È impressionante pensare che il 97 p.c. del nostro pianeta sia ricoperto d’acqua. È ancora più impressionante rendersi conto del fatto che l’accesso a questa risorsa, apparentemente così abbondante, sia un problema cruciale per una buona fetta di umanità. L’emergenza idrica è tra i rischi a maggior impatto per il pianeta. La domanda mondiale di acqua è, infatti, prevista in aumento del 30 p.c. nei prossimi 30 anni. Emerge dunque la necessità di elaborare politiche per una gestione sostenibile delle risorse. Non a caso, anche l’Unione europea annovera tra i suoi obiettivi ambientali la tutela della risorsa idrica, nella consapevolezza che la lotta ai cambiamenti climatici passa anche attraverso una gestione più accorta dell’acqua. Del resto, la possibilità di una crisi idrica anche nel nostro continente non è un’ipotesi remota. I cambiamenti climatici stanno portando a rischio di siccità anche zone in cui l’approvvigionamento, storicamente, non è mai stato critico. L’Istria non è un’oasi isolata. Lo dimostrano, tra l’altro, i diversi programmi promossi dalle istituzioni locali e dedicati proprio alla gestione più accorta delle risorse idriche.
Le società partner del progetto
Uno di questi è BLUE RECHARGE, un progetto finanziato dal Programma Interreg Italia-Croazia che mira a trovare soluzioni innovative per contrastare la scarsità idrica e favore la resilienza climatica; un progetto che coinvolge diversi partner al di qua e al di la dell’Adriatico. La partnership è infatti composta dalla Società Consortile dell’Emila-Rmagna ART-ER Attrattività Ricerca Territorio, da Venetian Cluster, Exo e Consorzio di Bonifica dell’Emila-Romagna, dalla Facoltà di Economia e Commercio di Fiume, dall’IVS – Sistema di Protezione delle Acque dell’Istria e dalla Città di Dignano (capofila), che l’altra sera ha ospitato una conferenza rivolta agli imprenditori e gli agricoltori locali e non solo, dedicata all’acqua come risorsa del futuro, ma anche come opportunità di business in Istria. A parlarne sono stati Bojana Hajduk Cerneha, dell’IVS, e Davor Mance, della Facoltà di Economia e Commercio di Fiume. Ai presenti è stato quindi ricordato che il progetto contribuirà a invertire l’attuale tendenza all’eccessivo sfruttamento delle risorse idriche sotterranee e ad aumentare i tassi di ricarica degli acquiferi per riequilibrarli e promuoverne l’uso sostenibile. Un obiettivo che i responsabili di BLUE RECHARGE contano di raggiungere attraverso un meccanismo di incentivi (Certificati blu) al risparmio idrico simile a quelli già in uso per il contenimento delle emissioni inquinanti o per l’efficientamento energetico.
La riduzione dei consumi
Un meccanismo di incentivi, dunque, per sostenere la riduzione dei consumi di acqua, in particolare, negli usi produttivi e agricoli. La proposta, è stato quindi spiegato, si concentra sulla previsione di una remunerazione ai soggetti che, attraverso interventi di “efficienza idrica”, siano in grado di raggiungere obiettivi prestabiliti di risparmio dell’acqua utilizzata nel processo produttivo. Un certificato blu andrebbe quindi a riconoscere il risparmio nell’uso finale di acqua, premiando le imprese o gli enti pubblici e privati con un certificato per ogni litro di acqua risparmiato. Per il funzionamento del mercato, ai soggetti coinvolti dovrà essere attribuito un obiettivo di risparmio annuale, che potrà essere raggiunto attraverso interventi di efficientamento, ovvero acquistando i Certificati blu sul mercato in mancanza di intervento.
Le acque sotterranee
L’accento è stato poi spostato su uno studio condotto dall’IVS nell’area dell’Istria meridionale e in fase di completamento. A parlarne è stata Bojana Hajduk Cerneha, la quale ha spiegato che la parte principale dello studio comprende ricerche relative al tracciamento e al monitoraggio dei flussi delle acque sotterranee presso l’impianto di depurazione di Lavarigo e nell’area più ampia di Pola, al fine di valutarne il movimento e l’impatto sulla qualità delle acque nel sottosuolo. Parallelamente sono stati monitorati i fenomeni meteorologici e le quantità di precipitazioni per valutare lo stato quantitativo delle acque sotterranee. L’obiettivo è stabilire se è possibile ricaricare in modo controllato gli acquiferi raccogliendo e convogliando le acque meteoriche o tramite acque reflue trattate in aree dove l’acqua può essere utilizzata pe scopi tecnici o per l’irrigazione agricola.
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