Lo stabilimento di Stoia rinasce dalle ceneri: guadagna strutture, ma perde… ombra

L’opera di restauro, completa di interventi paesaggistici, dovrebbe essere ultimata entro novembre

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Lo stabilimento di Stoia rinasce dalle ceneri: guadagna strutture, ma perde… ombra
Il futuro parcheggio si è mangiato la pineta...

Stoia, la metamorfosi. Dovevamo poterne godere già quest’estate ma l’appaltatore fiumano dal nome italiano divertente (Fracasso) ha chiesto e ottenuto una dilatazione della scadenza contrattuale. Dopo lunghe trattative il comittente e il costruttore, con la mediazione dell’ingenger Filip Banovac che ha avuto l’appalto per la direzione esterna, sono scesi a patti: l’opera dovrebbe essere consegnata completa di interventi paesaggistici entro novembre. Disgraziatamente a quel punto non la si potrà ancora gustare fino in fondo, non fino alla prossima stagione balneare. Tuttavia l’amministrazione municipale si prenderà il tempo necessario a preparare bandi e appalti per bar, gelateria, ristoranti e accessori da spiaggia in nolo. Bisognerà inoltre produrre dei documenti atti a disciplinare la fruizione dei servizi e delle cambine, stabilire quanti e a quali condizioni avranno la facoltà di prendere a nolo gli spogliatoi-ripostigli, definire il tariffario dei canoni per le concessioni balneari, concepire un galateo di spiaggia e possibilmente farlo rispettare.

L’interno della nuova ala ristorante promette ben

Gestione e manutenzione
Finirà così anche la secolare prassi della sorveglianza dello stabilimento da parte del solo inquilino residente perché ormai non si usa più. Opere pubbliche e demaniali restaurate o ampliate con quattro milioni di euro di soldi pubblici, difficilmente vanno affidate alla vigilanza di un guardiaspiaggia per diritto ereditario. Questo è chiaro. In futuro occorrerà concepire un modello di gestione e manutenzione più sofisticato benché più esoso ed esigente. Dovrebbero rendere anche i locali di ristoro in locazione, se non proprio il parcheggio e l’affitto delle cabine, che il sindaco attuale Grbin e il suo predecessore Zoričić hanno promesso di tenere accessibili a una clientela del luogo non necessariamente facoltosa. Ma questi sono argomenti da trattare in sede di Consiglio municipale, non prima del rientro dei consiglieri dalle vacanze estive in settembre.

I pini domestici piantati qualche mese fa sono già morti

Il parcheggio inghiotte l’ombra
Piuttosto, che impressione fa la metamorfosi di Stoia in corso, ormai palesemente svelata? Be’, è inutile girarci intorno. Bisogna confessare che il nuovo parcheggio in masselli autobloccanti e grigliato drenante ha inghiottito gran parte della pineta che in passato era stata il tratto distintivo dello stabilimento e il motivo per cui i bagnanti gli sono rimasti fedeli per un secolo. Le automobili ora avranno pure il posto di sempre, e serà anche più facile posteggiare, entrare e uscire, ma l’ombra possono potranno solo sognarsela. In secondo luogo, il nuovo parco giochi a pianta circolare e il nuovo vialetto pavimentato con masselli autobloccanti che unisce la vecchia rotonda con la nuova, si sono portati via un’altra bella porzione di pineta prima usata per stendersi, leggere, schiacciare un pisolino e scambiare quattro chiacchiere, per non dire spettegolare. Il ristorante ricavato dall’ala nuova che ricalca l’estetica rettilinea delle cabine d’epoca è bello, è vero, e lo sarà ancora di più quando verrà arredato e aperto ai clienti, ma è chiaro che ha fagocitato a sua volta un’altra bella porzione di pineta. Insomma, la prospettiva del guadagno col commercio e la ristorazione per ricavare i mezzi necessari a una futura manutenzione non hanno risparmiato la natura. Si chiama progresso e ci assicurano che è un valore assoluto.

Il parco giochi è carino: peccato pr l’ombra

Moria di pini
Ma c’è di più. Il primo tentativo di rimpiazzare gli alberi rimossi con alberelli giovani è clamorosamente fallito. Una ventina di pini domestici che nel giro di una decina di anni sarebbero dovuti crescere slanciati e produrre folte chiome generose d’ombra sono stati decimati nel giro di qualche mese dalla siccità, dall’incuria o entrambe. Nemmeno uno è sopravvissuto al… fracasso della società di costruzioni di Fiume che ha avuto l’appalto per il restauro e la riqualificazione dello stabilimento. Tempo e soldi persi. D’altra parte l’intervento paesaggistico che promette un’ottantina di alberi giovani e qualche centinaio di arbusti resistenti alla siccità, rinviato all’autunno, dovrebbe farci cambiare idea. Staremo a vedere. Finora ne abbiamo viste tante e non tutte buone.

PIù cemento, meno posto per le sdraio…

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