisella (cementificio), da via Stoia (spiagge, campeggio e stabilimento balneare) e da via Veruda (Valcane).
Migliorata la viabilità
A proposito di rete stradale, bisogna ancora ribadire come il costruendo centro commerciale abbia modificato, in meglio, le vie di comunicazione del quartiere urbano finora relativamente poco curate: tutte le strade che ora portano al Centro Max che prima non avevano marciapiedi, fermate e pensiline dell’autobus, canali di drenaggio delle acque meteoriche, illuminazione pubblica eccetera, ora sono state ricostruite e unite in una rotatoria centrale a quattro uscite che consente una viabilità migliore, più sicura e senza intoppi. Dei 28 milioni di kune che l’investitore ha versato alla Città di Pola a titolo di imposte sulla costruzione, 14 e rotti sono stati dirottati immediatamente nel nuovo assetto e nella ricostruzione della rete viaria del quartiere per ricavarne un’ampia rotatoria all’altezza di Valcane, quattro raccordi stradali, una strada interna all’ex cava di pietra (che ora unisce le vie Stoia e Fisella), e quattro fermate dell’autobus (due per via Stoia e altre due per via Veruda). Ci hanno lavorato negli ultimi sei mesi le maestranze del costruttore locale Cesta Pula, ma anche gli operai al servizio delle società erogatrici di servizi comunali, Vodovod, Pragrande e Plinara. Il futuro centro commerciale dovrebbe dare lavoro a 500 persone.

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