Le regole le detta il Covid

L’anno scorso sono state celebrate 680 onoranze funebri. Nessun allontanamento dalla norma, quindi, nessuna discrepanza in rapporto alle medie registrate negli scorsi decenni, nonostante l’emergenza sanitaria

Settecento sepolture l’anno: una costante nei due cimiteri del Polese

Nell’arco del 2020, nei due cimiteri civici di Pola gestiti dalla società municipalizzata Monte Giro sono state celebrate 680 onoranze funebri tra inumazioni e tumulazioni. Nessun allontanamento dalla norma, quindi, nessuna discrepanza in rapporto alle medie annue regolarmente registrate negli scorsi decenni. Ogni anno infatti i polesi accompagnano alla loro ultima dimora circa 700 dei propri concittadini. La demografia è una scienza sufficientemente esatta. Ne parliamo con Darko Buršić, direttore della società di onoranze funebri polese. A suo avviso, infatti, la pandemia del Covid-19 ha risparmiato a Pola il peggio. “Abbiamo avuto non più di 17 sepolture classificate col codice Covid con altrettanti defunti originari di Pola, Dignano e Medolino. In questi casi abbiamo preso precauzioni speciali: la disinfezione immediata degli ambienti, dei veicoli e degli strumenti, l’incenerimento degli indumenti e del corredo funebre dopo la funzione e via elencando. In linea di principio, siamo rimasti nella norma degli anni passati: così dicono le statistiche. L’età media dei defunti è risultata essere di 76 anni ed è sempre sensibilmente in favore delle donne, che continuano a vivere più a lungo degli uomini. Mi piace dire in proposito che sono più resistenti all’urto di noialtri uomini. L’anziano più longevo che abbiamo seppellito aveva 98 anni, mentre l’età del più giovane non è oggetto di classifica: purtroppo non mancano mai i casi di mortalità neonatale”.

 

 

Onoranze solo in forma privata
Attualmente il Paese e l’Europa stanno ripiombando in una nuova crisi epidemiologica che va sotto il nome di “terza ondata”. Quali precauzioni sono in auge al Cimitero civico? Sono sempre in applicazione le norme dei funerali in forma privata?
Non abbiamo avuto nessuna situazione d’eccesso, nessun superamento del numero consentito o tollerato di partecipanti, se è questo quello che mi chiede. Il numero ammesso degli astanti a un rito funebre è tassativo: 25. Oddio, ci sarà stato il caso in cui si saranno presentate una o due persone in più intorno alla salma. Mi spieghi qualcuno come faccio ad allontanare il 26º tra gli amici e i parenti del defunto senza conoscere la ‘gerarchia’ delle amicizie della famiglia. In questi casi lasciamo correre, ma badiamo ad allontanare i partecipanti gli uni dagli altri secondo le norme del distanziamento sociale. Le mascherine sono d’obbligo. Inoltre i funerali hanno una durata limitata. Insisto piuttosto sulla necessità di tenere a debita distanza il personale della società, perché siamo in pochi, una trentina, e non possiamo permetterci di finire contemporaneamente in isolamento fiduciario o, peggio, in malattia. Il servizio deve rimanere funzionante perché non è possibile farne a meno, questo è chiaro. Pertanto in sede e all’accettazione dei clienti siamo divisi in due turni: mattina e pomeriggio-sera. Anche gli addetti alle sepolture al cimitero sono sempre divisi in ‘settori’. È l’unica maniera per restare efficienti nel caso uno di noi dovesse finire in quarantena.

Darko Buršić

Entro l’anno un nuovo ampliamento
​Vista l’altalena dei contagi e il conseguente apri-chiudi delle attività e dei locali pubblici, si presume che anche al cimitero civico siano fermi i lavori di manutenzione, per non dire delle opere di costruzione propriamente dette?
Veramente no. Covid o non Covid, abbiamo portato a termine i lavori d’ampliamento del cimitero di Stignano, che ha guadagnato nuove superfici e strutture di inumazione e tumulazione. A Pola siamo andati avanti con la progettazione per la successiva tappa d’estensione del camposanto perché, come vediamo, il fabbisogno non conosce arresti e le opere pubbliche devono seguire il passo delle esigenze della popolazione. Non ho avuto ancora l’occasione di presentare l’iniziativa in pubblico, ma sono in possesso di un progetto di massima che prevede l’estensione del camposanto, questa volta in direzione sud-ovest, alla sommità del colle verso via Trieste. In quel posto c’è un lotto di 2.500 o 2.600 metri quadri da utilizzare, già in parte accessibile, perché abbiamo realizzato dei lavori preliminari all’epoca della scorsa fase d’ampliamento. Sarebbe un’occasione buona anche per dotare il camposanto di una struttura cimiteriale per le abluzioni di rito del culto islamico, che considera il lavaggio della salma un momento fondamentale di purificazione. Attualmente questi riti vengono svolti nella camera mortuaria contenente le celle frigorifere, all’entrata del camposanto, ma si dà il caso che sia necessaria una separazione delle due funzioni. A ogni modo, la progettazione è appena iniziata, bisogna attendere l’evoluzione del procedimento per tornare a parlare di lavori edili. Non penso che si possa accelerare i tempi dei preparativi: prima di ottobre è difficile prevedere il cantieramento dell’opera. Ogni cosa a suo tempo.

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