Mare, meglio prevenire che curare

I partner regionali coinvolti nel progetto MARLESS si preparano per una serie di sessioni di raccolta dei rifiuti e per individuarne l’origine, le tipologie, la provenienza e la quantità. Una volta ottenuti i risultati si potrà combattere con maggiore efficacia l’inquinamento

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Mare, meglio prevenire che curare
Parte dei rifiuti raccolti durante una recente azione di pulizia a Porto Albona. Foto: www.istra-istria.hr

Si chiama MARLESS (MARine Litter cross-border awarenESS and innovation actions) ed è un progetto di cooperazione territoriale finanziato dal programma Interreg Italia-Croazia, avviato nel 2020 per estinguersi nel dicembre di quest’anno. L’obiettivo è di migliorare la qualità delle condizioni ambientali dell’Adriatico con l’uso di tecnologie e approcci sostenibili e innovativi. Tra le due sponde del mare condiviso, gli enti regionali, gli istituti di ricerca, le scuole e le associazioni propongono un programma di azioni diffuse per individuare le origini e le zone maggiormente colpite dalla plastica in mare (“marine litter”) per proporre metodi d’intervento mirato piuttosto che le solite operazioni di pulizia senza criterio. Si tratta dunque di monitorare, gestire, rimuovere, ma soprattutto prevenire i rifiuti in mare considerando le molteplici fonti d’inquinamento. Per l’Adriatico orientale aderiscono il Ministero dell’Ambiente, l’Agenzia di sviluppo di Ragusa (DuNEA), l’Università degli studi di Ragusa, l’Istituto di ricerca del mare “Ruđer Bošković” di Rovigno, la Regione istriana e la sua Agenzia energetica (Irena). Per l’Adriatico occidentale l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente del Veneto, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, la Fondazione Cetacea, l’Università di Bologna e le regioni Puglia, Veneto ed Emilia Romagna.

Dopo una serie di eventi in prevalenza di natura divulgativa, ora i partner istriani del progetto si preparano per una serie di sessioni di raccolta dei rifiuti per individuarne l’origine, le tipologie, la provenienza e la quantità. I rappresentanti degli enti istriani coinvolti, Valter Poropat e Nikola Petrić (IRENA), Bruno Kostelić (Regione Istriana), Mirta Smodlaka Tanković (“Ruđer Bošković”) e i sub di Rovigno e Medolino, Davide Brattoni e Lucio Lorencin hanno illustrato il calendario delle campagne di raccolta dei rifiuti in mare. Si parte domenica 22 maggio con un’operazione di rimozione dei rifiuti dall’insenatura di Guvnina nello specchio di mare che circonda Promontore nel Comune di Medolino. Saranno impegnate decine di subacquei e volontari che saranno chiamati a ripulire dai rifiuti sia la costa che i fondali. La seconda delle due operazioni medolinesi si terrà in settembre. Poi toccherà a Rovigno, in giugno e in settembre, e ancora a Rabac (Porto Albona), sulla costa istriana orientale, sempre in giugno e poi nuovamente a settembre.

Lucio Lorencin (in piedi), Davide Brattoni, Mirta Smodlaka Tanković, Nikola Petrić, Valter Poropat e Bruno Kostelić.
Foto: DARIA DEGHENGHI

In questa scelta delle località e delle date c’è del metodo, ha spiegato la biologa marina Smodlaka Tanković: per i campionamenti non sono state scelti a caso né i siti d’intervento, né l’intervallo di tempo da lasciar correre tra una sessione di monitoring e l’altra. I tre siti rispecchiano tre situazioni ambientali diverse: quella del porto commerciale in senso lato (Rovigno), del porto turistico (Rabac) e della località di mare di sola villeggiatura (Medolino). L’inizio di giugno e la fine di settembre sono i due momenti che definiscono l’intervallo della stagione di punta. I rifiuti raccolti prima e dopo l’arrivo in massa dei turisti verranno categorizzati in base a un catalogo di 168 tipologie di spazzatura distinte. A conti fatti, i ricercatori dell’Istituto di Rovigno dovrebbero poter rispondere con precisione a domande concrete sulla provenienza dei rifiuti per poter proporre misure di prevenzione dell’inquinamento mirate. Questo perché “il fenomeno non è locale, ma globale”. In altri termini, il mare è condiviso e pulire non basta: bisogna saper gestire il fenomeno su basi scientifiche”. Detto in altri termini, ricorrendo al linguaggio di un sub di professione, Davide Brattoni: “Operazioni di rimozione dei rifiuti dai fondali ne abbiamo sempre fatte e continueremo a farle, ma il punto è un altro: occorre stabilire quali sono le fonti dell’inquinamento, quali i fattori di rischio e quali le possibilità di prevenzione perché continuare a pulire senza criterio non ha alcun senso: campagne di pulizia con l’impiego dei sub sono molto costose e prevenire è meglio che curare”. Il progetto “MARine Litter cross-border awarenESS and innovation actions” è finanziato dall’UE attraverso il Programma di cooperazione territoriale Interreg Italia-Croazia 2014-2020. Il suo valore totale è di 4.244.726,00 euro, di cui 260.000 spettano ai partners istriani coordinati da IRENA. L’85 per cento degli investimenti proviene dall’Unione europea, il 15 per cento è la partecipazione della Regione.

Un subacqueo di Medolino in azione.
Foto: www.medulin.hr

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