«Lungomare, la pineta non si tocca»

Gli ambientalisti di «Žućo» la vorrebbero intatta, anzi chiedono che venga promossa a Bosco urbano

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«Lungomare, la pineta non si tocca»

La pineta del Lungomare ha diviso i cittadini di Pola tra quelli che la vogliono conservare intatta fino all’ultimo pino d’Aleppo, fosse pure il più malmesso, e quelli che non avrebbero nulla in contrario alla costruzione di un albergo immerso nel verde della pineta. Tra i primi c’è l’iniziativa civica “Žućo” che chiede al sindaco l’immediata promozione della zona a Bosco urbano (attualmente nel Piano Urbanistico Generale di Pola la pineta figura categorizzata come “unità verde di particolare interesse urbano”). Nell’assumere questa posizione gli attivisti “Žućo” fanno leva sull’opinione già pubblicamente espressa dall’Associazione istriana degli architetti che a sua volta scongiura qualsiasi modifica urbanistica al Lungomare, si trattasse pure soltanto di allargare il campo di calcio per gli allenamenti degli allievi dell’Uljanik, ma sopratutto se si dovesse costruire alberghi e altri edifici a scopo di lucro.

Ora insorgono gli ambientalisti con una specie di manifesto finalizzato a salvare il Lungomare per quello che è sempre stato: “l’unica zona costiera salva dalla cementificazione, vicina alla città, con libero accesso, gratuita e pulita, caratteristiche che le hanno assicurato l’affetto e la fedeltà assoluta dei polesi, che ora temono di rimanere a corto di un altro lembo di terra da sacrificare al turismo”. Gli attivisti ribadiscono anche il fatto che il Lungomare è la pineta che oggi conosciamo anche perché negli anni Cinquanta sono stati i cittadini a piantarla (come si faceva al tempo del lavoro volontario che andava sotto il nome di “radne akcije”). Si tratta pertanto di molto più di una banale pineta: si tratta di un luogo della memoria, di un luogo degli affetti e volendo di culto che verrebbe distrutto con l’integrazione di un complesso turistico di 20mila metri quadrati di superficie. Il voluminoso intervento è ritenuto dunque insostenibile e fuori luogo per tutta una serie di motivi di cui la riduzione delle aree verdi è solo l’ultimo a preoccupare. Si parla dunque di estetica compromessa, di danni alla coesione dell’ambiente, di perdita della biodiversità, di riduzione delle aree dedicate allo sport e alla ricreazione eccetera. Per tutti questi motivi è richiesta la proclamazione formale di un nuovo bosco urbano accanto al Bosco Siana e Bussoler che già portano il titolo per la soddisfazione e l’orgoglio dei polesi.

Il sindaco che cosa dice? Prima era stato lapidario, avendo dichiarato che era d’accordo, che la Città avrebbe promosso il Lungomare in Bosco urbano, ma poi ha indietreggiato. I consiglieri dell’opposizione gli hanno fatto notare che l’amministrazione cittadina non ha voce in capitolo, che non ha l’autorità a deliberare in materia di tutela ambientale fino a questo punto. Il compito spetta invece alla Regione. Così il primo cittadino di Pola ha girato la frittata, pur restando sulla sua posizione favorevole alle istanze dei Verdi: “D’accordo che non spetta a noi decidere, ma alle autorità regionali. Ciò non toglie che abbiamo il diritto di promuovere l’iniziativa e inoltrarla all’ufficio regionale competente. Il ciclo sarà lungo, d’accordo, ma ne vale la pena se si tratta di salvare l’ambiente dalla cementificazione”, ha concluso Zoričić il suo ragionamento, ricordando che al campo di allenamento di calcio per i giovani non si rinuncia.

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