Centro islamico a Pola. Miletić: «Le minoranze sono una nostra ricchezza»

Il sindaco Boris Miletić ha risposto alle proteste dei residenti contro la costruzione di un Centro di cultura islamica nel loro rione

I cittadini insoddisfatti si sono radunati davanti alla CI mentre era in corso la seduta del Consiglio municipale

Monta la protesta dei residenti di Siana contro la costruzione di un Centro di cultura islamico nel loro rione, centro che in termini colloquiali chiamano semplicemente “moschea” benché il complesso dovrebbe assolvere a necessità sociali di primo piano come l’accudimento dei bambini (asilo), vitto e alloggio degli studenti (Casa dello studente) e assistenza e cura degli anziani, infermi o malati (Casa di riposo). Ovviamente la moschea è al centro dell’interesse dell’iniziativa perché in quanto luogo di culto suscita il timore del crescente radicalismo islamico già decisivo per la sicurezza e l’incolumità dei cittadini nei centri urbani dell’Europa occidentale. I portavoce dell’iniziativa si sono riuniti ieri mattina davanti alla Comunità degli Italiani di Pola, che in tempi di pandemia ospita le sedute del Consiglio municipale.

Il sindaco Boris Miletić

In riferimento al crescente malcontento di una parte dei residenti del quartiere urbano e alle loro manifestazioni di scontento e messaggi diffusi via Facebook e altre reti sociali, il sindaco Boris Miletić ha dichiarato: “Il muftì Hasanović e io abbiamo discusso a lungo del problema della carenza di spazio per la professione di fede della comunità islamica polese. Devo ricordarvi che la comunità islamica opera da cinquant’anni nel centrocittà, di fronte al Liceo in via Zagabria. Negli ultimi 14 anni non ho mai ricevuto alcuna obiezione dei residenti, a parte quelle per la carenza di posteggi. Devo dire di essere molto contento che tutte le minoranze nazionali di Pola dispongono di sedi e spazi per svolgere la propria attività: le nostre minoranze sono una nostra ricchezza e io sono fiero di essere cittadino di Pola anche per questo. Il problema del Centro islamico di via Zagabria è che non assolve più a tutte le necessità di aggregazione della comunità: in primo luogo non c’è spazio a sufficienza e in secondo luogo l’edificio è segnato dal tempo e ne va di mezzo la sua stessa agibilità. Che la comunità dei fedeli musulmani abbia deciso di acquistare privatamente un lotto edificabile non sono affari nostri perché è libera di farlo. Nella fattispecie, il lotto è edificabile e la destinazione d’uso del piano regolatore ammette costruzioni abitabili e commerciali, qui incluso un Centro di cultura, ma non ammette però l’edificazione di edifici di culto”, ha spiegato il sindaco.

Facebook Commenti