L’eleganza getta l’ancora nel porto di Pola

Le navi da crociera sembrano disertare le acque polesi, in compenso attraccano gli yacht. Il più spettacolare è il «Voice», 62 metri di eleganza, battente bandiera inglese

Voice il panfilo... extraterrestre

Nulla è come prima, ma è meglio di prima. Il porto di Pola non è più amato dalle navi da crociera quanto dagli yacht super lusso. L’Autorità portuale non può sfregarsi le mani come nell’anno record 2017, però non sta più nemmeno a piangere il fallimentare, annus horribilis, 2020. Ad osservare molo Fiume e a fermarsi raso la banchina nel corso di luglio-agosto si potrebbe procedere con la stesura di una piccola enciclopedia dei navigli e delle motonavi delle meraviglie. Inutile sperare di veder transitare navi da più migliaia di tonnellate di stazza. Non è così per colpa del Covid-19 e anche perché le nostre strutture portuali non sono in grado di accontentare le esigenze di una permanenza a più lunga scadenza. L’utile che ne deriverà dall’arrivo dei panfili dovrà bastare per affrontare le conseguenze di un’emergenza mondiale anche per gli spostamenti e viaggi marittimi.

 

Torna il traffico

A confermare che c’è traffico nell’insenatura di Pola, è Zoran Peruško che non ci ritiene avvantaggiati da un potenziale consolidamento del movimento crociere, ma da una presenza accettabile del settore dei mega yacht. Le grandi barche super lusso non sembrano snobbare molo Fiume, anzi lo eleggono a stazione di passaggio, a terminal prima di scendere giù per l’Adriatico. Non passa giornata che non si trovino ormeggiate una, due o tre imbarcazioni di almeno 30 metri. La più spettacolare che ha attraccato dirimpetto all’area doganale del porto è la “Voice”, un “bestione” nero luccicante da 62 metri, battente bandiera inglese; talmente noto da figurare segnalato in rete quale stupendo modello di pluripremiata costruzione navale, eseguita su commissione al cantiere di Ancona, proprio durante il funesto 2020. Il bolide di mare, che a vederlo associa inconfondibilmente a un potente sottomarino gigante in grado di offrire sistemazione da re a soli 12 ospiti, è stato avvicinato da moltissimi curiosi. Numeroso era stato l’equipaggio di bordo impegnato a laccarlo a lucido, mentre la domanda inoltrata sul suo valore aveva suscitato ilarità (Dieci milioni di dollari? Non bastano…). Per quanto è dato a sapere all’Autorità portuale, la maggior parte dei colossi galleggianti batte bandiera delle Isole Caiman e di Malta, mentre i ricchi di bordo provengono spesso anche dall’Arabia Saudita, dal Qatar e dalla Russia. In realtà, il numero degli yacht vistosi non è aumentato rispetto all’anno passato, però sono dabbene cresciuti i periodi della loro permanenza a Pola, tanto da aumentare gli introiti dal pagamento delle tasse di soggiorno istriano.

”L’Autorità portuale – rileva Zoran Peruško – continua a battersi per raggiungere i risultati precedenti all’era del Covid, ma per quanto riguarda le navi da crociera straniere, piccole o più grandi che siano, è un fallimento. Ammesso che tutto vada davvero bene e che il coronavirus non faccia fare dietrofront, in novembre e in dicembre dovremmo veder sostare sei navi da crociera. Scarsi sono stati anche i viaggi di linea. Il 2019 aveva fatto salire complessivamente 47.795 viaggiatori a bordo dell’Adriatic Jet, del San Frangisk, del Prince of Venice e del catamarano Bišovo. Quest’anno si mantiene la spola con la Dalmazia, verso la quale hanno viaggiato non più di 4mila turisti imbarcati dal Bišovo e dal Krilo Eclipse, mentre il Principe di Venezia, l’unico catamarano che mantiene il collegamento via mare con Venezia, ha finora trasportato soltanto un migliaio di persone. A salvare la stagione sono proprio i super yacht, una quarantina; presenza nel porto che riteniamo molto soddisfacente”.

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