Ma il caffè non ce lo toglie nessuno

Caffè in... strada

Quelli che… il caffè in città non ce lo toglie nessuno sono nuovamente in circolazione. Ci sia il lockdown, il semi-lockdown, la chiusura parziale o totale di qualsiasi locale finito sotto la scure della Protezione civile, poco importa. Ecco gli operai in tuta da lavoro assieparsi intorno alle edicole e alle panetterie che servono il caffè del distributore automatico. Ecco i pensionati ricomporre le file in piazza del Popolo, in via Flanatica, in Piazza Primo Maggio e in Piazza Port’Aurea. Prima si passa in panetteria, al distributore, poi si cerca il posto buono in strada per gustarlo in compagnia, anziani compresi.
Proprio così, anche gli anziani. Quelli che dovrebbero trarre il maggior beneficio possibile dal lockdown: la sicurezza relativa della protezione dal contagio. La certezza di essere lontani da ogni focolaio o veicolo di propagazione del virus. Se c’è un fattore d’intralcio alla consuetudine non è certo il timore di prendersi la malattia o incorrere nelle sanzioni del governo. Nossignori. L’unico guaio che si teme è il maltempo. Se piove, le comitive dei coffee-to-go migrano alle rispettive abitazioni e per un po’ non si vedono più in giro, ma appena il cielo concede un po’ di tregua, eccoli che tornano a popolare le vie e le piazze, occupare panchine, fontane, scalinate, naturalmente col bicchiere di cartone rivestito di cera con coperchio e cucchiaino di plastica in mano. Le abitudini sono dure a morire. Specie se hanno il gusto e l’aroma inconfondibile del caffè torrefatto e macinato a regola d’arte.

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